INI CANISTRO: CARDIOLOGO ANASTASIADIS, “BOOM VISITE DOPO STOP PER PAURA CONTAGI IN FASE ACUTA”

IL 49ENNE MEDICO DI ORIGINI GRECHE GESTISCE SERVIZIO FIORE OCCHIELLO: TANTI PAZIENTI FUORI REGIONE, VALUTAZIONI PER PRE-OSPEDALIZZARE E PER VALUTAZIONE PRE-OPERATORIA.  "FONDAMENTALE PREVENZIONE, DA NOI TEST SOTTO SFORZO CON CICLOERGOMETRO". "IL COVID? VACCINAZIONE COME UNICA SOLUZIONE"

23 Novembre 2021 12:05

Regione: Abruzzo

CANISTRO – “Nella fase acuta dell’epidemia le persone non uscivano di casa, vivevano nella paura del contagio e molte visite di controllo sono state annullate e rimandate. E questo è un aspetto estremamente negativo: la prevenzione a livello cardiologico è fondamentale non dimentichiamoci che le patologie cardiovascolari nel mondo occidentale sono tra le principali cause di morte e invalidità. E dopo i 40 anni un uomo deve almeno farsi una visita una volta l’anno, e poi con cadenze periodiche da decidere in base al quadro clinico e ai fattori di rischio. Anche le donne devono visitarsi soprattutto con la menopausa non avendo più gli estrogeni che rappresentano una forma di protezione”.

A fare il punto della situazione del post covid è il cardiologo Emmanouil Anastasiadis, in forza alla clinica INI di Canistro, in provincia dell’Aquila. Il medico, 49 anni, originario della Grecia, è una delle punte di diamante della divisione di Canistro del gruppo nazionale INI, fondato dal compianto professor Delfo Galileo Faroni, recentemente scomparso alla età di 101 anni. La casa di cura di Canistro è convenzionata nella monospecialistica in ortopedica.

Anastasiadis, che vive ad Avezzano con la moglie Chiara Masci e i suoi figli, spiega che “a Canistro ho trovato una bella realtà perché c’è grande rispetto per i pazienti tanto è vero che arrivano da molte altre regioni, in virtù di prestazioni di eccellenza in un quadro in cui si registra un ottimo rapporto con i colleghi”.

Nel servizio di cardiologia, oltre alle fondamentali visite di controllo, “si opera nell’ambito della pre-ospedalizzazione e nella cruciale valutazione pre-operatoria, che potrebbero avere un impatto significativo a livello cardiaco, da questo punto di vista – spiega ancora il medico – da 2 mesi possiamo effettuare le prove da sforzo con cicloergometro, affinando ancor meglio la valutazione preoperatoria”.

“Ora per quanto riguarda visite di controllo siamo tornati a regime, ma non solo, il numero delle richieste e le prenotazioni sono letteralmente esplose con due nuove categorie di pazienti: ho visitato un numero significativo di persone che avevano contratto il covid, preoccupati per un senso di affaticamento o anche perché desiderosi di uno screening soprattutto alla luce di quello che viene spiegato in merito alle conseguenze di medio – lungo periodo a seguito del contagio”.

“Numerosi sono anche coloro che si sono vaccinati e che mi hanno spiegato di avvertire un senso di stanchezza e di difficoltà respiratoria e che sono venuto alla Ini per escludere un coinvolgimento cardiaco rispetto ai sintomi avvertiti. Ho potuto invece riscontrare nella quasi totalità dei casi che la funzionalità del cuore era inalterata, quindi il vaccino non ha modificato la tenuta del cuore”.

Il medico chiude con un pensiero molto chiaro in merito al vaccino e alla campagna vaccinale: “Io mi sono vaccinato, come mia moglie e i miei figli, consapevoli che esiste un rischio seppur minimo di complicanze. Ma ad oggi, alla luce dei miliardi di persone che si sono vaccinate, è oramai consolidato e incontrovertibile che è infinitamente preferibile la scelta di vaccinarsi e mettere al riparo se stessi e gli altri dal contagio del covid, o per essere ancora più precisi da gravi conseguenze anche mortali del contagio- sottolinea ancora Anastasiadis -. E proprio perché il covid porta alla morte, a maggior ragione è importante la regola aurea della prevenzione. Aspetto determinante è smettere di fumare, praticare una dieta povera di grassi, mangiare molta frutta verdura e pesce. Ricordo che il colesterolo cattivo è un potente fattore di rischio tanto che in base ai nuovi studi, il livello di rischio è stato ulteriormente abbassato”.

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