ITALIA MAGLIA NERA PER LE CARCERI ITALIANE, VIOLATI I DIRITTI DEI DETENUTI

8 Gennaio 2013 17:01

STRASBURGO – L’Italia viola i diritti dei detenuti tenendoli in celle dove hanno a disposizione meno di 3 metri quadrati. La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha quindi condannato l’Italia per trattamento inumano e degradante di 7 carcerati detenuti nel carcere di Busto Arsizio e in quello di Piacenza.

L’Italia è maglia nera in Europa per la condizione degli istituti. Il tasso di sovraffollamento delle carceri italiane, secondo l’ultimo rapporto di Antigone, l’associazione che si batte per i diritti nelle carceri, è del 142,5 per cento, dunque ci sono oltre 140 detenuti ogni 100 posti letto, mentre la media europea è del 99,6 per cento. Rispetto a questi numeri record ci sono regioni che statisticamente stanno anche peggio: la Liguria è al 176,8 per cento, la Puglia al 176,5 per cento, il Veneto a 164,1. E ci sono casi limite, in cui il numero dei detenuti è più che doppio rispetto ai posti regolamentari, come nel carcere messinese di Mistretta (269 per cento), a Brescia (255 per cento) e Busto Arsizio (251 per cento).

In questi due istituti, come in altre del Nord la presenza di stranieri è superiore a quella degli italiani. A San Vittore (Milano) su 100 detenuti 62 sono stranieri, a Vicenza 65. Le percentuali più alte di stranieri tra i detenuti si registrano in Trentino Alto Adige (69,9 per cento), Valle d’Aosta (68,9 per cento) e Veneto (59,1 per cento). Le più basse in Basilicata (12,3 per cento), Campania (12,1 per cento) e Molise (11,8 per cento).





“Sono profondamente avvilita ma purtroppo l’odierna condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo non mi stupisce c’era da aspettarselo”. Così il ministro della Giustizia Paola Severino sulla sentenza di Strasburgo sul sovraffollamento carcerario. Per le carceri italiane, aggiunge, sono urgenti “misure strutturali”.

“In questi tredici mesi di attività – afferma il ministro in una nota – ho dato la priorità al problema carcerario: il decreto ‘salva carceri’, il primo provvedimento in materia di giustizia varato un anno fa dal consiglio dei ministri e divenuto legge nel febbraio del 2012, ha consentito di tamponare una situazione drammatica”.

“I primi risultati li stiamo constatando: i detenuti che nel novembre del 2011 erano 68.047 sono oggi scesi a 65.725 in quanto il provvedimento ha inciso sul fenomeno delle cosiddette ‘porte girevoli’, vale a dire gli ingressi in carcere per soli due-tre giorni, e sulla durata della detenzione domiciliare allungata da 12 a 18 mesi. Tuttavia – prosegue il ministro Severino – questa misura da sola non è sufficiente. Servono misure strutturali”.

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