INFLUENZA STAGIONALE, VIRUS NON NUOVO: ATTESI MENO CASI. PREGLIASCO, “BENE VACCINARSI”

29 Settembre 2020 16:07

ROMA – “Si tratta di un virus non nuovo e che ha circolato già negli anni scorsi, negli ultimi 4 anni, e per il quale la maggior parte della popolazione ha dunque già sviluppato gli anticorpi. Molta della popolazione adulta ha cioè già incontrato questo virus”. Lo sottolinea Adriana Calderaro, direttrice della Scuola di Specializzazione in Microbiologia e Virologia dell’ateneo di Parma, per cui “nella popolazione adulta non ci attendiamo grandi numeri in termini di casi” e, dunque, la speranza è che prevedendo meno casi al momento, si possa venire a determinare anche una minore sovrapposizione tra casi di influenza stagionale e casi con sintomatologia analoga ma da Covid-19.

Al momento, afferma, “la situazione non è di allarme”. Diverso il discorso per quanto riguarda i bambini: “È presumibile che molti non siano entrati in contatto con questo virus influenzale, data l’età, e dunque siano più suscettibili”.

Il ceppo, precisa Calderaro, è “comunque ricompreso nella formulazione del vaccino antinfluenzale di quest’anno”.

Quanto al leggero anticipo temporale con cui quest’anno è stato isolato il primo caso di influenza stagionale, “tale anticipo non è particolarmente indicativo, nè indica una maggiore virulenza del virus. Infatti – chiarisce Calderaro – i virus influenzali, in realtà, circolano tutto l’anno, continuamente e indipendentemente dalle stagioni, ma la comparsa di casi influenzali dipende da vari fattori”.





Primi fra tutti, “la numerosità dei soggetti ricettivi nella popolazione e le condizioni meteo che, con l’arrivo del freddo, favoriscono la permanenza in luoghi chiusi e più affollati”. Restano le indicazioni già emanate dal ministero della Salute con la circolare per la stagione influenzale 2020-21, in cui si raccomanda la vaccinazione antinfluenzale innanzitutto alla fasce fragili della popolazione, come anziani e malati cronici, e si estende la raccomandazione ad effettuare la vaccinazione anche ai bambini da 6 mesi a 6 anni ed ai soggetti a partire dai 60 anni di età.

Quello isolato in un bambino a Parma è inoltre “il primo caso di influenza stagionale ma si tratta di un caso ancora sporadico e l’epidemia vera e propria di influenza stagionale si avrà più avanti”. Ad affermalo all’Ansa è il virologo dell’Università di Milano Fabrizio Pregliasco, il quale sottolinea come nella stagione compariranno anche altri virus influenzali ma “simili a quelli circolati nelle stagioni precedenti e ricompresi nel vaccino e, quindi, ci attendiamo meno casi”. Si tratta, rileva Pregliasco, “di un primo caso sporadico, sicuramente indicativo per l’avvio della stagione influenzale, ma ci vorranno ancora settimane per l’effettiva epidemia influenzale che raggiungerà il culmine con l’arrivo delle temperature più rigide”.

Dunque, è l’invito del virologo, “nessun allarmismo, considerando che in questo primo periodo vedremo anche molte forme simil-influenzali”. Il virus isolato A-H3N2, sottolinea inoltre, “è ricompreso nel vaccino antinfluenzale di quest’anno, quindi vaccinarsi è sicuramente utile”. Questo però, precisa, “non sarà l’unico virus influenzale che circolerà e ci sarà una quota di A-H1N1 e di virus di ceppo B. Sono virus già circolati negli anni scorsi e quest’anno ricompresi nel vaccino in forme leggermente variate”.

Quindi, conclude, “essendo virus già circolati e comunque ricompresi nel vaccino nelle loro varianti attese, ci aspettiamo quest’anno meno casi nella popolazione adulta e questo potrebbe rivelarsi molto utile anche sul fronte della identificazione dei casi Covid”.

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