INFEZIONI RESISTENTI OSPEDALI, ESPERTA: “IN ITALIA SCARSA PREVENZIONE, SERVONO SANZIONI”

17 Novembre 2022 16:27

Italia - Sanità

ROMA – In Italia la prevenzione delle infezioni ospedaliere, che rappresentano il 65% delle infezioni resistenti agli antibiotici, è ai livelli più bassi in Europa: per questo motivo, sarebbe necessario aumentare i controlli negli ospedali e prevedere un “sistema di sanzioni, fino alla chiusura del reparto o del nosocomio” in quelle strutture ospedaliere dove è stabilmente superata la soglia di allerta nella percentuale di infezioni antibioticoresistenti.





Ad affermarlo è Evelina Tacconelli, presidente del Comitato europeo per la lotta alle infezioni ospedaliere e direttore Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona.

In Italia, ha rilevato l’esperta alla conferenza stampa organizzata dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) per la presentazione della della Settimana mondiale della consapevolezza antimicrobica promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, “la lotta alle infezioni ospedaliere non è effettuata in modo corretto, mancano un controllo ed una sorveglianza efficaci negli ospedali. Vanno inoltre stabilite delle soglie percentuali di infezioni ospedaliere superate le quali un ospedale o un reparto non possono rimanere aperti, e vanno previste delle sanzioni per gli ospedali inadempienti”.





La proposta di Tacconelli è dunque di prevedere delle sanzioni obbligatorie “sul modello di altri Paesi europei”. Ma si tratta anche, ha aggiunto, “di un problema di educazione della classe medica in merito ai comportamenti più adeguati per prevenire le infezioni nei reparti”. La ratio, ha chiarito, “è analoga a quella utilizzata nelle misure anti-smog: se l’inquinamento dell’aria è superiore ad un certo limite, allora si blocca il traffico delle auto. Allo stesso modo, se si stabilisce che le infezioni ospedaliere non dovrebbero essere superiori ad una certa percentuale ma un ospedale è molto al di sopra di tale soglia, allora bisogna indagare se quell’ospedale è a norma e se le procedure indicate vengono rispettate, altrimenti si deve provvedere”.

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