INFLAZIONE AL 12%, MAI COSI’ ALTA DAL 1984: PER SPESA 3.655 EURO L’ANNO IN PIU’ A FAMIGLIA

29 Ottobre 2022 10:30

Regione - Economia

ROMA – I dati di ottobre diffusi dall’Istat sono uno shock inaspettato che supera di molto tutte le attese. L’indice dei prezzi al consumo è volato da +8,9% a 11,9% – il livello più alto dal marzo 1984 – con un aumento congiunturale su settembre del 3,5%. Un’impennata di tre punti percentuale sul tendenziale e addirittura di 3,5% nel congiunturale, non era stato previsto da nessuna analisi.

L’inflazione si traduce in una stangata record per gli italiani, considerata la totalità dei consumi di una famiglia “tipo”, pari a +3.655 euro annui. Solo per gli alimentari (+13,5% ad ottobre) un nucleo si ritrova a spendere in media +752 euro su base annua.

Si tratta del balzo più forte dal 1954, anno di inizio delle serie storiche di Istat, nessuna delle due crisi petrolifere dello scorso secolo, durante il quale il livello dell’inflazione è andato oltre il 20%, era riuscita a fare tanto. Lo scenario appare ancora più distonico di fronte al dato Istat sul livello delle retribuzioni: le buste paga dei dipendenti hanno beneficiato di un aumento pari a zero da settembre ad agosto e di un irrilevante +1,2% sul settembre 2021.





“I prezzi energetici corrono e spingono ad una crescita a doppia cifra anche i beni alimentari. Diventa urgente agire”, lo afferma anche la premier italiana Giorgia Meloni che, parlando con con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, ha ribadito – è scritto in uno dei primi comunicati diffusi nel nuovo ruolo – “l’urgenza di misure concrete per ridurre i prezzi dell’energia”. Lo dicono anche sindacati, imprese, consumatori e Partito democratico che chiedono, quasi a una voce, al Governo di intervenire. Per Sbarra della Uil e Fracassi della Cgil gli interventi devono essere “immediati” e sostenere i redditi dei “lavoratori dipendenti e pensionati”. Perché con questa inflazione “è come se i lavoratori non ricevessero la tredicesima” dicono dalla Cgil.

Anche imprese e consumatori chiedono interventi contro il “caro bollette”. “La tassa più iniqua, l’inflazione, ha raggiunto livelli di quasi 40 anni fa. Maggioranza e governo si concentrino su questo e non su condoni e contante. Noi ci siamo”, attacca Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera poco dopo il flash sull’inflazione. Ma, Pd a parte, il picco dell’inflazione di ottobre non infiamma il dibattito politico.

Il primo imputato dell’imprevista accelerazione di ottobre è il prezzo dei beni energetici (passati da un +44,5% di settembre a un +73,2% di ottobre con un balzo di quasi 29 punti). La prima vittima è il “carrello della spesa” passato dal 10,9% al 12,7%.





Gli energetici hanno impresso una “forte accelerazione” all’andamento dell’indice generale, mentre i beni alimentari hanno contribuito in misura molto minore. Fra gli energetici, è il prezzi dell’energia elettrica a dare l’impulso maggiore – osservano gli analisti di Intesa San Paolo – con bollette in crescita del 62,7% su settembre sul mercato libero e del 51,9% sul mercato tutelato. Quanto al Gas (che oggi ha chiuso in rialzo a 112,24 euro al MWh), l’andamento del prezzo di quello di città e del gas naturale ha registrato sul mercato libero un aumento del 63,9%, mentre sul mercato tutelato si segnala ad ottobre una stagnazione dei prezzi dovuto al nuovo metodo introdotto dall’ARERA, per l’aggiornamento delle tariffe del gas mercato tutelato.

 

 

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