INTERCETTAZIONI: CIALENTE, ”NON C’E’ UN ATTO, NO AL GIOCO AL MASSACRO”

20 Dicembre 2013 21:35

L'AQUILA – “La nostra condotta è stata specchiata ed esemplare. Gli organismi e gli istituti competenti hanno scandagliato ogni nostra azione, passato sotto la lente di ingrandimento ogni singolo atto e non è emerso nulla”.

Così il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, in dichiarazioni spontanee, a sorpresa, al termine della seduta del Consiglio comunale del capoluogo abruzzese, in merito alla pubblicazione da parte degli organi di informazione di intercettazioni relative a inchieste risalenti a 2 anni fa sulla ricostruzione post-terremoto, poi archiviate, che hanno visto coinvolti tra gli altri un ex assessore e un dipendente comunale.

Su questa situazione, negli ultimi giorni all'Aquila, si è scatenato un caso politico.

“La verità è che, a seguito del sisma, ci siamo assunti, per senso di dovere verso la città, tutte la responsabilità di atti e di acquisizione di competenze rispetto a materie delle quali la Protezione civile non si è voluta occupare – ha continuato Cialente – Materie fondamentali come quella della messa in sicurezza degli edifici, i cosiddetti puntellamenti, e quella dello smaltimento delle macerie. Abbiamo lavorato per produrre atti efficaci e trasparenti”.




“Non consento a nessuno – ha detto ancora – di affermare il contrario solo per attivare una macchina del fango che lede la rispettabilità e getta ombre sull'operato di un'amministrazione che ha lavorato in condizioni di grave difficoltà e che ha dovuto scegliere tra un vile immobilismo e una coraggiosa assunzione di responsabilità”.

Per Cialente “dai controlli, continui, fitti e ripetuti, non è emerso un atto. Se qualcuno ritiene di essere a conoscenza di circostanze diverse abbia il coraggio di denunciare. Finora, però, non mi risulta che sia stato fatto”.

“E allora – ha concluso il sindaco – io a questo gioco al massacro non ci sto e non mi presto, soprattutto per difendere la mia Giunta e i nostri dipendenti”.

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