INCENDIO L’AQUILA: CACCIA AL PIROMANE, AL VAGLIO IL RACCONTO DEI TESTIMONI

Autore dell'articolo: Giorgio Alessandri

9 Agosto 2012 11:50

L’AQUILA – Sono circa una decina le testimonianza che gli agenti della Forestale del Nipaf (Nuclei Investigativi Provinciali di Polizia Ambientale) diretti da Luigi Margarita e della polizia giudiziaria del Corpo in servizio presso il tribunale dell’Aquila hanno raccolto nelle ore successiva al rogo che ha martoriato la pineta di Roio.

Al vaglio di investigatori i racconti e le notizie che potrebbero risultare decisive per la ricostruzione delle drammatiche ore in cui il rogo ha distrutto circa trenta ettari di bosco. Stando a quanto appreso, invece, nei video in possesso degli inquirenti non vi sarebbero tracce di persone immortalate mentre si allontanano dal luogo dell’incendio ma si tratta di documenti comunque importantissimi per ricostruire la dinamica dei fatti, da dove sono partite le fiamme e come si sono sviluppate.

Nei giorni scorsi, comunque, è stata depositata presso la Procura un’informativa dettagliata sulla vicenda e la magistratura dovrà ora valutare se ordinare nuovi esami. Nella pineta sono stati rinvenuti diversi tipi di materiali, plastica, pezzi di ferro, vetro e altri sui quali sono incorso delle analisi per verificare se siano stati utilizzati acceleranti o altre sostanze incendiarie che possano aver dato origine all’incendio ed essere stati utilizzati come innesco. Analisi che sta svolgendo un istituto specializzato in convenzione con il Corpo forestale.

Il rischio, però, è che tali reperti possano essere stati ‘compromessi’ dalle operazioni di spegnimento, ovvero con dal passaggio di uomini e mezzi impegnati sul campo, dal lancio di acqua e schiume ritardanti effettuato da canadair ed elicotteri. La natura dolosa dei fatti, comunque, non è in discussione.






Dalle sette di questa mattina sul posto sono  impegnate trenta persone, tra vigili del fuoco, forestali e volontari che stanno lavorando a terra con picconi e pale per domare definitivamente gli ultimi focolai.

In molti in questi giorni hanno ricordato i drammatici giorni del 2008 in cui andò a fuoco la pineta di San Giuliano, ma fortunatamente l’incendio scoppiato lunedì scorso ha avuto proporzioni minori, seppur con danni quantificati dall’Amministrazione comunale in 800 mila euro.

Un dato legato a due fattori: dalla conformazione della  montagna di Roio, dove per i canadair è stato più facile intervenire rispetto alla Collina di San Giuliano dove i mezzi aerei erano costretti a sganciare l’acqua da altezze maggiori e quindi con una efficacia minore, e dall’opera di ‘spalcatura’ (il taglio dei rami più vicini al terreno) effettuata dal 2006 al 2008 nella pineta. 
 

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