INCIDENTI STRADALI IN ABRUZZO, UNA STRAGE SILENZIOSA. ISTAT, NEL 2021 80 MORTI E 3.822 FERITI

di Filippo Tronca

3 Dicembre 2022 08:14

Regione - Cronaca

L’AQUILA – Alessandro Affettuosa, giovane cuoco di 22 anni di Picciano, morto a causa dell’incidente stradale avvenuto a Loreto Aprutino. La sua Fiat 500 Abarth guidata da un suo amico ha perso il controllo ed è finita fuori strada ribaltandosi più volte. Giuseppe Furia, 57 anni di Montorio al Vomano, morto dopo il fatale lo schianto della sua auto, una Lancia Y, avvenuto lungo la statale 80. L’altrettanto atroce destino di Monica Di Bernardo, 42enne insegnante e madre di due bambini, morta  a seguito di un incidente lungo la statale 260 “Picente”, nel territorio comunale di Pizzoli, vicino L’Aquila, a seguito di uno scontro frontale con una altra auto.

Sono solo delle tre recenti vittime degli incidenti stradali in Abruzzo, un bollettino che purtroppo è destinato ad incrementarsi.

Una strage silenziosa, al di là delle responsabilità, delle dinamiche, e a dirlo sono purtroppo i numeri dell’Istat, che ha pubblicato ieri un focus sulla regione, secondo il quale nel 2021 si sono verificati in Abruzzo 2.729 incidenti stradali che hanno causato la morte di 80 persone e il ferimento di altre 3.822.

L’anno 2021 è caratterizzato dalla ripresa graduale delle attività e del traffico stradale ma risente ancora di periodi di lockdown leggeri attuati durante l’anno e diversificati sul territorio.

Rispetto al 2020, aumentano gli incidenti del 23,8%, le vittime della strada del 35,6% e i feriti del 23,7%,  in linea a quanto registrato a livello nazionale dove nel 2021 gli incidenti sono stati 151.875 con 2.875 morti, e 204.728 feriti, in dato in aumento rispetto al 2020, anche in questo caso.  (+28,4% per gli incidenti, +20,0% per le vittime e +28,6% per i feriti).

In provincia dell’Aquila ci sono stati  568 incidenti e  26 morti il quella di Teramo 744  incidenti e  26 morti, in provincia di Pescara  745incidenti e 9  morti, in provincia di Chieti  672 incidenti e  30  morti.

Occorre sapere che  i Programmi d’azione europei per la sicurezza stradale impegnano i Paesi membri a conseguire il dimezzamento dei morti per incidente stradale nel 2030, rispetto al 2019.

Vediamo da questo punto di vista come sta messo l’Abruzzo: nel periodo 2001-2010 le vittime della strada si sono ridotte in del 53%, più della media nazionale (-42,0%).





Però poi fra il 2010 e il 2021  l’indice di mortalità sul territorio regionale aumento da da 1,9 a 2,9 deceduti ogni 100 incidenti, mentre quello nazionale non ha subito variazioni (1,9 decessi ogni 100 incidenti).

Nel 2021 il maggior numero di incidenti in Abruzzo, il  62,8% del totale, si è verificato sulle strade urbane, provocando 23 morti e 2.270 feriti (59,4%.

Rispetto all’anno precedente i sinistri aumentano su tutte le categorie di strada ma l’incremento maggiore si verifica sulle autostrade (+48,2%).

Gli incidenti più gravi avvengono sulle strade extraurbane (6,2 decessi ogni 100 incidenti) e su autostrade e raccordi (3,5ogni 100).

Sulle strade urbane il 46,8% dei sinistri stradali si verifica nei pressi di un rettilineo, in ambito urbano gli incidenti che avvengono nei pressi di un incrocio sono il 23,2% del totale, seguono quelli che si verificano nei pressi di una intersezione (15,4%), di una curva (7,9%) e di una rotatoria (5,0%). Lungo le strade extraurbane, il 24,0% degli incidenti si verifica in curva,l’8,2%nei pressi di un’intersezione e il 7,1% nei pressi di un incrocio.

Si scopre poi che l’indice di mortalità degli incidenti in Abruzzo raggiunge i valori più elevati nella fascia oraria tra le ventitré e ventiquattro della notte e tra le quattro e le cinque del mattino.

Il venerdì e il sabato notte si concentrano il 39,7% degli incidenti notturni, il 42,1% delle vittime e il 42,7% dei feriti.

La maggior parte degli incidenti stradali in Abruzzo avviene tra due o più veicoli (70,2%); la tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale (962casi, 18 vittime e 1.418 feriti), seguita dal tamponamento (443 casi, 5 decessi e 709 persone ferite).

La tipologia più pericolosa è lo scontro frontale (10,8 decessi ogni 100 incidenti), seguono la fuoriuscita (5,3 decessi ogni 100 incidenti) e la caduta da veicolo (4,8decessi ogni 100 incidenti). Gli incidenti a veicoli isolati risultano più rischiosi, con una media di 3,9 morti ogni 100 incidenti, rispetto a quelli che vedono coinvolti più veicoli (2,5decessi).





Nell’ambito dei comportamenti errati di guida, la velocità troppo elevata, il mancato rispetto delle regole di precedenza e la guida distratta sono le prime tre cause di incidente (escludendo il gruppo residuale delle cause di natura imprecisata).

I tre gruppi costituiscono complessivamente il 40,5% dei casi.

Considerando solo le strade extraurbane, la guida distratta incide da sola per il 19,5% mentre l’elevata velocità per il 17,4%.

Ci sono poi i costi economici, stimati in 16 miliardi e 400 milioni di euro per l’intero territorio nazionale (277 euro pro capite)e inoltre 351milioni di euro (275 euro pro capite) per l’Abruzzo; la regione incide per il 2,2% sul totale nazionale (cfr. Glossario e Nota metodologica a fine testo, Tavola in allegato.

A livello nazionale sono Oristano (+140% con 12 morti nel 2021, 5 nel 2019), Savona (+67%, 20 morti nel 2021, 12 nel 2019) e Biella (+63%, 13 morti nel 2021, 8 nel 2019) le province con gli incrementi percentuali maggiori.

A Udine (+16 morti), Latina (+15) e Perugia (+10) i maggiori incrementi in termini assoluti.

Mentre la Sardegna è la Regione con il più alto aumento di morti rispetto al 2019 (+20), quattro regioni si è verificato un decremento apprezzabile: Valle d’Aosta (-75%), Molise (-46%), Trentino Alto Adige (-31%) ed Emilia-Romagna (-20%).

In 16 province l’indice di mortalità (il numero di morti ogni 100 incidenti) è risultato più che doppio rispetto al valore medio nazionale (pari a 1,89): a Isernia (5,9), Sud Sardegna (4,8), Udine (4,7), L’Aquila (4,6) e Chieti (4,5) le situazioni più critiche.

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