INTRODACQUA: ESPOSITO-LUSI, “ACCERTAMENTI TARI ILLEGITTIMI, COMUNE CONTINUA A FARE CONFUSIONE”

18 Settembre 2022 16:35

L'Aquila - Cronaca

INTRODACQUA – I consiglieri comunali di Introdacqua (L’Aquila), Salvatore Esposito e Livio Susi, tornano “con fermezza sulla problematica riguardante le modalità di accertamento della Tari”.

“Siamo costretti ad utilizzare gli organi di informazione – affermano in una nota -, strumento per comunicare ed informare i cittadini delle ‘ingiustizie’ legate alle richieste di pagamento Tari, a nostro parere, palesemente prescritte! Per questo abbiamo sollevato la problematica, ma in risposta il sindaco, a mezzo stampa, ha confermato la regolarità degli accertamenti! Chi avrà ragione?”.

LA NOTA COMPLETA

Purtroppo per chi si è visto recapitare il “tardivo” accertamento per le annualità 2014-2015- 2016, il termine per proporre “annullamento” al Comune e ricorso in Commissione Tributaria, è di 60 giorni dalla data della notifica.

Nel cercare di spiegare l’accaduto con estrema semplicità, ribadiamo che “probabilmente”, in Comune “si fa confusione” con l’istituto “dell’avviso di accertamento” ed il “sollecito di pagamento”: il “semplice” sollecito di pagamento comunicato nel 2019 a diversi cittadini, se pur a mezzo raccomandata, non sospende i termini di prescrizione che, come tutti sanno, si estingue dopo 5 anni a partire dal 31 dicembre dell’anno d’imposizione del tributo.

Al contrario, come sostenuto dal Comune e comunicato a vari contribuenti che si sono recati negli Uffici per chiedere informazioni, il semplice sollecito di pagamento del 2019 “sospenderebbe” tale termine e di conseguenza gli “avvisi di accertamento” giunti nel luglio/agosto 2022, sarebbero stati notificati nei giusti termini! Tesi a dir poco discutibile e non in linea con una corretta interpretazione delle disposizioni normative in materia!

Per questi motivi, “l’autotutela£” è uno strumento che deve (dovrebbe!) adottare in questo caso il Comune che, reso edotto della palese illegittimità, d’iniziativa dovrebbe annullare tutti gli accertamenti notificati tardivamente, di conseguenza illegittimi!
Purtroppo, come sembra, il sindaco non ha alcuna intenzione di procedere agli annullamenti delle “cartelle” e, di conseguenza saranno costretti a farlo i contribuenti con formale “richiesta di annullamento in autotutela”, presentando una istanza al Comune entro 60 giorni dalla data della notifica. L’istanza di autotutela è una “istanza necessaria” per far valere i propri diritti a fronte di “pretese tributarie” non più legittime.

Infatti, per il giusto principio di evitare ai cittadini possibili ricorsi al Giudice Tributario che, in assenza di risposte dal Comune, devono presentare sempre entro i 60 giorni dalla notifica in quanto, l’istanza in autotutela, non comporta la sospensione dei termini per ricorrere alla Commissione Tributaria.

Per questo ribadiamo che, l’autotutela è appunto un istituto deflattivo del contenzioso tributario, previsto dall’art. 2-quater del D.L. n. 564/94 e dal D.M. 11 febbraio 1997 n. 37. Tale istituto prevede, come già detto, che il Comune può annullare, modificare o sostituire un proprio atto che a seguito di riesame ritiene infondato o illegittimo.

Quindi, attraverso l’autotutela il Comune evita di ledere, oltre che il contribuente con una richiesta di pagamento “viziata” da palese irregolarità, anche chi sarà chiamato a giudicare, appunto un provvedimento con “evidenti profili di illegittimità”.

Ripetiamo, per non destare interpretazioni distorte o di parte, gli Enti locali garantiscono i servizi ai cittadini ed è giusto e doveroso pagare i relativi tributi. Da un altro punto di vista, però, far valere una prescrizione, se esiste, è legittimo e nei diritti del contribuente.

Siamo stufi di sentire le “solite parole di circostanza” proferite da questa maggioranza. Se le entrate di questi accertamenti, già conteggiate in bilancio, dovessero essere “annullate” per i palesi profili di illegittimità, ovviamente, ci saranno “ulteriori ripercussioni negative” nel bilancio comunale. Che non si dica poi che “nessuno poteva immaginare” un qualcosa di facile previsione!

Come ribadito più volte, già in passato tutte le constatazioni avanzate dalla passata minoranza si sono poi dimostrate, purtroppo, “giuste e corrette” facendo emergere un “buco in bilancio” di oltre 600 mila euro!

Queste informazioni ai cittadini non sono, come qualcuno vorrebbe far sembrare, “attacchi al sindaco”, strumentalizzando la cosa per altre finalità, ma soltanto il “doveroso esercizio” dell’azione di controllo amministrativo.

Si contesta la scelta di richiedere ai cittadini tributi presumibilmente prescritti, soprattutto in questo difficile momento. Sbagliato aver notificato gli accertamenti ed ancora più sbagliato non annullarli, come dire, “Sbagliare è umano, perseverare…”.

L’azione di noi consiglieri di minoranza è, e sarà sempre finalizzata esclusivamente all’informazione ed alla tutela di tutti i cittadini. Purtroppo, ricordiamo che restano pochi giorni per non far decorrere i termini e per far valere i propri diritti.

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