INTANTO IL COMUNE CHIEDE SOLDI E AIUTO ALLA REGIONE PER LA PREVENZIONE

INCENDIO L’AQUILA: E’ CACCIA AL PIROMANE, GLI INVESTIGATORI HANNO INDIZI E FILMATI

8 Agosto 2012 09:11

L’AQUILA – Ci sarebbero filmati amatoriali, supportati da testimonianze, molto utili per acciuffare il piromane che lunedì mattina ha dato fuoco alla pineta di Roio (L’Aquila) mandando in fumo 30 ettari e causando danni stimati intorno agli 800 mila euro.

Mentre continuano le indagini non si fermano neanche le operazioni di spegnimento e bonifica, oggi proseguite con squadre a terra e anche l’aiuto di un canadair per sistemare gli ultimi pennacchi.

Intanto è già scattata la ‘resa dei conti’ sulle responsabilità e sulle competenze della mancata prevenzione, che hanno portato al rogo: la pineta di Roio, infatti, aveva (ha) una “lettiera” di sottobosco alta in alcuni punti anche 50 centimetri, un tappeto estremamente infiammabile su cui il fuoco si propaga velocemente.

Per il vice sindaco del capoluogo, Roberto Riga, e il capo di gabinetto del sindaco Cialente, Pierpaolo Pietrucci, della prevenzione dovrebbe occuparsi la Regione con il Comune in un ruolo di “supporto”.

Di parere opposto l’assessore regionale alla Protezione civile, Gianfranco Giuliante, per il quale “la competenza spetta ai Comuni”.

In questo sterile rimpallo di responsabilità, 30 ettari di polmone verde sono andati in fumo.

LE INDAGINI SUL PIROMANE

Si tratterebbe di un uomo di mezza età, come riporta la stampa quotidiana locale, che più di una persona ha visto aggirarsi con fare sospetto dalle parti della cava da cui è partito l’innesco, costituito da un castelletto di materiali facilmente infiammabili.

Potrebbe non aver agito da solo, visto che l’incendio è partito da tre punti differenti.

Su questi indizi stanno lavorando gli investigatori, dopo che la procura dell’Aquila ha aperto un fascicolo penale contro ignoti per incendio boschivo.

Nel frattempo l’attività di bonifica proseguono a ritmo serrato.

Ieri sera le fiamme erano domate, anche se l’incendio non era del tutto spento, visto che sotto il letto di sottobosco comunque il fuoco può continuare a covare e basta nulla perché riprenda.

Sul posto Vigili del fuoco, Corpo forestale, volontari della Protezione civile e anche tanti cittadini di Roio che hanno dato una mano nelle operazioni di spegnimento.

IL COMUNE CHIEDE SOLDI E AIUTO ALLA REGIONE

Dopo 30 ettari andati in fumo alla pineta di Roio dell’Aquila, il Comune bussa a quattrini alla Regione, chiedendo finanziamenti e competenze per operare sulla prevenzione e ricordando che la propria competenza “è di supporto”.

Assente il sindaco Cialente, a gestire l’emergenza è stato il ticket tra il vice sindaco Roberto Riga e il capo di gabinetto del primo cittadino Pierpaolo Pietrucci.

Presenti anche l’assessore Emanuela Iorio, che ha la delega all’Aeroporto coinvolto in alcune fasi dell’impiego dei mezzi aerei di spegnimento, e il consigliere comunale del Partito democratico Stefano Palumbo, originario della frazione di Roio, di cui è stato anche presidente di cirscoscrizione.






Riga ha annunciato un “contatto con l’assessore regionale Gianfranco Giuliante sia per la prevenzione antincendio che il rischio idrogeologico: sulle attività di Protezione civile non si possono risparmiare troppi soldi”, ha ammonito.

Parlando di prevenzione, Pietrucci ha sbottato che “la pulizia del sottobosco richiede interventi finanziari importantissimi ma sapete in che condizioni sono i bilanci finanziari. La Regione è sì virtuosa, ma tagliando tutti i servizi”.

“L’azione di controllo – ha aggiunto – è della Provincia, che dovrebbe avere un ruolo di raccordo importante. Il Comune, comunque, è stato protagonista e non comparsa”.

“Le competenze – ha insistito ancora il funzionario comunale – sono di altri soggetti, la nostra azione dev’essere di supporto al coordinamento di soggetti che hanno una funzione di raccordo sul territorio. Mi riferisco alla Regione in primis e alla Provincia”.

Il capo di gabinetto ha anche evidenziato un problema di conoscenza dei sentieri e di cartografie.

“Il personale della Forestale e dei Vigili del fuoco – ha svelato – non conosceva sentieri e punti dove prendere l’acqua, c’è stato un consigliare continuo degli abitanti di Roio. Manca una cartografia adeguata, Enrico Perilli ha annunciato che convocherà la Seconda commissione per chiedere l’aggiornamento dei sentieri in primis per Roio e San Giuliano”.

L’assessore Iorio ha spiegato che il grande elicottero Erickson “ha avuto un guasto tecnico. C’è una squadra di 20 tecnici – ha aggiunto – che ogni volta controlla le funzioni vitali dell’elicottero”.

“Un pezzo di quest’elicottero è andato in avaria – ha proseguito – e ci sono volute due ore per far arrivare il pezzo di ricambio da Roma. Inoltre, gli operatori devono avere tempi di recupero dopo un intervento, un po’ come un pilota che guida una Ferrari, ma qualcuno ha scavalcato ed è andato a offendere il comandante dell’elicottero accusandolo di riposarsi mentre Roio bruciava”.

GIULIANTE: ”LA PULIZIA DEI BOSCHI SPETTA AI COMUNI”

“La pulizia del letto di un bosco va fatta annualmente perché comporta un dispendio non eccessivo di personale, se si fa sistematicamente. Chi la paga? Sono competenze del Comune nel cui territorio il bosco insiste”.

Passa nuovamente la palla all’amministrazione comunale l’assessore regionale alla Protezione civile Gianfranco Giuliante, chiamato in causa oggi in conferenza stampa.

Vice sindaco e capo di gabinetto hanno chiesto fondi e aiuto alla Regione per la prevenzione antincendio; in particolare, per la pulizia del sottobosco, una “lettiera” che nel caso dell’incendio degli ultimi due giorni era alta anche 50 centimetri e ha costituito un combustibile formidabile per la propagazione delle fiamme.

“La pulizia sarebbe nostra competenza? Un’affermazione poco accorta – sbotta Giuliante ai microfoni di AbruzzoWeb – parliamo del letto della pineta di Roio e la pulizia è una competenza specifica del Comune, che va fatta a prescindere proprio perché serve a evitare che ci siano incendi”.

“Quando si è ancora nella fase operativa – aggiunge – sarebbe meglio evitare che tutti si individuino come tuttologi, si lavori in modo sinergico e si evitino polemiche capziose”.

Giuliante torna anche sul caso-canadair, i velivoli per lo spegnimento che, secondo molto proteste sono arrivati troppo tardi. “Si tratta di valutazioni fatte a livello nazionale, L’Aquila non era l’unica città, anche a Roma c’erano incendi estesi – ricorda l’assessore – Dal momento della chiamata il canadair è arrivato dopo 45 minuti, andare a cercare sistematicamente motivi polemici è sciocco”.

Quanto al piano anticendio regionale, Giuliante ricorda che “esiste dal 2011 ed è sul nostro sito, sono oltre 1.000 pagine”. (alb.or.)

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