INCENDI: MIBACT, ”3MILA ETTARI IN FUMO, DIFFICILE PARLARE DI PACE, QUALCOSA NON VA”

29 Agosto 2017 18:20

L’AQUILA – “Difficile, in realtà, parlare di pace e perdono in questo inferno che, per mano dolosa e umana, ha fatto scomparire uno dei più selvaggi e protetti ecosistemi del Parco Nazionale della Majella”, arrivando a “3.000 ettari di bosco inceneriti, le fiamme alte che lambiscono i paesi, in fumo le culture, e le economie, che quei boschi tramandano e sostengono”.

Lo scrive una nota del ministero per i Beni culturali, nella quale Lucia Arbace, direttore del Polo Museale dell’Abruzzo, si augura che “si possa intensificare l’azione per questo disastro ambientale, sottovalutato nella reale portata, e che si svolga un’esemplare azione penale contro chi ha intenzionalmente operato, con inneschi mirati, per incenerire, fra le fronde bruciate di questo ecosistema, un microcosmo culturale unico”.






“Qualcosa non ha funzionato, un’organizzazione confusa e carente aggravata dall’assenza del Corpo Forestale”, accusa.

Per il Mibact, semplicemente “il Monte Morrone, eletto da Papa Celestino V per la sua vita eremitica, non esiste più. Da 12 giorni bruciano i boschi che circondano Sulmona, Pacentro e altri comuni e frazioni della Valle Peligna, nell’Aquilano. Oggi le fiamme sono solo a 100 metri in linea d’aria dall’Abbazia di Santo Spirito al Morrone – è l’allarme – imponente monastero per secoli il più importante insediamento dei Celestini”.

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