INCHIESTA FONDAZIONE OPEN: PROROGA INDAGINI, ALFONSO TOTO, INDAGATO, RESPINGE ACCUSE

10 Aprile 2021 14:48

FIRENZE  – Chiesta la proroga delle indagini nell’ambito dell’inchiesta sulla fondazione Open,  che ha accompagnato l’ascesa della corrente politica nel Partito democratico di Matteo Renzi, ora leader Italia viva. Vicenda giudiziaria in cui è coinvolto anche l’imprenditore abruzzese Alfonso Toto, ex presidente della Toto Costruzioni, figlio di Carlo Toto, patron della holding che gestisce anche l’autostrada A24-a25. Inquisito assieme al deputato del Pd Luca Lotti, l’avvocato Alberto Bianchi,  e l’imprenditore Patrizio Donnini, che per anni con la sua agenzia di comunicazione Dotmedia ha partecipato all’organizzazione della Leopolda.

I pm della procura di Firenze Luca Turco e Antonino Nastasi ipotizzano il reato di corruzione per esercizio della funzione.

L’ipotesi accusatoria è che Open sia stata usata come un’articolazione di una corrente del Partito democratico facente capo a Renzi, violando le norme sul finanziamento pubblico ai partiti.

Per la Guardia di finanza nella fondazione Open sarebbero confluiti dal 2012 al 2018 oltre 7 milioni di euro.  Oggetto delle indagini anche un pagamento di circa 2 milioni di euro fatto dalla Toto Costruzioni spa in favore dello studio dell’avvocato Alberto Bianchi, come compenso per un incarico professionale avuto dal legale in merito a un contenzioso tra il gruppo di costruzioni e Autostrade per l’Italia. Un passaggio di denaro considerato sospetto dalla procura di Firenze.

Il gruppo Toto ha diffuso un comunicato per respingere ogni accusa. “In relazione alle notizie di stampa inerenti le indagini della Procura di Firenze in merito alla Fondazione Open, la Toto Costruzioni ribadisce l’estraneità della società e dei suoi amministratori ai reati ipotizzati e informa che Alfonso Toto, indagato dalla Procura di Firenze, ha già da tempo lasciato le cariche di presidente, amministratore delegato e consigliere di amministrazione proprio per poter più serenamente far valere le sue ragioni – si legge nella nota – Nel confermare che quello affidato a suo tempo all’avvocato Bianchi era un incarico professionale senza altro fine se non la tutela degli interessi della società in controversie legali. la Toto Costruzioni esprime piena fiducia nell’operato della magistratura e si dice convinta che la verità dei fatti non potrà che emergere e prevalere”.

 

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