INCHIESTA CELANO: AI DOMICILIARI ANCHE SEGRETARIO COMUNALE E TRE DIRIGENTI

22 Febbraio 2021 11:03

CELANO – Delle 25 persone coinvolte nella maxi retata dei carabinieri per reati contro la pubblica amministrazione nel comune di Celano, otto sono state colpite da misure di restrizione della libertà: il vice sindaco, Filippo Piccone, più volte parlamentare di Pdl e Fi ed ex consigliere regionale azzurro, è in carcere, mentre il sindaco, Settimio Santilli, di Fratelli d’Italia, è ai domiciliari. Piccone, potente politico ed imprenditore, è stato più volte sindaco e proprio a Celano ha costruito la sua carriera politica che nel maggio del 2019 lo ha portato a sfiorare la elezioni al parlamento europeo.

La inchiesta denominata “Acqua fresca” scattata all’alba ha decapitato il comune di Celano: ai domiciliari il segretario comunale, Giampiero Attili ed i dirigenti Daniela Di Censo, Luigi Aratari e Valter Specchio, quest’ultimo già coinvolto una inchiesta su irregolarità negli appalti per le scuole, ai tempi in cui era direttore generale della Provincia dell’Aquila.

Agli arresti domiciliari anche i due imprenditori Goffredo Mascitti e Livio Paris.




Sui 25 finiti sotto inchiesta, a vario tipo, perdono le accuse di induzione indebita a dare o promettere utilità, ex concussione, istigazione alla corruzione, turbata libertà nella scelta del contraente, rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, falsità ideologica, turbata libertà degli incanti e tentato peculato.
Le misure cautelari della operazione condotta dal comando provinciale dei carabinieri dell’Aquila guidati dal colonnello Nazareno Santantonio, sono state firmate dal GIP del Tribunale di Avezzano Maria Proia su richiesta del Pd della procura marsicana Andrea Padalino
 

 

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