SVILUPPI INCHIESTA ACQUA FRESCA PROCURA AVEZZANO: TACE MAGGIORANZA CENTRODESTRA, PD INVOCA DIMISSIONI SINDACO FDI SANTILLI AGLI ARRESTI DOMICILIARI, "COMUNE PARALIZZATO, DANNO IMMENSO ALL'INTERA COMUNITA'"

“INSERITI NEL SISTEMA CORRUTTIVO CELANESE”, 5 FUNZIONARI INDAGATI, LE MOTIVAZIONI DEL GIP

7 Maggio 2021 10:23

CELANO – Soggetti funzionali al cosiddetto “sistema Piccone” avendo “attivamente collaborato con gli altri indagati nella commissione dei reati, inseriti nel sistema corruttivo dell’amministrazione celanese”.

Queste le motivazioni con cui Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avezzano, Maria Proia ha iscritto nel registro degli indagati altri cinque funzionari nell’ambito dell’inchiesta Acqua Fresca, che ha travolto il comune marsicano, ora commissariato e nella paralisi, per di più da domani zona rossa a seguito dell’impennata dei contagi.

Destinatari delle nuove misure sono Nazzareno Caferra, 53 anni, Sante Rossi (59), Fabrizia Aveani (47) ed Erica Cerasani (42), sottoposti alla sospensione dal pubblico impiego per sei mesi.

Per Daniela Santilli, 32enne, il provvedimento prevede una sospensione dal lavoro per due mesi.

Principali indagati dell’inchiesta, il sindaco di Celano di Fratelli d’Italia, Settimio Santilli e l’ex parlamentare ed ex consigliere regionale di Fi e Pdl, e l’ex-vicesindaco Filippo Piccone, che si sono giorni fa rivolti in Cassazione per ottenere la revoca del divieto di dimora nel comune marsicano, confermato dal Tribunale del riesame.

Piccone il 22 febbraio era finito in carcere a Vasto e  Santilli ai domiciliari,  misure per entrambi poi commutata in divieto di dimora. Il sindaco sebbene sospeso dalla prefettura. Piccone invece si è dimesso.

Tace la maggioranza di centrodestra, rimasta fedele al sindaco agli arresti domiciliari, anche se ha perso pezzi  Tuona invece la minoranza di centrosinistra che da settimane invoca le dimissioni di Santilli.

Il segretario del Partito democratico di Celano, Calvino Cotturone, ha ieri affermato: “Il sistema messo in piedi dalle amministrazioni Piccone e Santilli, sta danneggiando l’intera comunità celanese. Purtroppo ancora oggi c’è chi inspiegabilmente sostiene e difende quel modo di operare. Mentre i consiglieri di maggioranza provano a fingere che vada tutto bene, che vi sia serenità, Celano rischia di perdere opportunità importanti per il rilancio dell’economia locale”.

L’inchiesta coinvolge oltre a Piccone e Santilli, altre 23 persone tra amministratori e funzionari comunali del Comune di Celano, liberi professionisti e imprenditori, residenti nella Province di L’Aquila, Roma, Teramo e Pescara tra cui il segretario comunale, di tre dirigenti comunali, di un imprenditore e di un libero professionista, per condotte antigiuridiche, finalizzate all’indebita percezione ed erogazione di fondi comunali a liberi professionisti e imprenditori operanti nella Marsica.

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