INNEGGIAVA ALLA JIHAD E AL TERRORISMO SUI SOCIAL, ARRESTATO 31ENNE PAKISTANO

30 Dicembre 2021 12:42

Chieti: Cronaca

CHIETI – E’ accusato di aver istigato a compiere attentati jihadisti e aver alimentato l’odio verso l’Occidente il pakistano Arslan Faiz, 31 anni, nei confronti del quale i carabinieri del Raggruppamento operativo speciale (Ros) hanno eseguito un decreto di fermo disposto dalla Procura distrettuale antimafia e antiterrorismo dell’Aquila.

Come si legge sul quotidiano Il Centro, l’uomo già residente a Francavilla, dove ha lavorato per circa tre anni in un autolavaggio sulla Nazionale Adriatica Sud, lo scorso 18 agosto aveva ricevuto un provvedimento di espulsione dal territorio nazionale per ordine e sicurezza pubblica, firmato dal prefetto di Chieti Armando Forgione, e si trovava a Bari in attesa dell’esecuzione del rimpatrio coattivo. Il provvedimento è stato convalidato dal giudice e ieri mattina gli è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal tribunale dell’Aquila.

In particolare, il pakistano è accusato di aver inoltrato a più persone, attraverso Whatsapp, video e fotogrammi di propaganda jihadista, “palesando un’esplicita attività di istigazione a commettere i delitti di partecipazione ad associazioni con finalità di terrorismo ed attentati terroristici”. Secondo gli inquirenti, “si rivolgeva in lingua urdu ai propri concittadini, sia quelli residenti in Italia che in Pakistan, tentando di influenzarli in senso radicale, pubblicando immagini elogiative dei talebani e, in particolare, dell’organizzazione terroristica Tehrik-i-Taliban Pakistan”. Sul suo telefono, sono stati infatti trovati diversi file tra video e fotografie.

L’inchiesta, hanno aggiunto gli investigatori, ha consentito di dimostrare “un rapido ed intenso processo di ‘autoradicalizzazione’ islamica del pakistano, che aveva assunto connotazioni estremiste di natura salafita. Indizio, quest’ultimo, che ha spinto gli inquirenti a svolgere ulteriori attività investigative nei confronti di Faiz, che hanno permesso di documentare una sua continua attività di propaganda, tramite Facebook, consistente in post e commenti a favore dei metodi terroristici e delle vittorie delle milizie talebane”.

Le indagini, condotte dalla sezione anticrimine dell’Aquila, sono state coordinate dal procuratore Michele Renzo e dal pm Simonetta Ciccarelli.

Faiz dovrà ora rispondere del reato di “istigazione a delinquere aggravato dalla finalità di terrorismo”. E’ difeso dall’avvocato Danilo Iannarelli del foro dell’Aquila e sarà interrogato in videoconferenza nei prossimi giorni.

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