INVALIDI CIVILI PARZIALI, INPS CANCELLA ASSEGNO DA 287 EURO PER CHI FA LAVORETTI, IRA ASSOCIAZIONI

23 Ottobre 2021 08:57

Regione: Politica

ROMA  – Le associazioni delle persone con disabilità sul piede di guerra  contro le nuove restrizioni per poter ricevere l’assegno mensile per l’assistenza degli invalidi civili parziali, dopo che l’Inps ha annunciato che, alla luce di alcune sentenze della Cassazione, il beneficio sarà corrisposto solo in caso di “inattività lavorativa”.

In gioco  il sostegno economico,  di appena 287 euro al mese, per chi riesce con lavoretti salutari a guadagnare qualcos’altro, non potendo certo sbarcare il lunario con meno di 300 euro al mese.

I beneficio è soggetti che hanno una certa percentuale di invalidità civile, dal 74% al 99%, possono ricevere un assegno di invalidità civile come prestazione economica mensile con età dai 18 ai 67 anni. L’assegno di invalidità civile costituisce una piccola erogazione mensile, non corrisponde ad un vero e proprio stipendio.

Molti invalidi civili infatti sono attivi a lavorare, su turni oppure in base a lavori di tipo occasionale. L’invalidità civile costituisce un istituto giuridico di assistenza sociale, anche per il mantenimento di chi è inabile al lavoro.

Durissimo il presidente dell’Associazione nazionale mutilati e invalidi civili, Nazaro Pagano, al Fatto quotidiano: “Mettono nelle condizioni estreme le persone disabili di scegliere o il lavoro o l’assegno di assistenza. A rischio le conquiste di decenni di lotte. Quello che noi contestiamo aspramente è il principio di come possa essere presa una decisione di questo genere, perché questo provvedimento dell’INPS metterà nelle condizioni migliaia di disabili o di rinunciare al proprio lavoretto o di rinunciare all’assegno mensile di assistenza di 287 euro. Attraverso questo sistema consolidato da anni si dava almeno la possibilità a persone con disabilità di avere un lavoro, seppur temporaneo e saltuario, di provare ad avviare dei percorsi di inclusione lavorativa che poi magari, in alcuni casi, avrebbero potuto anche portare ad una assunzione stabile, andando perciò nei fatti a fare a meno dell’assegno di assistenza previsto. Ora le conquiste realizzate in decenni di battaglie rischiano di essere cancellate. Attaccano i più fragili, chiediamo alle istituzioni di intervenire il più presto possibile”.

Con una recente comunicazione, l’ente previdenziale INPS ha comunicato quali sono le modalità di erogazione dell’assegno di invalidità civile, specificando che non sarà possibile per chi sta lavorando percepire l’indennità mensile.

La comunicazione INPS è breve la decisa: la regola introdotta prevede che chi lavora non può in nessun modo percepire l’assegno mensile: “Alla luce di tale consolidato orientamento, a fare data dalla pubblicazione del presente messaggio, l’assegno mensile di assistenza di cui all’articolo 13 della legge n. 118/1971, sarà pertanto liquidato, fermi restando tutti i requisiti previsti dalla legge, solo nel caso in cui risulti l’inattività lavorativa del soggetto beneficiario.”

Indipendentemente dal reddito prodotto quindi, non sarà possibile accedere all’assegno di invalidità civile svolgendo nel tempo un lavoro. Si tratta di un requisito di inattività piuttosto drastico, e non si può uscire da questa regola.

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