LA CONDIZIONE DEI MINORI, UNA “LOTTERIA GEOGRAFICA”. IN ABRUZZO PIU’ POVERTA’ E MENO SERVIZI

FOCUS SUL RAPPORTO 2021 DEL GRUPPO DI LAVORO PER LA CONVENZIONE SUI DIRITTI DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA. COORDINATRICE SAULINI, “IN ITALIA PERMANGONO ANCORA NUMEROSE E PROFONDE DISEGUAGLIANZE REGIONALI

di Filippo Tronca

6 Dicembre 2021 08:17

Pescara: Abruzzo

L’AQUILA – Sono quasi dieci milioni i minori in Italia, che rappresentano il futuro del Paese, dove però l’attuazione dei loro diritti è condizionata dalle diseguaglianze sociali, economiche e culturali che caratterizzano i vari territori, in una “vera e propria lotteria geografica”.

E in Abruzzo, dove i minori  sono 190.317, il 14,8% della popolazione totale della regione, contro una media nazionale del 15,7%, il quadro è in chiaro scuro.

In particolare la povertà relativa è del 26,5%, superiore di 6,1 punti rispetto alla media nazionale, i servizi socioeducativi per la prima infanzia è del 52,5%, inferiore di 7,6 punti. come pure sopra le medie è l’obesità. In compenso altri parametri sono positivi, come ad ad esempio bassa è la percentuale di coloro che hanno conseguito la sola licenza media e non sono inseriti in un programma di formazione (Early School Leaver) l’’8%, rispetto alla media italiana del 13,1%.

E’ quanto emerge dal rapporto aggiornato a novembre dal Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Gruppo Crc), composto da 100 soggetti del terzo tettore che da oltre vent’anni si occupano attivamente della promozione e tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ed è coordinato da Save the Children Italia.

Commenta Arianna Saulini, di Save the Children, coordinatrice del Gruppo Crc: “In Italia permangono ancora numerose e profonde diseguaglianze regionali nell’accesso e nella qualità dei servizi di salute, dei servizi educativi, e nell’incidenza della povertà, che di fatto significa che le persone di minore età hanno differenti opportunità e diritti a seconda di dove nascano e crescono. Si tratta di forte discriminazione su base regionale, che ha un forte impatto sulla vita dei bambini, e che rende indispensabile avviare una programmazione strategica in grado di investire con efficacia sull’infanzia e adolescenza. Con questo lavoro le associazioni del Gruppo Crc  intendono contribuire e stimolare un processo che porti ad una maggiore conoscenza e consapevolezza della condizioni dell’infanzia nei singoli territori, e conseguentemente superare le disparità che si fanno sempre più acute”.

Tasso di natalità

Tutte le regioni hanno un tasso di natalità in diminuzione, ed in particolare hanno un tasso sotto la media nazionale (6,8 per mille abitanti): la Sardegna con 5,1, seguita da Molise e Liguria con 5,7; la Provincia di Bolzano con un tasso di 9,6 ha invece il tasso più elevato in Italia.

In Abruzzo il tasso di natalità (per mille abitanti) è di 6,4, inferiore dello 0,4 alla media nazionale. La speranza di vita alla nascita è di 82,4 anni (leggermente superiore alla media
nazionale di 82 anni). Le famiglie con 5 o più componenti sono 4,9 su 100, rispetto alla media italiana di 5,2, mentre i nuclei monogenitoriali sono il 17,9% (0,4 superiore alla media italiana).

La popolazione minorile rappresenta il 15,7% della popolazione totale, con la provincia di Bolzano (18,8) e la Campania (17,4) che sono le regioni con una percentuale di minorenni maggiori (ma solo altre tre superano la media nazionale Calabria (15,9%), Sicilia (16,5%), e Trento (17%). All’opposto Liguria (13,4%) e Sardegna (13,3%).

In Abruzzo i minori sono 190.317, il 14,8% della popolazione totale della regione, contro una media nazionale del 15,7%.

Povertà materiale ed educativa

Oltre ai dati sulla povertà economica, il rapporto utilizza nuovi indicatori “che consentono una visione più completa del fenomeno della povertà minorile, che è multidimensionale e non può non tenere in considerazione anche la povertà educativa”.

In Abruzzo la percentuale di persone di minore età in povertà relativa è del 26,5%, superiore di 6,1 punti rispetto alla media nazionale e con un trend in aumento rispetto al precedente Rapporto. La percentuale di minori che vive in abitazioni prive di alcuni servizi e con problemi strutturali è del 25%, superiore di 12,2 punti rispetto alla media nazionale.

I bambini e i ragazzi di 6-17 anni che nel tempo libero hanno l’abitudine alla lettura di libri sono il 48,1%, quota inferiore di 3,8 punti rispetto alla media nazionale. La percentuale di bambini e ragazzi di 3-17 anni che, nel tempo libero, praticano sport in modo continuo o saltuario è del 60,1%, superiore di 0,3 rispetto alla media nazionale e con una tendenza in aumento rispetto al precedente Rapporto del 2018. In relazione alla povertà educativa digitale, la percentuale di minori tra 6 e 17 anni che non utilizzano Internet è del 16,8%, superiore di 1,1 rispetto alla media nazionale.

Infine, la percentuale dei minori che non consuma un pasto proteico al giorno è dello 0,7%, inferiore di 2,1 rispetto alla media nazionale

In Italia l’abitudine alla lettura segna significative differenze regionali (-16 punti in Calabria e + 13,9 in Emilia Romagna). La percentuale di ragazzi/e che nel tempo libero praticano sport è 59,8%, ma anche in questo caso con marcate differenze regionali (-18,4 punti in Campania e + 14,4 a Bolzano).

Infine rispetto alla povertà educativa digitale la percentuale di famiglie che dispongono di internet da casa varia dal 67,7% della Calabria all’85,2% della Provincia di Bolzano, mentre i ragazzi/e più disconnessi, cioè che non utilizzano Internet, vivono in Campania (22,3%) e Puglia (19%).

Minori “fuori famiglia”

In Abruzzo il tasso di affidamenti familiari (al netto dei MSNA) è di 0,6 ogni mille residenti (media italiana 1,5). I bambini e gli adolescenti stranieri in affidamento familiare sono il 44,2%, superiore di 25,3 punti rispetto alla media italiana.

Il tasso per mille residenti di 0-17 anni (al netto dei MSNA) nei servizi residenziali per persone di minore età è di 1,7 (media nazionale 1,3), in aumento rispetto al precedente Rapporto.

La percentuale di bambini e adolescenti stranieri presenti nei servizi residenziali è 62,3% (media nazionale 54,9%), mentre la percentuale di bambini e adolescenti accolti nei servizi residenziali con disabilità certificata è del 4,7% (inferiore di 0,3 rispetto alla media italiana).

In relazione alle adozioni, le dichiarazioni di adottabilità di minori per adozione nazionale sono 35 (1.237 il totale nazionale), di cui 4 da genitori ignoti. Il numero di minorenni per i quali è stata rilasciata l’autorizzazione all’ingresso in Italia secondo la regione di residenza dei genitori adottivi è di 21 (il totale nazionale è di 1.205).

Rispetto al tema relativo alle persone di minore età con un genitore detenuto, la percentuale di colloqui con minori sul totale dei colloqui è di 23,8%, mentre il numero di istituti penitenziari in cui è presente una ludoteca è di 5 su 8.

Educazione, gioco e attività culturali

I dati su educazione in Abruzzo indicano che la percentuale dei comuni coperti da servizi socioeducativi per la prima infanzia è del 52,5%, inferiore di 7,6 punti rispetto alla media nazionale. Il numero di posti nei servizi socioeducativi per la prima infanzia per 100 bambini di 0-2 anni è di 23,9 (media italiana 26,9). Tra i bambini iscritti alla scuola dell’infanzia, l’87,1% è iscritto alla scuola pubblica e il 12,8% alla scuola privata.

Gli anticipatari sono il 5,7%, superiori di 1,54 rispetto alla media nazionale.

La percentuale di alunni della scuola primaria che usufruiscono del servizio mensa è del 31,4%, inferiore di 24,8 rispetto alla media nazionale. Nelle scuole statali sono presenti 6.691 alunni con disabilità, mentre la percentuale di alunni con cittadinanza non italiana presenti sul totale degli ordini è del 7,5%.

La percentuale di persone di 18-24 anni che hanno conseguito la sola licenza media e non sono inseriti in un programma di formazione (Early School Leaver) è dell’8% (Italia 13,1%) mentre la percentuale di persone di 15-29 anni che non lavorano e non studiano (Neet) è del 20,7%, (media nazionale 23,3%). Infine, la percentuale di edifici in cui è presente il certificato di agibilità è del 26,9%, inferiore di 12,1 punti rispetto alla media italiana.

Nel rapporto si riferisce, a livello nazionale, che il numero di posti nei servizi educativi per la prima infanzia per 100 bambini di 0-2 anni è in aumento  (26,9 mentre era di 22,8 nella precedente edizione), e praticamente in tutte le regioni. Tuttavia permangono forti differenze regionali che vanno dal 43 dell’Umbria, al 10,4 della Campania e 10,9 della Calabria.

Rispetto alla scuola dell’infanzia, se rassicura il dato nazionale del 96% di bambini di 4-5 anni che frequentano la scuola dell’infanzia o il primo anno di scuola primaria, fanno riflettere le forti differenze regionali rispetto agli iscritti alle sezioni antimeridiane, che rappresentano il 10,53% a livello nazionale ma con divari che vanno dal 0,56% in Friuli e 1,30% in Lombardia, al 43,41% in Sicilia, 21,84% in Puglia,17,36% del Lazio.

Anche il dato relativo alla percentuale di classi della scuola primaria (statali) senza tempo pieno, il 70,47% a livello nazionale, mette in evidenza la forti differenze regionali: Abruzzo, Campania, Molise, Puglia e Sicilia sono di oltre 10 punti sopra la media.

Salute e servizi di base

Permane la presenza di numerose e profonde diseguaglianze regionali anche nell’accesso e nella qualità dei servizi di salute: la mortalità infantile (2,88 a livello nazionale in lieve aumento rispetto alla precedente edizione pari a 2,8, ma con tassi elevati e superiori al 3,8 in Calabria, Campania, Sicilia e Basilicata all’opposto le Marche con 1,67); obesità e sovrappeso (la percentuale di bambini obesi e gravemente obesi è in aumento a livello nazionale passando da 9,3 a 9,4, in particolare in alcune regioni del Sud, come Puglia, Calabria e Campania dove supera il 15%); numero di parti cesarei (per i quali si conferma una media nazionale elevata del 31,7%, anche se in calo rispetto alla precedente edizione, e con notevoli differenze regionali che raggiungono il 50,3% in Campania, 39,9% in Sicilia e 39,2 in Puglia, 38% in Calabria).

Venendo all’Abruzzo: considerando l’area salute e servizi, il numero medio di residenti per sede consultoriale è di 27.873 (media italiana 32.325). Sono presenti 9 punti nascita, di cui l’11,1% con meno di 500 parti l’anno (inferiore di 12,9 rispetto alla media nazionale) e con una tendenza in diminuzione rispetto ai dati riportati nel precedente Rapporto.

I bambini residenti per medico pediatra sono 884,4 (Italia 966,7), con tendenza in diminuzione rispetto al precedente Rapporto.

Rispetto alle coperture vaccinali: la copertura per il morbillo a 36 mesi è del 90,8% inferiore di 4,4 rispetto alla media nazionale, ma con una tendenza in aumento rispetto al precedente Rapporto.

La percentuale di bambini obesi e gravemente obesi è dell’11,6%, superiore del 2,20 rispetto alla media nazionale e con una tendenza in aumento rispetto al precedente Rapporto.

Il tasso di mortalità infantile è del 3,02‰ (media nazionale 2,88‰).

Passando all’ambiente, e specificatamente alla qualità dell’aria urbana, il livello di esposizione della popolazione urbana all’inquinamento atmosferico da particolato PM 2,5 superiore a 10 mcg/m3 è di 77,8%, inferiore di 4,1 rispetto al dato nazionale 81,9%.

Infine, la disponibilità di verde urbano è di 27, inferiore del 6,8 rispetto alla media nazionale del 33,8.

La protezione dei minori

In merito al tema della protezione, i minori stranieri non accompagnati presenti e censiti in Abruzzo sono 124 (Italia 7.802), tendenza in aumento rispetto al precedente Rapporto. Con riferimento alle persone di minore età in stato di detenzione o misure alternative, nei Servizi residenziali sono presenti 17 minorenni, l’1,30% rispetto al totale nazionale di 1.310, con tendenza in diminuzione rispetto al precedente Rapporto.

Infine, considerando i minori vittime di abusi, i reati per maltrattamento contro familiari e conviventi segnalati sono 487, il 2,2% del totale nazionale.

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