INCENDI L’AQUILA: BATUFFOLI E CANNUCCIA, SEQUESTRATO INNESCO

2 Agosto 2020 09:00

L'AQUILA – Era a passeggio nel quartiere di Pettino, intorno alle 23 di venerdì sera, quando a terra ha trovato uno strano oggetto: “Ho guardato meglio e ho subito pensato ai roghi che stavano devastando Monte Pettino: quattro batuffoli di carta oppure ovatta, incollati a una cannuccia di plastica. L'idea di un collegamento con l'incendio mi ha spinto a piegarmi per sentire se c'era anche odore di combustibile. Ma niente. Prima di allertare le forze dell'ordine, ho scattato una foto e l'ho inviata a un mio amico che lavora in Protezione civile e la prima conferma mi è arrivata da lui: pareva proprio un innesco”. 

E' il racconto, al Centro, di Andrea Spacca, 29 anni, che dopo aver trovato l'innesco ha chiamato le forze dell'ordine, sul posto è arrivata la polizia: “Anche loro mi hanno confermato che poteva trattarsi di un innesco, hanno preso l'oggetto, dicendomi che lo avrebbero confrontato con altri e di tenermi a disposizione, come persona informata dei fatti. 

Un innesco rudimentale rimasto “inesploso”, e tuttavia posto subito all'attenzione degli investigatori che dovranno capire perché sia stato ritrovato lì. 

Il pm titolare dell'indagine è il sostituto procuratore David Mancini, il quale si avvarrà della collaborazione dei carabinieri forestali, specializzati in questo tipo di accertamenti, avendo operato anche sul fronte del Morrone nel 2017.




La Procura dell'Aquila ha aperto un fascicolo contro ignoti, assegnato al sostituto procuratore Guido Cocco, in seguito al sequestro di un presunto innesco.

Trasmessi i verbali alla Procura, è stato prontamente disposto un accertamento tecnico sul presunto innesco.

Ci sono diverse piste investigative sull'origine degli incendi al vaglio degli inquirenti.

Sul campo tutte le forze di polizia giudiziaria. 

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