“IO CANDIDATO? IN CAMPO CON PROGETTO CIVICO”, COMUNALI L’AQUILA, DI BENEDETTO CI RIPROVA

CERCA LA RIVINCITA,CONSIGLIERE REGIONALE LEGNINI PRESIDENTE ED EX PD, SCONFITTO AD AMMINISTRATIVE CAPOLUOGO NEL 2017; ESCLUSO APPOGGIO AD ASPIRANTI PRIMI CITTADINI DEM, A COMINCIARE DA PEZZOPANE, "CON PASSO POSSIBILE AVVIATO PERCORSO ALTERNATIVO E AUTONOMO", "MAI STATI STAMPELLA CENTRODESTRA, LA NOSTRA OPPOSIZIONE RESPONSABILE"

di Filippo Tronca

12 Aprile 2021 07:50

L’AQUILA – “Io candidato sindaco dell’Aquila? Appartengo ad un gruppo politico, il Passo Possibile, che ha una posizione terza e ha avviato il suo percorso quattro anni fa, che sta facendo le sue valutazioni sul progetto politico migliore per la città, al di là di chi lo andrà a rappresentare, nel nostro perimetro politico. Sono uscito dal Pd, voglio ricordare, e non sono nelle condizioni, sempre che sia possibile, di risolvere le contraddizioni al suo interno, Ad ognuno il suo”.

Offre sfoggio di politichese, del dire e non dire, delle affermazioni che possono essere interpretabili e dunque smentibili, a seconda della bisogna, il presidente Americo Di Benedetto. Le sue parole riferite ad Abruzzoweb di fatto potrebbero confermare che il consigliere regionale di Legnini presidente e consigliere comunale di Passo Possibile è pronto a scendere in campo nelle elezioni comunali dell’Aquila della primavera 2022, con un progetto alternativo, per non dire antagonista, a quello del Partito democratico, di cui egli stesso ha fatto parte in passato.

Cercando insomma la rivincita dopo la cocente sconfitta delle comunali del 2017 quando è stato candidato sindaco del centrosinistra, divenuto tale dopo aver vinto le primarie con Pierpaolo Pietrucci, ora anche lui consigliere regionale del Pd e poi clamorosamente sconfitto al ballottaggio contro l’ora sindaco di Fratelli d’Italia, Pierluigi Biondi.

Un problema in più per il centrosinistra che vede un pericoloso antagonista, e un elemento di frammentazione nel protagonismo del 51enne commercialista, ex sindaco di Acciano (L’Aquila) ex presidente della Gran Sasso acqua, dove ha avviato l’importante cantiere dello smart tunnel. Nei banchi della minoranza in consiglio regionale  dove è maggioranza il centrodestra di Marco Marsilio,  come pure in Comune, con la sua creatura Il Passo possibile, che conta ben 4 consiglieri, e che in questi anni si è distinta per una opposizione morbida e dialogante.

Le sue parole riferite ad Abruzzoweb possono essere così tradotte: “vado avanti, e non faccio passi indietro, se il mio gruppo politico, civico, responsabile e terzo, fuori dai partiti, lo riterrà, sono pronto anche a candidarmi. E’ escluso che possa fare da ruota di scorta ad una candidatura del Partito democratico. Si può ragionare su un progetto inclusivo e di area larga, come ultima ipotesi, ma noi lavoriamo ad una proposta nostra ed autonoma”.

Insomma tutto è possibile, tranne che Di Benedetto e il Passo possibile possano fare un passo indietro. Con buona pace insomma delle altre candidature a marchio dem che circolano in queste settimane, e di cui la nostra testata ha già riferito: quella di Stefania Pezzopane, ex assessore e consigliere regionale, presidente della Provincia dell’Aquila, senatrice e ora deputata del Pd. O quella che non può essere affatto esclusa del dem Giovanni Lolli, 70 anni, ex parlamentare e sottosegretario, vice presidente della Giunta regionale che poi è diventato presidente vicario quando Luciano D’Alfonso nell’ultimo scampolo della passata legislatura ha lasciato la presidenza della Regione ed  è andato a Roma a fare il senatore. E infine quella di Massimo Cialente, 68enne, ex sindaco per due legislature del capoluogo abruzzese ed ex parlamentare, colonna per anni del Pd aquilano che però due anni fa si è allontanato dal partito. E ancora del capogruppo del Pd in Comune, il 44enne Stefano Palumbo, e infine dello stesso Pietrucci, 44 anni, ora anche lui consigliere regionale del Pd, prendendo il posto proprio di Giovanni Legnini, candidato presidente del centrosinistra, appoggiato da Di Benedetto che ha lasciato l’Emiciclo una volta divenuto commissario straordinario della ricostruzione post-sisma 2016.

Si conferma insomma che in un modo o nell’altro Di Benedetto in prima persona o con un candidato espressione della sua area centrista e moderata, è determinato a cercare la rivincita dopo la clamorosa sconfitta contro il sindaco di Fratelli d’Italia, il 46enne Pierluigi Biondi, alle elezioni della primavera del 2017,  a capo di una coalizione  di centrosinistra arrivata spaccata all’appuntamento elettorale, già dalle primarie vinte da Di Benedetto contro Pietrucci. A bruciare ancora il clamoroso sorpasso di Biondi al secondo turno, quando i giochi sembravano fatti per Di Benedetto, tanto che veleni sono stati versati per il sospetto di defezioni e tradimenti nel centro sinistra a danno del candidato sindaco.

Alla domanda, “ma se proprio dovrà essere lei a candidarsi, sarebbe disposto a lasciare con un anno di anticipo lo scranno il consiglio regionale?”,  così risponde Di Benedetto: “Io sono il risultato di un gruppo di lavoro, non sono libero di decidere, e non perché non sia libero, perché lo sono fin troppo, e tra le libertà più importanti e che in politica ha un valore inestimabile è la libertà di poter perdere, perché posso fare anche altro, ho una mia professione. Ripeto, stiamo lavorando ad un progetto politico dentro il nostro perimetro, per vedere quanta realtà ci sia intorno. Poi sarà la squadra che deciderà chi dovrà battere il calcio di rigore. Il nome del candidato sindaco sarà la sintesi di  questo progetto, non l’atto presupposto. Nella consapevolezza che l’attuale maggioranza ha governato la città, e non potrà limitarsi alla critica, ma esibire cosa è stata capace di fare. La statistica però dice che a L’Aquila, chi ha governato per un mandato poi viene riconfermato, a differenza di quello che accade in Regione, e loro hanno fatto anche una politica molto attenta alle esigenze dei singoli, piuttosto che alla prospettiva amministrativa della città”.

Serve dunque un candidato forte, per scalzare Biondi o per battere chi si candiderà per il centrodestra, e manco a dirlo Di Benedetto sottolinea la forza del suo progetto alterativo al centrosinistra, che può contate sul primo gruppo dell’opposizione, composto oltre che da Di Benedetto anche dai consiglieri Antonio Nardantonio, Elia Serpetti ed Emanuela Iorio.

Nardantonio poi è diventato presidente dell’amministrazione separata degli Usi civici di Preturo, Serpetti, di quella di Arischia. E questo per aver presa sulle frazioni e per le composizioni delle liste conta moltissimo. Al suo attivo Di Benedetto ha anche il merito di aver appaltato e avviato, quando era a capo della Gsa, la grande opera della realizzazione dei sottoservizi dell’Aquila, o tunnel intelligente, tuttora in via di realizzazione. Ha un buon seguito in parte del mondo professionale e imprenditoriale. E soprattutto ha il vantaggio, come ogni forza centrista, civica, vedasi Gianni Di Pangrazio, tornato sindaco ad Avezzano con una corazzata civica, di poter attingere anche al campo del centrodestra, e non solo all’elettorato, ma a quelle forze e personalità politiche di “confine”, e di area moderata e post-democristiana.

Spiega dunque Di Benedetto: “il fatto che io abbia una presenza politica con un gruppo forte sotto tutti i punti di vista, non è un’opportunità, ma una responsabilità, ancor meno non può essere una utilità sponsorizzante, ma nobile e di qualità per il bene della città. Esprimiamo un punto di vista differente, una opposizione responsabile che non era e non è strumentale a nulla”.

A questo proposito contro Di Benedetto sono piovute dure critiche dal Pd e dalle altre forze di sinistra in consiglio, per essere stato di fatto  la stampella della litigiosissima maggioranza di Biondi, “altro che opposizione responsabile”.

Questo per aver nella primavera del 2019 essersi detto disponibile con il suo gruppo a sostenere e appoggiare una giunta tecnica, in occasione delle dimissioni di Biondi, ai ferri corti con la Lega, dimissioni poi ritirate. Garantendo il numero legale per l’approvazione del bilancio di previsione nel dicembre 2019, compensando così la clamorosa defezione della Lega, spina nella maggioranza di centrodestra, primo episodio di una crisi che covava già sotto la cenere e che si protrae ancora oggi.

Nel dicembre del 2020 non è arrivato l’appoggio esterno da parte di Passo Possibile, come avvenuto l’anno prima,  allorché la maggioranza è andata ancora una volta sotto in occasione del voto su un provvedimento di natura tecnica sulla razionalizzazione delle partecipate. E a disertare il voto innanzitutto i quattro consiglieri della Lega, che attendevano il reintegro dei suoi tre assessori defenestrati da Biondi nell’estate scorsa, poi reintegrati.

Significativo però che i consiglieri de Il Passo Possibile hanno firmato un comunicato stampa distinto da quello di tutto il resto dell’opposizione e dai toni ben più morbidi, rifiutandosi di appellarsi alle dimissioni e al voto subito.

Tutte frottole, però, ribadisce Di Benedetto, quelle relative alla corrispondenza di amorosi sensi con Biondi, suo ex rivale alle elezioni.

“Ma quale terza gamba del centro destra, non è che se sfasciamo la città poi la risolleviamo da zero. Ci siamo candidati per il bene della città, anche se hai perso le elezioni e hai un ruolo diverso, quello che compete alle opposizioni, non è che devi sperare, per risorgere tu, che si scapicolli la città”, assicura.

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