INCENDI: ACR CONTRO AMBIENTALISTI, “ROGHI PARTITI DA AREE PROTETTE SENZA MANUTENZIONE”

16 Agosto 2021 10:26

Regione - Cronaca

L’AQUILA – “Legambiente, Lipu e WWF chiedono, alla luce dell’emergenza incendi il blocco della riapertura dell’attività venatoria. A questo punto è doveroso fare chiarezza: le zone interessate oltre ad essere sotto tutela ambientale, sono anche limitrofe le abitazioni, dove l’attività venatoria è vietata Sembra che i roghi siano parti nei pressi delle oasi e riserve naturali per le quali la regione Abruzzo esborsa migliaia di euro dei contribuenti abruzzesi comprese le tasse pagate dai cacciatori”.

Così il referente dell’Associazione per la cultura rurale, Dino Rossi.

LA NOTA COMPLETA

Purtroppo, l’incuria del territorio gestito delle associazioni ambientaliste abruzzesi, ha contribuito al propagarsi delle fiamme mettendo a rischio le abitazioni del litorale abruzzese e non gli animali come voglio far intendere le associazioni “ambientaliste dei giardini pensili”.

La pineta dannunziana era diventata una vera zona di pericolo di incendio dovuto allo spessore di aghi di pino sparsi nel terreno, che nessuno si è preoccupato di pulire nonostante i finanziamenti a cascata.

Oltre agli aghi di pino che per il fuoco è un potenziale combustibile, la pineta dannunziana negli ultimi tempi era nel degrado più totale, piena rifiuti di ogni genere ed era diventato luogo di prostitute e drogati, secondo le descrizioni di persone che abitano nei paraggi.

L’incendio divampato in queste aree sotto tutela ambientale, ha messo in serio rischio l’incolumità pubblica, ma a dare una mano ai vigli del fuoco si sono visti solo i contadini locali e i cacciatori, mentre chi ha da tempo gestito le aree protette sono stati notati nei paraggi con i droni per una stima precoce dei danni.

Per tanto si chiede alla regione Abruzzo di sospendere i finanziamenti alle zone percorse dal fuoco per mi prossimi 5 anni visto che nulla è stato fatto sulla prevenzione degli incendi. Nel contempo si vuole ricordare sia alle associazioni che alle istituzioni abruzzesi, che il territorio della nostra regione ha superato di gran lunga la percentuale delle aree consentita dalla Legge 157/92, gli animali hanno tutto lo spazio ed il cibo di cui hanno bisogno.

Stranamente, la Legge 157/92, oggi sotto attacco da una raccolta di firme per un referendum abrogativo per la parte riguardante la caccia, non è mai stata osservata in toto, specialmente in Abruzzo.

È ora che la regione Abruzzo facesse un censimento di tutte queste aree protette, visto che nella manifestazione ultima, questa associazione ha fornito molti dati contrastanti sulle percentuali delle aree sotto vincolo, al fine di eliminare oasi superflue, gestite malissimo, istituite con lo scopo di reperire finanziamenti dalle istituzioni, mentre per i danni all’agricoltura viene applicato il de minimis per la mancanza di liquidità.

Un attacco quello degli ambientalisti che non riguarda solo i cacciatori ma anche il mondo agricolo, che con la chiusura dell’attività venatoria l’agricoltura i danni aumenteranno creando ulteriore abbandono del territorio facendolo diventare combustibile per altri roghi.

 

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