VIDEO DIRETTE: PROVVIDENZIALE TEMPORALE DOPO ALTRA GIORNATA CAMPALE SU FRONTE CALDO QUARTIERE PETTINO; 4 CANADAIR, 3 ELICOTTERI E 180 UOMINI IN AZIONE; FERITO UN VOLONTARIO

LA GUERRA DELL’AQUILA CONTRO LE FIAMME, ARRIVA LA PIOGGIA A SCONFIGGERE INCENDIO

Autore dell'articolo: Filippo Tronca

4 Agosto 2020 17:55

L'AQUILA – E' arrivata la tanto attesa pioggia a dare un po' di sollievo all'Aquila dopo giornate di fuoco e di allerta massima a causa degli incendi dolosi che hanno divorato centinaia di ettari di pinete, con il fumo che ha invaso ovunque il capoluogo.

Un temporale preceduto da un beneaugurante arcobaleno, accolto come manna dal cielo, atteso con trepidazione, al termine di un'altra giornata campale segnata dall'assordante rombo di elicotteri e Canadair che hanno sorvolato i cieli della città e incessantemente hanno gettato acqua sopra le fiamme che divampavano, incenerendo come fiammiferi un pino dopo l'altro, arrivando a minacciare, a poche centinaia di metri, il quartiere di Pettino, il fronte più drammatico. 

Con i pinnacoli di fumo, che di tanto in tanto riprendevano vigore, alimentati dal sottobosco resinoso mai oggetto di manutenzione e cura, con il favore del vento, verso nord-est, all’altezza della frazione di Cansatessa, dove i focolai sembavano essere stati spenti. 

Con il fumo che scendeva a valle con il suo odore acre, e che fa lacrimare gli occhi, ambasciatore di funesti presagi. 

Ora il temporale, si spera, ha messo la parola fine all'incubo, dopo che L'Aquila e gli aquilani hanno vissuto un altro giorno di guerra, perché di questo si tratta: il sesto, dopo che un incendio di origini quasi certamente di matrice dolosa è divampato il 30 luglio nell’alta valle dell’Aterno, nei pressi della frazione di Arischia, in località Fosso delle Pescine, e sabato, e anche in questo caso l’ipotesi è la mano assassina di un piromane, a Monte Cozza, zona frazione di Cansatessa e Pettino, a ridosso del capoluogo. 

“Se continua a piovere per almeno un'ora l'acqua arriverà nel sottobosco e gli incendi saranno domati”, ha spiegato il dirigente della Protezione Civile Regionale, Silvio Liberatore.

Intorno alle 20 non si vedevano più sbuffi di fumo, ma la precipitazione, pioggia e grandine, deve avere tempo di penetrare nella vegetazione, dove covano i focolai.

La Protezione Civile in ogni caso non si ferma e monitorerà comunque il fronte dell'incendio per tutta la notte. 

La tanto attesa pioggia sta causando anche disagi stradali, con tombini saltati e strade allagate proprio a Pettino. 

A seguire la cronaca della giornata, di cui Abruzzoweb ha dato contezza con numerose dirette.

Le operazioni di spegnimento sono riprese alla prime ore del mattino, Quasi tutti gli sforzi sono concentrati sul fronte di Monte Pettino per evitare che le fiamme raggiungano le abitazioni a valle.

Le linee tagliafuoco realizzate sulla cresta del monte hanno tenuto ma non si è potuto evitare che le forti raffiche di vento spingessero l’incendio verso est, in direzione di Monte Cascio, e da lì alla pineta di San Giuliano, luogo “sacro” per le passeggiate domenicali degli aquilani.  

Al lavoro 50 volontari della protezione civile con 20 mezzi, 80 vigili del fuoco con 25 mezzi, 50 militari del 9°Reggimento Alpini con 10 mezzi, 4 Canadair, 1 elicottero della protezione civile e 2 elicotteri Erickson.

La notte è trascorsa con la preoccupazione e la paura che hanno indotto molte persone a riversarsi nelle strade di Pettino, anche se le fiamme non hanno sfondato le linee tagliafuoco.

E anche oggi pomeriggio la preoccupazione è alta.

Molti residenti erano pronti a fare le valige, in virtù dell’ordinanza del sindaco Pierluigi Biondi che ha già predisposto il piano di emergenza per un’eventuale evacuazione.

C’è chi guardava il cielo sperando che arrivassero nuvole cariche di pioggia, come il signor Stefano Mummolo, che ha commentato: “La presenza di vigili del Fuoco, anche di notte, ci danno sicurezza, quando il vento gira però l'aria è irrespirabile, senza l'acqua dal cielo la vedo dura”, e chiosa con amara ironia, “certo è che dopo il covid, in questo 2020 non ci stiamo facendo mancare nulla…”

In via Francia c’è poi il signor Salvino Corti, pensionato: la sua casa è a ridosso della pineta, e oggi ha deciso di chiamare una ditta di Montereale per abbattere i pini dentro la sua proprietà e a sue spese.

“Sono stato costretto a farlo per precauzione, e con in cuore infranto. Se dovessero prendere fuoco e cadere, le fiamme rischierebbero di aggredire anche la casa, non vedo alternative”. E si sfoga, “c'è tanto caldo, ma dobbiamo stare da giorni con le finestre chiuse, speriamo che tutto finisca per il meglio”.

A lanciare un messaggio di argomentato ottimismo è stato però il dirigente della Protezione civile regionale Liberatore, che ha seguito le operazioni di spegnimento dal quartier generale dei vigili del fuoco nei pressi dell'ospedale dietro il palazzo dell'Inail. “In situazioni del genere – spiega Liberatore – la certezza non è mai assoluta ma posso assicurare che allo stato attuale non c'è pericolo per le abitazioni e le persone del quartiere di Pettino e di Cansatessa”.

Ha spiegato infatti Liberatore: “il fuoco all’altezza di Pettino ha svalicato la montagna ma ora le fiamme si concentrano in due avvallamenti, che fanno per così dire da braciere, oltre la vegetazione si dirada e la situazione è sotto controllo. Tra il fronte del fuoco a Pettino e comunque lungo tutta la costa della montagna, sono in azione a terra 200 persone che soffocano manualmente, con pale e flabelli i focolai che una volta spenti purtroppo 'viaggiano' nel sottobosco e riemergono in altri punti. È un’operazione complessa e che deve essere costante”.

Anche Liberatore confidava in un aiuto dal cielo: “per fortuna in queste ore le temperature si stanno abbassando e speriamo che a breve arrivino anche i temporali che ci consentirebbero di mettere definitivamente in sicurezza la situazione”.

Nel centro operativo ha seguito le operazioni anche il vice presidente della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente.





“Questa è l'ennesima ferita alla nostra città – ha commentato amareggiato – ma anche una prova che stiamo superando. Il dispiegamento di forze è imponente e sta dando il massimo: stanno volando in queste ore fino a 12 mezzi aerei, ed è una cosa non scontata”.

Sull'origine dolosa dell'incendio sia di quello di Pettino, ma con una certezza ancora maggiore di quello che 6 giorni fa è divampato all'altezza della frazione di Arischia, ora per fortuna sotto controllo, Imprudente ha affermato: “Difficile capire chi può avere avuto interesse ha provocare questo disastro, ci sono molti ipotesi e su queste sta indagando chi di dovere. Una cosa è certa: non credo nella autocombustione, il responsabile di questo vile gesto va assicurato alla giustizia il prima possibile una persona pericolosa confido molto nell’esito positivo delle indagini”.

A tal proposito ha detto Sonia Placidi. tenente colonnello dei Carabinieri Forestali, intervistata da Abruzzoweb proprio sul fronte del fuoco di via Francia.

“Le nostre indagini sono in pieno corso, ovviamente non posso dire altro, il riserbo assoluto. quello che posso dire è che l'ipotesi è quella dell'incendio di origine dolosa”.

Ha ricordato poi Sonia Placidi: “l'incendio è partito dentro l'area protetta nel Parco nazionale del Gran Sasso Monti della Laga: le indagini infatti sono per incendio boschivo e disastro ambientale, avendo interessato una zona di protezione speciale, mandando in fumo 400 ettari circa di vegetazione di pregio e protetta”.

Il sindaco Biondi per molte ore ha seguito le operazioni in via Francia, sul fronte caldo. Il primo cittadino è stato investito dalle polemiche per una sua ordinanza, che vieta di partecipare alle operazioni i volontari non inquadrati nelle squadre di protezione civile.

E a tal proposito ha rivelato: “una persona che si è addentrata con il nobile intento di dare una mano è rimasta oggi ustionata, spero non gravemente. Sono proprio questi gli episodi che ho cercato di scongiurare con l'ordinanza di divieto di accesso ai singoli gruppi che non sono specializzati. Il ragazzo è stato soccorso dai medici degli alpini, distogliendo così il personale impegnato a spegnere incendio”.

Va però detto che anche oggi si è registrata una grande e generosa mobilitazione di giovani aquilani che hanno dato una mano senza intralciare le operazioni di Vigili del fuoco e Protezione civile.

LE DIRETTE DI ABRUZZOWEB

NEL CENTRO OPERATIVO VIGILI DEL FUOCO

A PETTINO: RESIDENTE, ''NEL 2020 NON CI SIAMO FATTI MANCARE NULLA''

 A PETTINO: INTERVISTA A SINDACO BIONDI

A PETTINO: INTERVISTA A DI BENEDETTO E SERPETTI

CANADAIR IN AZIONE

A PETTINO: INTERVISTA A TENENTE COLONNELLO CARABINIERI FORESTALI SONIA PLACIDI 

A PETTINO: RESIDENTE, ''COSTRETTO A TAGLIARE PINI NEL MIO GIARDINO''

 

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