INCHIESTA CIMITERO DI FRANCAVILLA: IL SENATORE DI STEFANO, “FEBO NON DEVE DIMETTERSI”

21 Luglio 2023 12:33

Chieti - Cultura

CHIETI- “Condivido in pieno le affermazioni del sindaco  di Chieti  Ferrara e dell’intera maggioranza che ritengono immotivate le richieste di dimissioni del presidente del consiglio Luigi Febo perché raggiunto da un avviso di garanzia”. Lo afferma il senatore Fabrizio Di Stefano. Egli è indagato nell’inchiesta sul sequestro del cimitero di Francavilla.





“L’avviso di garanzia, infatti, non corrisponde ad una condanna, anzi, nasce come strumento di tutela del soggetto indagato, anche se nell’opinione di un pubblico stoltamente giustizialista, viene equiparato ad un giudizio di condanna. D’altro canto è giusto che la magistratura, in una vicenda così torbida e triste, lo abbia inevitabilmente attenzionato per il ruolo tecnico di garante che professionalmente egli ricopriva nella vicenda. Devo constatare che il centro sinistra a Chieti oggi si sia convertito su queste posizioni”. “Ricordo a me stesso che, durante il primo mandato Di Primio, lo stesso centro sinistra, allora minoranza, sui cui banchi sedeva proprio lo stesso Febo, convocò addirittura un Consiglio Straordinario per richiedere le mie dimissioni allorquando ricevetti anch’io un avviso di garanzia per una vicenda che poi si concluse con assoluzione con formula piena”.





“Al termine di questa vicenda però, mi spiacque che nessuno di coloro che avevano convocato un Consiglio Straordinario per chiedere le mie dimissioni, neppure chi poi era, nel frattempo, arrivato a ricoprire la più alta carica del Csm, spese una sola parola per chiedere scusa al sottoscritto per quell’atto scellerato. Fa dunque piacere vedere che il centro sinistra a Chieti, dopo anni, giunga su posizioni garantiste. Io, che garantista lo sono sempre stato, e che giudico sbagliato credere che la Giustizia possa rappresentare uno strumento per condizionare gli esiti di vicende politiche, ritengo dunque giusto che il presidente Febo continui a ricoprire il suo incarico e non si lasci  condizionare nella sua azione politica da questa vicenda. Gli auguro invece di cuore, e conoscendolo ne sono certo, di venirne fuori dimostrando la sua completa estraneità ai fatti”.

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