INCHIESTA COVID HOSPITAL: PM CHIEDONO ARCHIVIAZIONE, REGOLARE AGGIUDICAZIONE OMNIA SERVITIA

23 Maggio 2022 10:28

Pescara: Cronaca

PESCARA –  I pubblici ministeri Luca Sciarretta e Anna Benigni del tribunale di Pescara, hanno redatto una richiesta di archiviazione dell’inchiesta sulla realizzazione dell’ospedale covid di Pescara, costato oltre 11 milioni di euro, e realizzato in tempi record a primavera 2020.

Iscritti nel registro degli indagati l’imprenditore lancianese Antonio Colasante, titolare dell’Omnia Servitia che ha realizzato l’opera dopo l’aggiudicazione con una procedura d’urgenza. Indagati con lui i collaboratori Roberto De Vincentiis e Quirino Di Crescenzo, oltre a due funzionari della Asl di Pescara, Luigi Lauriola e Antonio Busich.

L’inchiesta era partita da un esposto anonimo, con l’accusa di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Titolari dell’inchiesta i magistrati Anna Benigni e Luca Sciarretta.

L’assegnazione della gara  è stata indetta con la determina n. 50 del 12 aprile 2020 dell’Aric, e si leggeva nelle carte dell’accusa: “in concorso tra loro, mediante promesse, collusioni e altri mezzi fraudolenti, turbavano la procedura negoziata d’urgenza per l’affidamento del Progetto Covid Hospital, così assicurandone l’aggiudicazione in favore dell’operatore economico Omnia Servitia”.

Ma come gli stessi pm scrivono nella richiesta di archiviazione:  “l’indagine consentito di accertare che la Omnia servizi aveva già predisposto prima il 12 aprile 2020 un progetto di riqualificazione della palazzina c dell’ospedale e questo progetto è stato utilizzato dalla Asl per la gara di appalto avente ad oggetto la realizzazione del covid hospital”, una posizione certo di vantaggio, ma del tutto legittima, e soprattutto non è emersa  nessuna prova che ci sia state “pressioni, minacce, doni, promesse o  collusioni”, per favorire l’aggiudicazione dei lavori alla Omnia Servitia, con un ribasso del 29,5%, ribasso che veniva recuperato nella misura del 18% circa grazie a lavori supplementari affidati alla medesima società.

Si conferma che “la Protezione civile e i soggetti attuatori possono avvalersi per l’acquisizione di beni, servizi e lavori necessari a fronteggiare l’emergenza sanitaria, della procedura negoziata, senza previa pubblicazione del bando di gara”.

 

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