“LA CHIAVE A STELLA” DI PRIMO LEVI NEL 39ESIMO INCONTRO DELLA RUBRICA DI MICHELE FINA

28 Dicembre 2020 13:29

L’AQUILA – “La chiave a stella” (Einaudi), romanzo di Primo Levi, è stato al centro del 39esimo incontro della rubrica in diretta Facebook “Un libro, il dialogo, la politica” curata da Michele Fina. Hanno partecipato al dialogo Elena Piastra, sindaca di Settimo Torinese, e Fabio Levi, presidente del Centro internazionale di studi “Primo Levi”, fondato dodici anni fa con l’obiettivo primario di essere mediatore fra l’autore, la sua opera e i suoi numerosi lettori, attraverso attività come l’accesso alla documentazione e quelle condotte in collaborazione con le scuole.

Il romanzo è stato scritto nel 1978, trent’anni dopo “Se questo è un uomo”, l’opera maggiormente conosciuta dello scrittore. Fina ha distinto le due fasi: “Quella era un’opera del Levi testimone, qui Primo Levi ha già deciso di trasferire la sua vita, il suo lavoro a la sua capacità di scrittura nel racconto. E’ un libro meno conosciuto, ma straordinario: un dialogo tra un operaio specializzato, Libertino Faussone, e l’intervistatore, reso in un linguaggio tra l’italiano e il dialetto”.

Piastra ha ricordato il valore affettivo del libro, come sia efficace a tratteggiare il mondo del lavoro, e la circostanza che abbia di fatto guidato una parte importante della candidatura del suo Comune a capitale italiana della cultura. Sul linguaggio la sindaca di Settimo Torinese ha detto che “segue la testa del personaggio, la sua voglia di essere incalzante, e quella dicotomia che mette assieme il lavoro e lo scrittore, nel triangolo con il lettore. Questo Levi meno noto è molto interessante dal punto di vista della ricerca linguistica”.




Fabio Levi ritiene che più passa il tempo “più ci si rende conto che anche il Primo Levi testimone era un grande scrittore. ‘Se questo è un uomo’ è il libro di un testimone scrittore, ‘La chiave a stella’ di uno scrittore testimone. Primo Levi attinge dalla propria esperienza. E’ un libro di avventure, anche se in chiave moderna, che è divertente da leggere come è evidente che Primo Levi si sia divertito a scriverlo”. Sul tema del lavoro il presidente del Centro studi rileva come “questo libro apra in moltissime direzioni, tanto che potrebbe diventare fonte di ispirazione per discussioni che riguardano il lavoro da molti punti di vista. Ha anticipato la crisi della fabbrica capitalistica e la ripresa di importanza del lavoro artigiano, e può aiutare a capire il mondo di oggi pur essendo stato scritto più di 40 anni fa. Fa comprendere l’evoluzione del lavoro da una generazione all’altra”.

Uno dei temi che rendono Primo Levi un autore particolarmente attuale, ha detto Fina, è che “è stato un grande scrittore capace di far dialogare scienza e letteratura, un rapporto difficile, come quello tra scienza e politica: oggi il tema, al principio della campagna di vaccinazione, è particolarmente sentito. C’è bisogno di ricostruire un rapporto più solido tra decisioni e comunità scientifica altrimenti si rischia di attuare solo strategie di adattamento”. Per Elena Piastra “occorre lavorare sul tema della responsabilità collettiva e potrebbe essere necessario oggi rendere il vaccino obbligatorio almeno per alcune categorie”.

Il dialogo è disponibile qui: https://www.facebook.com/michelefina78/videos/216974086666335/?vh=e&extid=0&d=n

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