“IO CANDIDATA? MI LUSINGANO VOCI, MA E’ PRESTO”; PEZZOPANE, “NOMI DOPO PROGETTO POLITICO”

INTERVISTA A DEPUTATA SU IPOTESI SUA CORSA A SINDACO DELL'AQUILA NEL 2022; "NEL PD NESSUNO SCONTRO GENERAZIONALE", "RENZI NON NE AZZECCA PIU' UNA", "OK LINEA LETTA E ALLEANZA CON M5S"

di Filippo Tronca

25 Marzo 2021 18:01

L'Aquila: Abruzzo

L’AQUILA – “Io candidata sindaco dell’Aquila? Se viene fatto da più parti il mio nome la cosa mi lusinga, ma il tema delle elezioni è davvero prematuro da affrontare, ciò che è importante, e lo dico da dirigente del Partito democratico, è cacciare una destra che ha chiuso la città in una morsa, e per farlo occorre unire tutto il centrosinistra, e andare anche oltre il suo perimetro, coinvolgendo le associazioni, i mondi sociali e le attività produttive. Il nome del candidato potrà arrivare solo dopo questo percorso”.

Così ha risposto, a precisa domanda, Stefania Pezzopane, 61 anni, deputata aquilana del Partito democratico, ex senatrice, ex presidente della Provincia dell’Aquila ed ex assessore regionale, una vita dentro il partito, nell’intervista a tutto campo in diretta streaming ad Abruzzoweb, dove Pezzopane non ha mancato di lanciare attacchi alla Lega, che ora al fianco del Pd è nel governo  delle larghissime intese di Mario Draghi, al leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che “dal referendum non ne ha azzeccata una”, al centrodestra in Regione Abruzzo di Marco Marsilio, Fratelli d’Italia, spendendo invece lodi per il neosegretario del Pd Enrico Letta, condividendo la sua linea di apertura all’alleanza organica con il Movimento 5 stelle, nella sua versione 2.0 di cui è di fatto leader l’ex presidente del Consiglio, l’avvocato Giuseppe Conte.

Venendo dunque alle elezioni aquilane, previste per la primavera del 2022, Pezzopane se pur considera la questione prematura, di fatto già parte in campagna elettorale.

“La destra di Pierluigi Biondi che ha governato in questi anni – attacca la deputata – si è insinuata in tutti i campi del potere, gestendo tanti soldi,  grazie paradossalmente al Partito democratico e al centro-sinistra che li ha trovati e continua a trovarli, grazie anche al mio impegno in Parlamento, peccato poi che li gestisce in malo modo”.

Alla domanda: “c’è uno scontro generazionale dentro il partito aquilano che potrebbe esplodere proprio in occasione delle elezioni?”, Pezzopane risponde:  “Non c’è nessuno scontro generazionale, ci sono le giuste ambizioni personali. Nel Pd ci sono tantissime persone giovani e capacissime, e alcune hanno ruoli politici di primissimo piano. La questione importante resta però una sola: cacciare la destra, e una proposta giovane, o meno giovane, poco conta, servono piuttosto nuove idee per questa città, una convergenza con tutte le forme di protagonismo di questo territorio, per vincere una competizione che sarà molto dura”.

Allargando lo sguardo, Pezzopane entra ne merito di quanto affermato ieri da Draghi  che ha criticato le Regioni, per la gestione delle campagne vaccinali a velocità variabili.

“Bene ha fatto il premier ad affrontare di petto il nodo irrisolto del rapporto tra Stato e Regioni  un problema irrisolto dalla sconfitta del referendum costituzionale, emerso con forza proprio con la pandemia, davanti alla quale ogni regione affronta l’emergenza a modo suo, con forti diseguaglianze e incongruenze. Le giuste critiche di Draghi riguardano anche l’Abruzzo, che sconta un problema di organizzazione nella campagna vaccinale, e voglio sottolineare non riguarda i fantastici operatori sanitari e medici sul fronte dell’emergenza”.

Attacchi poi agli “alleati” della Lega e difesa a spada tratta di quanto fatto con il secondo governo di Giuseppe Conte, sostenuto da Pd e M5s.

“Quando c’era Conte le chiusure e i lockdown dalla Lega erano visti con orrore, come una dannazione, e ora la Lega stessa si trova nella situazione di difenderle, segno che forse era l’unica cosa si poteva fare”.

E ne ha anche per Matteo Renzi, che ha provocato la fine del governo Conte: “è stato un leader importante che io nella prima fase l’ho sostenuto, ma poi dopo dalla sconfitta del referendum non non ne ha azzeccata una. Ha determinato una scissione dentro al partito democratico per la costituzione di Italia viva che ha fortemente danneggiato il partito e l’intero centrosinistra, ma nonostante tutti i suoi sforzi le percentuali di consenso restano quelle che sono. Il suo è un partito che ha le ali pesanti. Ed è stata pessima l’idea di far cascare il governo Conte, che tra l’altro non ha portato nessun vantaggio allo stesso Renzi”.

Porte spalancate invece al Movimento 5 stelle, all’indomani dell’incontro  segretario Letta  con lo stesso  Conte, a suggellare un intesa di lunga durata.

“Può diventare un’alleanza solida, questo anche grazie l’esperimento del precedente governo, con il Movimento 5 stelle ci siamo conosciuti abbiamo fatto cose importanti pur nelle diversità perché siamo due forze politiche molto diverse e abbiamo sperimentato che si può lavorare insieme in maniera positiva. Quindi nelle prossime tornate elettorali, con le elezioni di Roma, Torino  e altre importanti città si può sperimentare è una condivisione di un progetto”. conclude la deputata

L’INTERVISTA IN DIRETTA STREAMING

Commenti da Facebook
RIPRODUZIONE RISERVATA
    Articolo

    Ti potrebbe interessare: