INCHIESTA MARINELLI: SEQUESTRATO ANCHE CELLULARE PAOLUCCI, “PRONTO A CHIARIRE”

ASL PESCARA, NEL MIRINO ANCHE CAPOGRUPPO PD IN REGIONE; AZIONE CIVILE, "BASTA FAVORI A PRIVATI, LA SANITA' TORNI REALMENTE PUBBLICA"

5 Maggio 2021 10:17

PESCARA – Ulteriori sviluppi nell’ambito delle indagini della procura di Pescara  sulle attività del noto imprenditore abruzzese della sanità, Vincenzo Marinelli.

Da quanto riferito dai quotidiani Il Centro e il Messaggero, è stato sequestrato un mese fa anche il cellulare del capogruppo in consiglio regionale del Partito democratico, Silvio Paolucci, ex assessore della Sanità nella precedente giunta di Luciano D’Alfonso.

Sulla sua iscrizione al registro degli indagati il diretto interessato ha ribadito che “Non ho ricevuto alcuna contestazione inerente i presunti fatti letti in queste ore e le ricostruzioni circolate, per quanto mi riguarda, sono solo illazioni. Resto a disposizione per fornire qualsiasi chiarimento” .

Il sequestro precede la perquisizione di due giorni  per l’attuale capo gruppo di Forza Italia in Regione, Mauro Febbo, e ancora una volta il sequestro del telefono cellulare del presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, anche lui forzista, che ieri ha dichiarato: “Se dovessi accorgermi che nella mia condotta ci sono stati fatti che non rendono onore alla mia carica, sarò il primo a farmi da parte”.

Sulla vicenda, ed anche sull’altro inchiesta che coinvolge la asl di Pescara, su presunti appalti truccati, con indagato tra gli altri il direttore generale Vincenzo Ciamponi, intervien  Azione Civile Abruzzo, formazione politica che ha come leader nazionale Antonio Ingroia, ex pm e oggi avvocato antimafia.

“Basta con gli interessi di pochi che vincono sull’interesse pubblico. La sanità abruzzese torni realmente pubblica: basta favori ai privati, cooperative ed esternalizzazioni. La prima settimana di maggio inizia con l’ennesima novità giudiziaria sul fronte giustizia e sanità. In poche settimane per la seconda volta sotto la lente d’ingrandimento della procura di Pescara finiscono affidamenti a privati nella sanità. Coinvolgendo pesantemente esponenti politici di altissimo livello, rispetto alla precedente inchiesta di qualche settimana fa addirittura in maniera trasversale”, si legge nella nota.

L’inchiesta punta i fari sul business dell’imprenditore della sanità Vincenzo Marinelli, presidente onorario del Pescara Calcio, e coinvolge la figlia Silvia Marinelli e cinque dipendenti delle società di famiglia, con l’ipotesi tutta da dimostrare di corruzione nell’ambito della fornitura di autobus elettrici in una gara indetta dal Comune di Pescara nell’agosto del 2020, per la quale Marinelli avrebbe fatto da intermediario per conto di un grosso imprenditore emiliano, fino alle forniture di apparecchiature mediche per il reparto di radiologia dell’ospedale Mazzini di Teramo, per le quali è indagata anche la figlia di Marinelli, Silvia.

Altro filone di d’inchiesta riguarda il project Financing per la realizzazione del nuovo polo oncologico dell’ospedale di Chieti, ed in particolare il rapporto tra Marinelli ed il consigliere Febbo per questo motivo, ieri, della perquisizione locale e personale di missive, manoscritti, appunti anche in formato elettronico, concernenti Marinelli e società del suo gruppo. Ed è nell’ambito di questo filone che si incardina il sequestro del cellulare di Paoluccil, in qualità di ex assessore alla Sanità.

Il sequestro dei cellulari, spiega il quotidiano Il Centro, “è probabilmente finalizzato a scovare qualche elemento in più per confermare il rapporto tra la politica e le attività di Marinelli che, in occasione dell’indizione del bando del Project financing per l’Oncologico di Chieti, avrebbe tempestato di telefonate tutti per accelerare l’iter del bando di gara”.

I tre politici sono stati oggetto anche di notifica di proroga delle indagini, che Paolucci afferma  di non aver mai ricevuto. Proroga che conteneva, per l’esponente Pd, due ipotesi di reato: corruzione e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.

Commenta Azione civile: “Nel rispetto del principio costituzionale della presunzione d’innocenza e del lavoro degli investigatori, sentiamo doveroso intervenire ed esprimerci di fronte a queste due ennesime bufere giudiziarie che stanno investendo la gestione della sanità in Abruzzo – si legge nella nota -. Al di là dell’aspetto meramente giudiziario, che spetta ai tribunali accertare, s’imporrebbero alcune riflessioni. Ancora una volta il rapporto politica-sanità, l’utilizzo del denaro pubblico e azioni ben lontane dall’interesse pubblico – che dovrebbe essere unica e sola stella polare dell’agire di dirigenti e amministratori in un settore vitale come la sanità – emergono in maniera tutt’altro che edificante. Se non sconcertante”.

“Nel quadro che sta emergendo in queste settimane, dall’uso privatistico di mezzi alle parole (definite pubblicamente “confessioni”) dei due ex responsabili della cooperativa La Rondine di Lanciano sulle dinamiche degli appalti finiti sotto la lente dell’ingrandimento della procura di Pescara. Non va dimenticato che la stessa Procura l’anno scorso avviò un’altra inchiesta su eventi pubblici e rapporti con la politica dove, ancora una volta, la sanità pubblica è emersa come mero campo di procacciamento voti, clientele, piegata agli interessi di qualcuno. Siamo quindi almeno a tre cicloni giudiziari in meno di un anno. Un dato che non può e non deve passare inosservato”, conclude la nota.

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