INDAGATO E NEO DG ISTITUTO NEUROLOGICO: A MILANO GUERRA SU NOMINA ABRUZZESE CORDONE

EX MANAGER PESCARA AL CENTRO IN REGIONE LOMBARDIA DI UNO SCONTRO POLITICO LEGA-FDI: LA NOMINA DEL GOVERNATORE FONTANA A CAPO DEL CARLO BESTA FA INFURIUARE VICE PRESIDENTE MORATTI PERCHE' SOTTO PROCESSO PER BUCO DI BILANCIO AL "SAN MATTEO" DI PAVIA. DAL 2008 IN TERRA LOMBARDA, DOVE E’ MOLTO STIMATO. TRA I SUOI SOSTENITORI ANCHE SINDACO DI MONTORIO AL VOMANO ALTITONANTE, CONSIGLIERE REGIONALE FI AL PIRELLONE. ORIGINARIO DI PINETO, AD UN PASSO DAL RITORNO IN ABRUZZO L'ANNO SCORSO ALLA GUIDA ASL PESCARESE O TERAMAMA

di Filippo Tronca

17 Aprile 2021 15:08

L’AQUILA – Considerato il manager dei sogni in Abruzzo, primo della lista dei candidati un anno fa per ricoprire il ruolo di direttore generale della Asl di Teramo e quella di Pescara, un nome eccellente fatto anche per l’assessorato regionale abruzzese alla Sanità.

Motivo di un violento scontro politico in Lombardia, per la sua nomina a capo del prestigioso Istituto neurologico Carlo Besta di Milano, ritenuta a dir poco inopportuna ed imbarazzante per via di un processo sulla mala gestito della sanità lombarda che lo vede coinvolto.

a smentire, ed anzi a ribaltare l’adagio secondo il quale “nessuno è profeta in patria”, è l’abruzzese Angelo Cordone, 66enne, ex direttore generale della Asl di Pescara, originario di Pineto, dal 2008 in Lombardia con importanti incarichi dirigenziali apicali nella sanità, ultimo dei quali come direttore generale dell’Azienda socio sanitaria territoriale (Asst) di Melegnano e della Martesana, seconda per grandezza dopo quella di Milano, nell’ambito della quale ha ottenuto risultati molto importanti nella emergenza pandemia che ha sconvolto la Lombardia, territorio nettamente più colpito. Tre mesi fa rinviato a giudizio nell’ambito di un filone dell’inchiesta sui presunti bilanci truccati dell’ospedale San Matteo di Pavia.

La vicenda viene ricostruita da Il Fatto quotidiano e Repubblica.

Nonostante ciò il governatore leghista della Lombardia, Attilio Fontana, lo ha nominato giovedì scorso direttore generale dell’Istituto Besta di Milano, scontrandosi duramente con la vice presidente con delega alla Sanità Letizia Moratti, ex ministro forzista della Pubblica Istruzione, che sarebbe andata su tutto le furie per una scelta irricevibile in una regione che più di tutte ha subito gli effetti devastanti della pandemia del coronavirus. Più volte sotto accusa per la mala-gestione dell’emergenza, che è costata del resto il posto al predecessore di Moratti alla Sanità, Giulio Gallera, costretto nei mesi scorsi alle dimissioni per il ritardo sulla partenza dei vaccini e per le parole sprezzanti contro i medici “in ferie”.

Il nome di Cordone, manager molto stimato e dato come vicino a Fratelli d’Italia, si era imposto alle recenti cronache politiche abruzzesi l’anno scorso, in quanto aveva partecipato al bando per la direzione della Asl di Pescara e Chieti, ottenendo in entrambi i casi, visto il suo pesantissimo curriculum, i punteggi più alti.

Poi però ha rinunciato anche per onorare gli impegni alla base del contatto in scadenza nel 2023 con la Regione Lombardia, la scelta è caduta, su due manager di area Lega, rimasta a bocca asciutta nelle nomine delle direzioni delle Asl di L’aquila e Chieti: Vincenzo Ciamponi e Maurizio Di Giosia, comunque i secondi in graduatoria, rispettivamente a Pescara e Teramo. Ciamponi, pochi giorni fa è stato indagato nell’inchiesta della Procura di Pescara su presunti appalti truccati, che è stata segnata dal suicidio, a poche ore dall’arresto in carcere, del dirigente del dipartimento di Salute Mentale, Sabatino Trotta, candidato per Fdi alle elezioni del febbraio 2019.

In ogni caso Cordone, diventato un nome importante in Lombardia, aveva già deciso di rimanere nella sua “seconda” regione, dove era ed è ancora in prima linea sul fronte dell’emergenza covid.

A stretto giro però i guai giudiziari sono arrivati anche per lui, visto il rinvio a giudizio, con l’ipotesi di reato di falso in atto pubblico,  lo scorso gennaio, per una vicenda legata al buco da oltre 30 milioni di euro nei bilanci dal 2009 al 2012 del policlinico San Matteo di Pavia, ai tempi in cui Cordone era direttore.

Nonostante l’ira di Moratti, Fontana, anche lui sotto inchiesta per autoriciclaggio e false dichiarazioni, nell’ambito dell’indagine sui camici forniti alla Regione dall’azienda di suo cognato, ha tirato dritto sulla nomina di Cordone.

Come scrive il Fatto Quotidiano, Cordone ha potentissimi appoggi, tra cui quello di un altro abruzzese, il 45enne consigliere regionale lombardo Fabio Altitonante, di Fi stesso partito della Moratti, che ad ottobre è stato eletto sindaco di Montorio al Vomano, in provincia di Teramo, suo paese di origine e da dove si era trasferito a Milano per gli studi universitari in ingegneria, conseguendo la laurea ma facendo “carriera” in politica nelle fila di Forza Italia. Negli anni scorsi, dopo la riconferma in consiglio regionale ed essere stato nominato da Fontana sottosegretario alla presidenza della Giunta (una sorta di assessore aggiunto) prima di essere coinvolto in una vicenda giudiziaria legata a fondi finalizzati al finanziamento della campagna elettorale: dopo essere subito i domiciliari, la inchiesta, almeno nei suoi confronti, si è ridimensionata con la cancellazione delle ipotesi di reato più gravi in sede di udienza preliminare.

Come sottolinea ancora il Fatto Quotidiano, sostegno ancor più pesante per Cordone è quello di Carlo Lucchina, ex storico plenipotenziario della sanità lombarda ai tempi del presidente della Regione, Roberto Formigoni, caduto in disgrazia anche lui per vicende giudiziarie, condannato in va definitiva per corruzione con i soldi fuoriusciti dalla casse dell’istituto Maugeri di Pavia e dell’ospedale San Raffaele di Milano. Formigoni è salito nuovamente alla ribalta delle cronache, e delle conseguenti polemiche politiche, per la decisione della commissione Contenziosi del Senato di restituirgli il vitalizio da 7mila euro al mese da senatore, stabilendo una deroga visto lo stato di indigenza in cui versa l’ex governatore, alla norma che prevede la revoca dell’assegno per gli ex onorevoli condannati in via definitiva.

Ottenuta seppure in modo rocambolesco la nomina a direttore generale dell’istituto neurologico di Milano, nelle stesse ore in cui divampavano le polemiche, Cordone ha affermato all’agenzia Ansa – fatto inusuale, visto che l’ufficio stampa della Regione non aveva ancora diramato note ufficiali -, di essere “profondamente onorato per questa nuova opportunità professionale”. Non mancando di ringraziare il presidente Fontana, il minimo che potesse fare, ed anche l’assessore Moratti, che pure aveva fatto le barricate per impedire la sua nomina.

Tanto che Moratti, attraverso il suo staff ha fatto filtrare una replica al vetriolo:  “sono ringraziamenti immeritati perché nomina di esclusiva pertinenza del presidente Fontana”, hanno detto i collaboratori ai cronisti.

Bordate a Fontana per la nomina anche dall’opposizione in regione del Partito democratico e del senatore lombardo del Movimento 5 Stelle Danilo Toninelli, ex ministro alle Infrastrutture “Al di là degli aspetti giudiziari che spetterà ai magistrati chiarire, è mai possibile che non esistessero figure più adatte a quel ruolo?”, il suo commento.

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