INCHIESTA PESCARA: DOLCE E MATTUCCI CHIEDONO PATTEGGIAMENTO A DUE ANNI, ULTIMA PAROLA AL GIUDICE

14 Settembre 2021 10:04

Pescara: Abruzzo

PESCARA – Accordo raggiunto al tribunale di Pescara per un patteggiamento di due anni di pena ciascuno a Domenico Mattucci e Luigia Dolce, ex presidente ed ex coordinatrice della cooperativa La Rondine indagati  nell’ambito dell’inchiesta sull’affidamento con presunte gare “pilotate” in cambio di tangenti in denaro e costosi regali, per la gestione di residenze psichiatriche extra ospedaliere, del valore complessivo di oltre 11 milioni di euro, a favore della cooperativa La Rondine di Lanciano.

Ad essere inquisito anche Vincenzo Ciamponi, direttore generale della Asl di Pescara, con l’accusa di corruzione.

L’inchiesta è stata segnata dal suicidio in carcere del dirigente del Dipartimento di Salute Mentale della Asl di Pescara, Sabatino Trotta, candidato alle regionali del febbraio 2019 per Fratelli d’Italia, primo dei non eletti.

L’accordo è tra i pm Luca Sciarretta e Anna Benigni  ed i legali dei due imputati, ma sarà il giudice Nicola Colantonio ad avere l’ultima parola.

Mattucci e  Dolce nei lunghi interrogatori ai magistrati hanno confermato il quadro accusatorio,

Mattucci ha  affermato di aver consegnato a a Trotta, tramite Dolce, 8mila euro. Soldi che sarebbero stati utilizzati per comperare una Fiat 500 al figlio di Ciamponi.  Un “regalo” che sarebbe la contropartita per favorire l’appalto da 11 milioni alla coop. E hanno poi riferito di dialoghi tra Trotta e Ciamponi

La linea difensiva però si incentra sul fatto che mancano le prove, e Mattucci e Dolce hanno riferito circostanze apprese da altri, indirette e deboli dal punto di vista processuale.

 

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