LA GRANDE FUGA DAL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE: CENTOMILA MEDICI IN MENO NEI PROSSIMI 5 ANNI

6 Dicembre 2022 18:53

Italia - Cronaca

ROMA – “Invisibili”: sono i medici del Servizio sanitario nazionale (Ssn), le cui condizioni di lavoro continuano a peggiorare tanto che nei prossimi 5 anni altri 100mila sono pronti alla ‘fuga’, tra dimissioni e pensionamenti.

La stima è della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), che oggi lancia la nuova campagna ‘Invisibili’, in affissione e con uno spot sui social media e proiettato nelle sale cinematografiche, per denunciare l'”indifferenza” dei decisori politici rispetto ai problemi del Ssn.

Una situazione cui il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intende porre rimedio: “Punto alla rivalutazione del trattamento economico di tutto il personale sanitario, per rendere più attrattivo il Sistema sanitario nazionale”, ha detto in Commissione Sanità al Senato illustrando le linee programmatiche del dicastero.

L’obiettivo, ha sottolineato, è anche anticipare la decorrenza al 2023 per l’erogazione degli aumenti previsti per il personale dei Pronto soccorso, per uno stanziamento complessivo di 200 milioni.





Attualmente, ha quindi avvertito, “l’uso distorto della esternalizzazione del personale comporta gravi criticità in termini di sicurezza delle cure perchè non sempre offre garanzia sulla professionalità”.

La criticità attuale, però, resta. Da qui la denuncia della Fnomceo, che nello spot presentato oggi mostra un medico bardato con tuta e dispositivi di protezione anti-Covid, che lentamente si spoglia e diventa invisibile. Nessuno, denuncia la Fnomceo, sembra volersi accorgere dei problemi del Ssn: fondi tagliati, strutture antiquate, carenze di personale che costringono i medici a fare milioni di ore di straordinario. Conseguenza di ciò, è la ‘grande fuga’ di camici bianchi dal Ssn.

Tra il 2010 e il 2020, in Italia sono stati chiusi 111 ospedali e 113 Pronto soccorso e tagliati 37 mila posti letto. Nelle strutture ospedaliere mancano oltre 29mila sanitari. La stima è che già oggi, tra ospedale e territorio, manchino più di 20mila medici: 4500 nei pronto soccorso, 10mila nei reparti ospedalieri, 6000 medici di medicina generale.

La situazione potrebbe peggiorare nei prossimi cinque anni, quando andranno in pensione 41.000 tra medici di famiglia e dirigenti medici, che diventano 50mila se consideriamo tutti i medici del Ssn. A questo si aggiunge il fenomeno della fuga dagli ospedali: dal 2019 al 2021 hanno abbandonato l’ospedale circa 8.000 camici bianchi per dimissioni volontarie.





Situazione analoga per i medici di famiglia, che dal 2016 al 2021 sono passati da 44.436 a 40.769 e molti pazienti ne sono rimasti privi.

A questo si aggiungono gli stipendi non adeguati: siamo il terzultimo Paese in Europa sul fronte delle remunerazioni dei medici, davanti solo a Portogallo e Grecia.

“La scarsa attrattività del Ssn – spiega il presidente Fnomceo Filippo Anelli – potrebbe avere conseguenze drammatiche. In questi anni il Fondo sanitario nazionale è cresciuto di 14 miliardi e altri 15 sono stati previsti dal Pnrr. Ma neanche un euro è stato destinato ai professionisti, che sono la spina dorsale del servizio sanitario”.

Un chiaro appello alla politica affinché riporti la Sanità pubblica al centro dell’agenda.

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