INCENDI A PESCARA, IN FUMO PINETA DANNUNZIANA:
“CRIMINALI BRUCINO NELLE FIAMME DELL’INFERNO”

LA RABBIA DEL SINDACO MASCI: "COLPO AL CUORE DELLA CITTA'".SITUAZIONE ORA SOTTO CONTROLLO, COMINCIA CONTA DEI DANNI, POI RICHIESTA DICHIARAZIONE CALAMITA' NATURALE. ARTA, "LIVELLI DI BENZENE NELL'ARIA TORNATI NELLA NORMA"; INDAGINI IN CORSO

2 Agosto 2021 10:12

PESCARA – “Se l’origine degli incendi che hanno colpito al cuore Pescara è di natura dolosa lo dovranno dire gli inquirenti. Certo è che il fuoco è partito da 7 punti diversi e questo fa pensare che dietro ci sia la mano dei piromani. Se questa ipotesi sarà confermata mi auguro che questi criminali brucino nelle fiamme dell’inferno”.

Un sindaco di Pescara, Carlo Masci,  nell’intervista rilasciata ad AbruzzoWeb, ancora scosso dalla tragedia che ha colpito ieri Pescara, con diversi roghi che hanno assediato la città a cominciare dalla Pineta dannunziana, luogo simbolo del capoluogo pescarese.

Inceneriti circa 5 ettari del polmone verde del capoluogo adriatico: distrutta la riserva integrale, le fiamme hanno aggredito anche il comparto 4.

La situazione è ora sotto controllo: i focolai sono spenti, e le aree a maggior rischio sono monitorate da vigili del fuoco e protezione civile.

Nell’aria della pineta si sta verificando quali sono gli alberi a rischio caduta.

Sono oltre 30 le persone finite in pronto soccorso ieri. Tra loro una bambina e due suore che vivevano in una struttura della zona della Pineta, che è stata evacuata. In ogni caso si tratta di lievi intossicazioni.

Le scintille, spinte dal vento, hanno fatto bruciare perfino le palme degli stabilimenti balneari: è stata disposta l’evacuazione delle spiagge, annunciata attraverso gli altoparlanti, ed è stato un fuggi fuggi generale.

Le zone più coinvolte sono state la rotonda e le prime propaggini della collina di San Silvestro, l’area a valle di via Terra Vergine, Villaggio Alcione, fosso Vallelunga fino al Mare, colle Breccia, un tratto di via Scarfoglio, la parte retrostante la chiesa Stella Maris. Interessate anche alcune palme e ombrelloni dei lidi a sud, ma il cuore dell’emergenza è stata la pineta.

Mezza città scesa in strada, mentre le fiamme, alimentate dal forte vento, si sono avvicinate paurosamente alle abitazioni. Una quindicina i focolai che si sono sviluppati dalla costa alla collina.

I Vigili del fuoco – impegnati in numerosi incendi su tutto il territorio provinciale – hanno fatto fatica a gestire i diversi fronti. Uomini e mezzi erano tutti impegnati. Canadair ed elicotteri hanno lavorato per ore. Si è messa in moto una imponente macchina dei soccorsi, che ha visto coinvolte tutte le forze dell’ordine, i volontari e le associazioni. Mentre in Prefettura è stato attivato il Centro Coordinamento dei Soccorsi (Ccs) – cui è intervenuto anche il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio – il Comune ha aperto il Centro operativo comunale (Coc) per gestire l’emergenza.

In tutte le zone interessate dagli incendi le scene erano drammatiche. Fumo e cenere ovunque.

“Stiamo cominciando a contare i danni – spiega il sindaco -, per poi inoltrare la richiesta di calamità naturale. Poi provvederemo a sanare questa ferita mortale, la parziale distruzione della nostra pineta”.

Si sfoga dunque Masci: “ieri ho vissuto in diretta una tragedia: il fuoco indomabile che ci assediava, i canadair che hanno fatto operazioni spericolate sopra la pineta per lanciare l’acqua sopra le fiamme. I due elicotteri in azione hanno effettuato 50 lanci ciascuno. Aspetto drammatico era vedere però che i roghi che sembravano spenti riprendevano vigore, a causa del caldo, e del vento. L’evacuazione delle spiagge ha rappresentato un’altra scena surreale”.

Prosegue il sindaco: “Sarà purtroppo una domenica che ricorderemo, non solo a Pescara: gli incendi  hanno interessato anche altre aree verdi in  tutta la regione. Sotto attacco, forse da parte dei piromani le nostre aree protette, i nostri polmoni verdi. E questo se le ipotesi di origine dolosa saranno confermate, è davvero molto preoccupante”.

L’incendio che ha colpito la zona sud di Pescara, informa poi l’Arta, ha provocato un innalzamento dei livelli di benzene in tutta l’area interessata dall’evento.

Al momento, però, i valori sono rientrati nella norma e si escludono situazioni di pericolo per la popolazione derivanti dalla presenza di sostanze nocive in atmosfera. Lo ha reso noto l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente.

Nello specifico, la centralina sita in via D’Annunzio, ha registrato un innalzamento dei livelli di benzene che dalle 21 alle 23 di ieri e dalle 5 alle 7 di stamane, sono raddoppiati rispetto al valore limite di concentrazione in aria annuale della sostanza, che per la protezione della salute umana è pari a 5 milligrammi per metro cubo.

I carabinieri di Pescara e i carabinieri forestali hanno già avviato le indagini e questa mattina hanno effettuato i primi sopralluoghi.

Gli investigatori stanno inoltre acquisendo vario materiale, tra cui i filmati delle videocamere di sorveglianza, ed ascoltando residenti e testimoni.

Tre, in base alle verifiche dei vigili del fuoco, i punti di innesco, cioè le aree da cui le fiamme sono partite e su cui sono in corso accertamenti. Non è ancora chiara, però, al momento l’origine dei roghi, su cui non si esclude nessuna ipotesi. La Procura di Pescara già ieri ha aperto un fascicolo sull’episodio, per fare piena luce su quanto accaduto.

Ieri alle operazioni di soccorso hanno partecipato, insieme a tutte le forze dell’ordine, anche i carabinieri. Sei militari, nel fornire supporto alle persone che dovevano essere evacuate, hanno riportato una lieve intossicazione e sono finiti in ospedale. Ora sono tutti in buone condizioni di salute.

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