TERAMO – Sarà per la sua azione pacificante o perché l’uomo ha bisogno della sua bellezza ma l’arte, in fondo, è tutto: un impulso irrefrenabile, un modo di esprimersi, un appagamento per gli occhi e anche per l’anima di chi la pratica.
Lo sa bene Vincenzo Melchiorre Tancredi, pittore astrattista teramano, attualmente impegnato con una mostra delle sue opere alla Biennale di Venezia e che, dall’11 al 17 settembre esporrà nella caratteristica location di Palazzo D’Avalos, a Vasto.
Nato e cresciuto nella città di Teramo, dove ha scoperto e maturato la propria vocazione per i pennelli e la tavolozza, l’artista di è avvicinato all’arte da autodidatta, portandola poi in giro con costanza e con passione vera, tanto da guadagnarsi un ruolo attivo sia sul mercato locale che su quello internazionale.
“Non ho frequentato scuole artistiche – racconta ad AbruzzoWeb – ma l’amore per l’arte è venuto da sé, grazie anche allo stretto contatto che avevo con mio zio, uno scultore. Poi con il tempo ho approfondito questa mia passione, prima studiando personalalmente il colore, poi iniziando con le prime mostre sotto lo pseudonimo di Melvi Arte”.
Mostre che sono valse all’artista diversi riconoscimenti. Perché se la prima risale al 2018, a Teramo, già nel 2019 molte delle sue opere si trovavano a Palazzo Zenobio, in occasione della scorsa Biennale di Venezia. Nello stesso anno, inoltre, ha partecipato alle mostre organizzate alla Galleria Sant’Orsola di Milano e, in seguito, a Matera.
Nel 2020, inoltre, dapprima è stato scelto per esporre presso la Galleria Italia di Parma, nell’ambito dell’evento curato dallo storico e critico d’arte Giorgio Grasso e intitolato “Parma Capitale Italiana della Cultura 2020 – Esposizione Internazionale di Arte Contemporanea” e poi ha preso parte a diversi eventi, tra cui il “Babayaga” di Giulianova (Teramo), la mostra itinerante del Bonfim Club di Nervi (Genova) un’altra manifestazione estiva messa a punto, sempre al Porticciolo di Nervi, dalla locale pro loco. Nello stesso anno, tra le altre cose, è stato scelto tra alcuni artisti contemporanei per presentare una sua opera, una tela 50 x 60 cm, direttamente su Sky Arte, in occasione di una vendita di beneficenza legata alla pandemia da covid 19.
“Al momento – aggiunge -, sto esponendo nuovamente a Venezia, e non solo nell’ambito della Biennale, ma anche presso Grasso alla Venice Art Gallery, per l’iniziativa ‘L’arte a Venezia in agosto’, sempre curata dal professor Grasso”.
Quanto alle sue opere, spiega lo stesso Melchiorre Tancredi, sono tutte connotate da “una costante e fervida ricerca del colore come veicolo comunicativo ma anche come vero e proprio ricettacolo di contenuti dettati dall’ispirazione irrefrenabile di un umore”.
“Ogni tanto accade che qualcuno si ricordi che cos’è la pittura e come essa si invera con i mezzi e le modalità esecutive che gli sono propri, anche quando le invenzioni si fanno ardite e spiazzanti, colore, armonia cromatica, elaborazione materica” – dice ancora descrivendo la sua innata passione per l’arte e la pittura -. Il linguaggio si dispiega a tutto campo. Ma attenzione: non stiamo parlando di vuoto tecnicismo, di abilità manipolative del codice, di accattivanti messaggi. Entra in gioco la parte dello spettatore, la sollecitazione interattiva, il coinvolgimento emotivo”.
La sua è infatti un’arte che, sottolinea ” letteralmente si astrae dalla realtà, ignora la mimesi di classica memoria”.
“Il colore ha una sua vibrazione, un’identità ontica e un’eloquenza proprie che si inseriscono all’interno di un codice, l’alfabeto cromatico, – e può essere sia catturata nella struggente purezza della sua singolarità sia accordata ad altre e diverse note dell’universo coloristico senza disperdere il proprio ‘tono'”, conclude.






