INCHIESTA APPALTI PESCARA: INTERROGATORIO DOLCE, “SOLDI A ROMA PER FRATELLI D’ITALIA”

5 Giugno 2021 10:37

Pescara: Abruzzo

PESCARA – “Sapevo si trattasse di un contributo politico, come detto da Trotta, per Fratelli d’Italia: contributo suddiviso in due tranche, una subito e una da corrispondere solo dopo che l’iter della gara era terminato. Io non so a chi dovesse portare il denaro il dottor Trotta, ma potrei metterlo in relazione con un incarico che ricevette dopo le elezioni regionali dal partito: un incarico a Roma in un dipartimento di un ministero, mi sembra la Salute”.

Questo ha affermato, come rivela il quotidiano Il Centro, l’ex coordinatrice della cooperativa La rondine, Luigia Dolce,  nell’interrogatorio del 28 aprile davanti ai magistrati Anna Benigni e Luca Sciarretta.

Dolce è inquisita nell’inchiesta della Procura di Pescara su un presunto appalto pilotato riguardante l’affidamento della gestione di residenze psichiatriche extra ospedaliere, del valore complessivo di oltre 11 milioni di euro, ora revocato, inchiesta che ha visto come principale inquisito il dirigente del Dipartimento di Salute Mentale della Asl di Pescara, Sabatino Trotta, candidato alle regionali del febbraio 2019 per Fratelli d’Italia, primo dei non eletti, che si è tolto la vita nel carcere di Vasto a 55 anni. Inquisiti poi Domenico Mattucci, ex numero uno della stessa coop, il direttore generale della Asl di Pescara, Vincenzo Ciamponi, dei due membri della Commissione di gara, Antonio D’Incecco e Anna Rita Simoni: 

La donna nell’interrogatorio parla di varie e presunte dazioni ricevute da Trotta, e ha affermato che il denaro è stato consegnato a Roma ad esponenti riconducibili a Fratelli di Italia e anche a dirigenti Asl e altri soggetti che erano “strategici” per ottenere appalti.  Accuse ovviamente tutte da provare e dimostrare.

“Ci incontrammo all’hotel Dragonara dove lasciai la mia auto per andare con Trotta e una mia amica. Arrivati in albergo consegnai a Trotta quella scatola di mascherine che era stata svuotata e che conteneva i soldi: 15 mila euro coperti da una mascherina”, si legge in un passaggio del verbale dell’interrogatorio.

E ancora “La prima fu quella dei 15mila euro da portare a Roma, la seconda fu in data 26 novembre. Io andai al San Giorgio a Treglio, mi incontrai nel pomeriggio con Mattucci che mi consegnò una busta. Sapevo l’importo perché ero stata io… il dottor Trotta mi aveva detto di dire a Mattucci che aveva bisogno di 20mila euro tanto che io dissi ma perché 20, non dovevano essere meno della volta precedente?”.

Dolce parla anche della presunta dazione di denaro per acquistare un auto da in concessionario.

“Trotta mi disse che erano andati lui e Mattucci alla concessionaria a vedere delle auto. L’accordo con il concessionario, a detta di Trotta, era che Ciamponi, intestatario dell’auto pagasse una quota diciamo credibile, poi Mattucci avrebbe restituito l’intera somma, sia quella pagata da Ciamponi che la restante”. Accuse respinte con forza da Ciamponi che è ponto a dimostrare che l’auto l’ha comprata con i suoi soldi.

Toccante infine il passaggio dell’interrogatorio dedicato al suicidio in carcere di Trotta.

“Me lo aspettavo perché quando sono entrata in quella cella, io ero devastata da questa cosa perché potete immaginare per me era finita la mia vita personale, la mia vita lavorativa e mi era crollato davvero tutto addosso. Quando entrai in quella cella però, come è mio solito fare, non pensai solo a me, ma pensai a lui in primis e anche a Domenico Mattucci e feci questa riflessione: ‘Sabatino non ce la fa, questa cosa non la può affrontare'”.

 

 

 

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