INCIDENTI: NELL’AQUILANO AUMENTATI NUMERI ULTIMO ANNO, STRADE PIU’ PERICOLOSE E PRINCIPALI CAUSE

10 Dicembre 2020 16:42

L’AQUILA – Aumentati gli incidenti stradali nell’ultimo anno in provincia dell’Aquila, con un drammatico incremento di quelli mortali, mentre il numero dei feriti è rimasto pressoché uguale.

È quanto emerge dallo studio realizzato dell’Aci “Localizzazione degli incidenti stradali 2019” ed illustrato dalla presidente dell’Automobile Club l’Aquila, Marfisa Luciani.

“Per quanto riguarda la nostra provincia – spiega Luciani – dallo studio  Aci, nonché  dal rapporto Aci-Istat, emerge che  rispetto all’anno 2018 , nel corso 2019  si è verificato un aumento del numero degli incidenti stradali. Ma ciò che colpisce maggiormente è che c’è stato uno spiccato aumento degli incidenti mortali e del numero dei morti. Infatti nel 2019 abbiamo avuto  21 incidenti mortali (nel  2018 sono stati 11)  e  23 morti ( nel 2018 sono stati 11); il numero di incidenti è aumentato da  598 a 629. Sulle strade aquilane le maggiori tipologie di incidenti sono date da  scontro frontale e fronto-laterale (33,33%),  tamponamenti (26,51%),  fuoristrada  (16,87%). La maggior parte degli incidenti si sono verificati nei centri abitati, ma quelli mortali sulle strade extraurbane”.

“Le principali cause di incidenti mortali sono dovute alla guida distratta (31,25%) e,  con parità di percentuale,  la velocità e il mancato rispetto della segnaletica (18,75%). Altre particolarità sui dati provinciali si hanno relativamente all’età, ruolo e sesso:  la maggioranza dei morti su strada riguarda le persone anziane di età con oltre 65 anni e ciò vale sia per i conducenti  che per i pedoni e passeggeri; si evidenzia inoltre una differenza di mortalità fra la popolazione maschile e femminile: a morire in seguito agli incidenti stradali per le fasce di età fino ai 65 anni sono solo gli uomini mentre una quota di popolazione femminile appare solo fra gli ‘over 65′”.




Sui 36.526 incidenti (1.143 mortali) avvenuti su circa 55.000 chilometri di strade della rete viaria principale del Belpaese, 74 incidenti su 100 si verificano nei centri abitati, 5 in autostrada e 21 su strade extraurbane; nel 2019 in autostrada è leggermente in calo il numero di incidenti (-1,5%), diminuisce anche il numero di morti (-6,9%), sulle strade extraurbane decrescono sia gli incidenti (-3,8%) che i morti (-6,8%). Le autostrade urbane si confermano quelle con la maggiore densità di incidenti a causa degli elevati flussi di traffico e della pluralità di mazzi diversi; tra queste la “Penetrazione urbana della A24” che presenta il più elevato tasso di incidentalità (13,2 incidenti/km).

Lo studio, dice Marfisa Luciani,  ha evidenziato che c’è una fascia di utenti maggiormente “vulnerabile” che rappresenta, sulle strade extraurbane, una quota molto elevata dei decessi, in aumento rispetto al 2018: il 33,8% (1 morto su 3) è ciclista, “dueruotista” o pedone; in questa triste graduatoria la percentuale maggiore di morti ( 20,4%)  è costituita dai  motociclisti”. Altro triste dato statistico  rilevato dallo studio è l’indice di mortalità delle due ruote (sia motocicli che biciclette) che è molto più elevato di quello delle quattro ruote: 3,6 morti ogni 100 mezzi coinvolti in incidente, rispetto all’1,3 delle auto.

 

 

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