KNOCKOUT GAME, DUE ARRESTI A PESCARA PER VIOLENZE PER ‘GIOCO’

18 Marzo 2017 17:40

PESCARA – “Knockout game” nelle notti della movida pescarese, la squadra Mobile arresta due giovani con l'accusa di lesioni gravissime, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale Elio Bongrazio, su richiesta del pm Barbara Del Bono.

Sono finiti ai domiciliari il ventenne Francesco Parolise, in carcere Andrea Tiberii, 27 anni, entrambi pescaresi già noti alle forze dell'ordine.

I due, identificati in base a filmati dei sistemi di videosorveglianza e a testimonianze, sarebbero autori di violente aggressioni avvenute nei giorni 11 e 19 febbraio scorsi nei pressi dei locali del centro storico adriatico.

Due i ragazzi rimasti gravemente feriti dopo essere stati raggiunti da pugni al volto.

Il Gip ha disposto i domiciliari per uno dei due arrestati coinvolto in entrambi gli episodi; per l'altro, indagato anche per minaccia aggravata dall'uso di un coltello in un solo episodio, la custodia cautelare in carcere.






“Sono state aggressioni improvvise, immotivate e condotte da più persone in maniera proditoria, con colpi sferrati all'improvviso, senza che le vittime potessero difendersi, con conseguenze gravi per i due malcapitati. Ragazzi colpiti con calci e pugni. Testimoni ci hanno poi riferito che i due aggressori, una volta conclusa l'aggressione, si erano complimentati fra loro”, ha detto in conferenza stampa il primo dirigente della squadra Mobile della Questura di Pescara, Pierfrancesco Muriana, illustrando l'operazione che ha portato all'arresto dei due giovani.

In corso l'identificazione di altri giovani del 'branco', alcuni dei quali praticherebbero boxe a livello dilettantistico.

“Abbiamo in corso da tempo servizi di carattere preventivo interforze che stiamo ripetendo spesso anche nei fine settimana – ha spiegato Muriana – vogliamo prevenire questo fenomeno criminale e garantire una tranquilla movida ai tanti giovani che affollano queste zone”.

“Rivolgiamo agli esercenti di continuare a collaborare così come fatto in passato per denunciare episodi di violenza”, ha concluso.

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