L’AQUILA: INDENNITA’ ASSESSORI SOSPESI, BENEDETTI: “PAGAMENTO ILLEGITTIMO, SE NE OCCUPI CORTE CONTI”

9 Settembre 2020 12:57

L’AQUILA – “Desta un certo stupore la risposta del sindaco dell’Aquila in ordine alle fondate perplessità espresse dal Consigliere comunale Lelio De Santis a fronte degli emolumenti (indennità) generosamente corrisposte agli assessori ‘sospesi’ sine die dal medesimo”.

A scriverlo, in una nota, il presidente del circolo Pd L’Aquila Carlo Benedetti. In particolare, Benedetti si riferisce allo scontro politico, in corso in Comune ormai da due mesi. Scontro avvenuto a seguito dello strappo tra la Lega e il sindaco Pierluigi Biondi e culminato con una giunta azzoppata e 3 assessori, Daniele Ferella, Fabrizio Taranta e Fabrizia Aquilio, che seppur formalmente in carica e quindi ancora stipendiati, non detengono più alcuna delega.

A definire la questione “una vergogna”,  il capogruppo di Idv-Cambiare Insieme Lelio De Santis, secondo cui la soluzione adottata dal sindaco Pierluigi Biondi sarebbe “immorale e rischiosa dal punto di vista erariale”. Affermazioni queste a cui il primo cittadino ha risposto difendendo la propria scelta ed evidenziando una “scarsa conoscenza” delle norme da parte del consigliere di minoranza.

“L’iniziativa del consigliere De Santis è opportuna e garbata. Lo stesso fra un ‘offesa ed un’altra al medesimo consigliere comunale (ma è la sua indole e lo perdoniamo), ritiene pienamente legittima la corresponsione dell’indennità ad assessori che non svolgono da mesi alcuna funzione e, pertanto, alcun “lavoro” in favore del Comune dell’Aquila”, aggiunge ora Benedetti.




“A prescindere che nessuna fonte primaria né regolamentare contempla la figura della sospensione, emergono due tipi di problematiche da tale situazione: una politica ed una di carattere amministrativo. Quella di tipo politico palesa solo l’incapacità del sindaco di assumere determinazioni vere e definitive riguardo alle posizioni di critica assunte dalla Lega. La cosa è perciò un grossolano escamotage politico per non rompere veramente con la Lega; quella di tipo amministrativo, che nel dibattito in corso interessa di più, consiste in una lettura errata della normativa di cui all’Ordinamento giuridico comunale che non vieterebbe la figura dell’Assessore senza deleghe”.

“In altre parole secondo Biondi sarebbe possibile pagare con i soldi della collettività gli Assessori per andare a spasso. Ciò solo in ragione solo del mantenimento di formali equilibri politici. Al riguardo sembra, invece, evidente che la corresponsione dell’indennità è funzionalmente collegata ad un sinallagma evidente cioè, più concretamente , ad una prestazione di fare consistente in primo luogo nella partecipazione agli atti deliberativi della Giunta municipale ed ,ai sensi dell’art.48 del d.l.vo n°267/2000 (Tuel) e poi nella intensa attività di collaborazione con il Sindaco per l’attuazione degli indirizzi generali del consiglio e per la realizzazione del programma di mandato”, prosegue.

Secondo Benedetti, “non sembra che gli assessori in questione abbiano partecipato alle sedute di Giunta,che abbiano votato i provvedimenti posti all’ordine del giorno né partecipato ai lavori del Consiglio in maniera da tradurre gli atti di indirizzo in politiche gestionali”.

“Il pagamento delle indennità a fronte della conclamata e sbandierata inattività degli assessori, costituisce solo il prezzo da pagare per il mantenimento di equilibri politici precari. Ciò è sconcertante. Della questione che costituisce, evidentemente danno erariale, per le spiegate ragioni, è bene che se ne interessi la Procura regionale della Corte dei Conti. Un mese dopo, la crisi di maggioranza al Comune dell’Aquila non ha ancora trovato una soluzione e, d’altra parte, non se ne sono comprese fino in fondo le ragioni; un mese dopo, ci si ritrova con una Giunta azzoppata, con tre assessori che seppur formalmente in carica – con relativo stipendio – non detengono alcuna delega.”, conclude.

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