JOVA BEACH PARTY: GEOLOGO TOZZI, “CARO JOVANOTTI, 50MILA PERSONE NON SOSTENIBILI PER UNA SPIAGGIA”

10 Agosto 2022 15:53

Chieti - Cronaca, Politica

VASTO – “Caro Jovanotti, il problema non sta nella manifestazione in sé ma negli impatti che, come si vede chiaramente nelle foto del Jova Beach Party dall’alto, sono dirompenti, semplicemente per il numero di persone che vi partecipano. Un conto sono 100 persone, un altro 50mila”.

In una lettera aperta a Jovanotti, pubblicata sul quotidiano La stampa, il noto geologo e divulgatore scientifico Mario Tozzi spiega in modo pacato perché il Jova Beach Party, il mega concerto sulle spiagge italiane, andrebbe fermato e completamente ripensato.

Una tappa che ha provocato feroci polemiche è quella in programma sulla spiaggia di Vasto (Chieti) il 19 e 20 agosto. Ieri la Commissione di Vigilanza di Pubblico Spettacolo ha approvato con parere positivo l’evento. A darne notizia, in una nota, lo staff del sindaco di Vasto, nonché presidente della Provincia di Chieti, Francesco Menna.

Spiega però Tozzi: “Un recente studio del Cnr ha stimato che dalle spiagge del Parco nazionale dell’arcipelago della Maddalena ogni bagnante che passa una giornata al mare porta via con sé, volente o nolente, dai 50 ai 100 grammi di spiaggia. Lo studio è stato elaborato per la famosa spiaggia di Budelli che veniva sistematicamente depredata delle sue sabbie rosa e che è stata chiusa all’accesso proprio perché comunque 10 bagnanti trasportavano – inconsapevoli – almeno un chilo di sabbia al giorno. Moltiplica questa cifra per le tue 10mila o 50mila persone e vedi a che montagna di sabbia si arriva, senza contare che si balla e ci si agita aggiungendo erosione ad erosione”.

E prosegue, “Le linee di costa sono quanto di più delicato esista sul pianeta e sono compromesse soprattutto in Italia. Oggi le nostre coste sabbiose sono spesso in via d’erosione. (…) In Italia circa il 40% delle spiagge è sottoposta ad un’erosione costante e l’esito di questo processo è che rischiano di andare perdute se non si interviene incisivamente. La duna è stata cancellata ormai su quasi tutte le decine di migliaia di chilometri del confine marino. (…) Solo il 29% delle coste italiane, circa 2200 ettari, è libero da insediamenti e può essere considerato un paesaggio integro. Il 60% è già stato oggetto di un’occupazione intensiva che ha portato alla cancellazione della duna e della macchia, sostituite da costruzioni a tappeto. (…) Le coste sono un patrimonio che noi diamo per scontato, ma che sta andando perduto senza che nemmeno ce ne accorgiamo. Non sembra poi una delle migliori idee passare con le ruspe prima dell’evento o imporre un mega palco di quelle dimensioni, con tutte le opere temporanee ma pesanti che richiede”.

E conclude: “non devi pensare che ci sia una pattuglia combattiva di eco-nazisti, come li hai chiamati che vuole distruggere la tua iniziativa per invidia sociale. (…) Ci sono ecologisti di lunga data come me che studiano l’ambiente da un punto di vista scientifico e che ne hanno viste abbastanza per suggerirti di rinunciare a questo progetto, e rimodularlo legandolo a vere iniziative di compensazione ambientale”.

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