INCHIESTA PESCARA: INDAGATA DANIELA VALENZA, PRESUNTO APPALTO TRUCCATO DELL’ARIC

SVILUPPI SU INDAGINI APPALTI A FAVORE IMPRENDITORE SANITA' MARINELLI E A FAVORE DI UNA COOP. DOMANI IN PROCURA SARA' SENTITO CAPOGRUPPO FI MAURO FEBBO SU MEZZO MILION EDI EURO TRVOATO IN CASA E IN UFFICIO

27 Maggio 2021 08:27

PESCARA – Altro clamoroso sviluppo dell’inchiesta della Procura di Pescara sui presunti appalti truccati a favore dell’imprenditore della sanità Vincenzo Marinelli: a finire nel registro deli indagati anche Daniela Valenza, commissario straordinario all’Agenzia regionale di informatica e committenza (Aric), la centrale unica degli acquisti della Regione. Valenza è anche segretaria della giunta del presidente Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia,  dirigente di lungo corso in ruoli apicali anche nelle precedente legislatura di Luciano D’Alfonso, ora senatore del Partito democratico.

L’inchiesta, condotta dal pm Andrea Di Giovanni,  ha portato già ad una ventina di avvisi di garanzia, tra cui quelli a nomi eccellenti: il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, il capogruppo di Forza Italia Mauro Febbo,  il consigliere regionale della Lega, Sabrina Bocchino, il capogruppo del Pd Silvio Paolucci, l’ex parlamentare e consigliere comunale a Chieti Fabrizio Di Stefano, candidato sindaco alle ultime comunali

Si apprende anche che Febbo sarà ascoltato domani in Procura.

Valenza ha subito una perquisizione negli uffici regionali  e il reato contestato è quello della turbata libertà nella scelta del contraente, nell’ambito di un appalto, non ancora affidato, per il servizio di pulizia e sanificazione dei presidi ospedalieri e delle strutture territoriali della Asl di Pescara, gestito dall’Aric.

Un nuovo filone dell’inchiesta, dopo quello che ha al centro l’imprenditore pescarese Marinelli, già dirigente della Federcalcio e attualmente presidente onorario del Pescara, che hanno nel mirino  gli appalti del polo oncologico del nuovo ospedale di Chieti. Si ndaga anche sulla fornitura fornitura di 68 bus da parte della Regione Abruzzo e 5 bus elettrici da parte del Comune di Pescara, con perquisizioni anche nella sede della Tua, la società dei trasporto pubblico abruzzese.

Questo si legge nell’imputazione a carico di Valenza, nei passaggi riportati dai quotidiani Il Centro e Il Messaggero, ovviamente tutta da dimostrare: “In qualità di commissario Aric, attraverso l’adozione di atti amministrativi concorreva  a turbare il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del futuro bando di gara da indire presso la Regione Abruzzo – Aric (quale centrale unica per la gara aggregata per le quattro Asl abruzzesi) avente ad oggetto il servizio di pulizia, sanificazione e sanitizzazione da effettuarsi presso i presidi ospedalieri e le strutture territoriali delle Asl abruzzesi, al fine di condizionare le modalità di scelta del contraente ed, in ultima analisi, al fine di assicurare l’aggiudicazione in favore della Diemme società cooperativa”.

E ancora: “vi è fondato motivo di ritenere che possano rinvenirsi cose o tracce pertinenti al reato ed in particolare documentazione concernente la gara d’appalto suindicata (delibere, determine, missive nonché manoscritti o appunti in genere) e quanto di altro possa essere ad esse riconducibili (contratti di collaborazione con società, consulenze, contratti di assunzione di personale, convenzioni, sponsorizzazioni)”.

Domani, intanto, sul versante del project financing per il polo oncologico, sarà ascoltato  il capogruppo di Forza Italia ed ex assessore Febbo.

Dovrà dare spiegazioni sull’oltre mezzo milione di euro, di cui 227.500 in contanti, trovati dalla guardia di finanza in casa e nell’ufficio.

Denaro di dubbia provenienza, dice chi indaga, visto che per Febbo l’accusa è di aver ricevuto soldi da Vincenzo Marinelli per favorire la costruzione del nuovo polo oncologico di Chieti.

Febbo dal canto suo dice di essere in grado di giustificare ogni cifra e ha chiesto insistentemente di essere interrogato.

Sulla vicenda è intervenuto il legale di Febbo, Massimo Cirulli, che ha precisato: “In relazione alle notizie di stampa circa il rinvenimento, in una cassetta di sicurezza nella disponibilità di Mauro Febbo, di denaro e valori di ingente ammontare nel corso della perquisizione eseguita d’ordine della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pescara il 3 u.s., avverto la necessità di precisare che il contenuto è interamente riconducibile all’attività professionale del cliente, ragioniere tributarista attivo da oltre quarant’anni”.

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