TECNICI MINISTERO ECONOMIA SCRIVONO A PRESIDENZA CONSIGLIO E SEGNALANO PROFILI ILLEGITTIMITA' PROVVEDIMENTO REGIONALE VOLUTO DALLA LEGA CHE STANZIA UN MILIONE PER AGENTI IMPEGNATI SUL FRONTE COVID

”INCOSTITUZIONALE BONUS POLIZIA LOCALE”
MEF STRONCA ALTRA NORMA CURA ABRUZZO

30 Luglio 2020 08:15

L'AQUILA – La Regione Abruzzo non ha la facoltà di prevedere un premio da un milione di euro a favore degli agenti della Polizia locale impegnati sul drammatico fronte dell’emergenza coronavirus, andando oltre le sue competenze, e per di più con criteri che rischiano di determinare disparità di trattamento.

Lo sostiene il ministero dell’Economia e delle Finanze, in una lettera recapitata il 17 luglio, alla presidenza del Consiglio dei Ministri.

In cui viene in sostanza impallinata, prefigurando impugnazione alla corte costituzionale, una delle misure, fortemente volute dalla Lega, contenute nel decreto Cura Abruzzo due di inizio giugno, una maxi manovra da 70 milioni per dare risposte a famiglie imprese e enti locali alle prese con la crisi causata dalla pandemia.

Un nuovo capitolo, insomma, del tormentato e conflittuale rapporto tra governo giallo rosso e regione di centrodestra del presidente Marco Marsilio, Fratelli d’Italia.

Va ricordato infatti che il consiglio dei ministri aveva già sollevato il profilo di incostituzionalità sulla controversa norma della “pace legale”, contenuta nel Cura Abruzzo uno, approvato il 1 di aprile che prevedeva la possibilità di accordo bonario, e con forti sconti, a beneficio delle imprese che hanno debiti con la Regione.

Tanto che la Regione ha fatto ad inizio giugno un dietrofront impegnandosi nel primo consiglio utile di approvare una modifica della norma per escludere dalle transazioni il grosso del contenzioso, quello in essere con gli operatori della sanità privata.

Ad essere impugnata poi, tra le misure del cura Abruzzo uno, la legge sui pascoli, che dispone per le imprese zootecniche che operano e risiedono sul territorio da almeno dieci anni, nell’accesso prioritario ai terreni di uso civico, al fine di contrastare il fenomeno della “mafia dei pascoli”, ovvero dell’invasione di imprese di fuori interessate solo a mettere le mani sui ricchi contributi europei.

E in questo caso il padre del provvedimento il vice presidente di Giunta, con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, ha già annunciato, difendendo a spada tratta il provvedimento, che non ci sarà nessun passo indietro e si affronterà la battaglia ai giudici delle leggi.

Contestate poi per assenza di coperture economiche certe e circostanziate, le misure che prevedono il potenziamento del microcredito per le aziende, il “Compra Abruzzo”, per favorire la commercializzazione di prodotti locali, i fondi straordinari ai comuni per far fronte alle spese sostenute nella fase dell'emergenza covid-19, per aiutare i cittadini bisognosi. Coperture su cui però la Regione ha fornito chiarimenti, accusando i tecnici ministeriali di eccesso di zelo.

Ora si apre un altro fronte, che riguarda la polizia locale.





A chiedere l'inserimento della norma nel cura Abruzzo due erano stati il consigliere regionale Vincenzo D’Incecco e l’assessore al Lavoro Piero Fioretti, entrambi della Lega.

Prevista l'erogazione di un contributo straordinario di importo pari ad un milione di euro in favore degli Enti locali, finalizzato “all'elargizione di una premialità una tantum per il servizio prestato dagli agenti nel periodo di emergenza sanitaria” con una ripartizione della somma “in proporzione al numero degli agenti di polizia locale in servizio”.
Nobile e generoso intento, ma osserva il Ministero nella “ segnalazione” alla presidenza del Consiglio, che fa acqua da tutte le parti.

Innanzitutto si rileva che l'erogazione di un contributo straordinario agli enti locali, con destinazione vincolata in favore di una specifica categoria di lavoratori, appare in contrasto con le regole che “presiedono alla determinazione del trattamento retributivo dei dipendenti pubblici”.

Infatti, si argomenta, “a seguito della privatizzazione del pubblico impiego, la retribuzione fondamentale ed accessoria costituiscono oggetto di contrattazione e, pertanto, non sembrano poter discendere da un diritto potestativo del datore di lavoro pubblico nell'esercizio di un potere di supremazia”.

Si tratta insomma di una violazione della potestà legislativa esclusiva dello Stato in materia di ordinamento civile e, quindi, è in contrasto con l'articolo 117 della Costituzione.

Oltre a questo la norma regionale, così come è stata congegnata, è ritenuta dal Ministero “indeterminata e incongruente con la finalità che tende a perseguire”, ovvero premiare l’impegno specificamente profuso per l'emergenza epidemiologica.

Infatti la somma viene ripartita tra gli enti locali in proporzione al numero degli agenti in servizio, che però in linea di principio, non coincide necessariamente con quelli effettivamente impiegati nella contingenza causata dall'epidemia. Visto che il covid ha colpito il territorio abruzzese in modo diversificato, e più o meno intenso.

Inoltre, prosegue il Ministero, si determinerebbe una disparità di trattamento economico tra gli appartenenti alle polizie locali in servizio sull'intero territorio nazionale, parimenti impegnati nel fronteggiare l'emergenza, in violazione dei criteri di buon andamento e imparzialità dell'azione amministrativa, come stabilito dall’articolo 97 della Costituzione.

Non a caso, e questa è l'ultima sferzata, il Ministero ricorda che già il governo con il Decreto rilancio ha previsto di remunerare, questa volta con “criteri uniformi su tutto il territorio nazionale”, le prestazioni di lavoro straordinario rese dal personale della polizia locale in occasione dell'emergenza.
 

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