LA LAZIO RICORDA TRAGEDIA DI RIGOPIANO: LA PICCOLA GAIA IN CAMPO CON I GIOCATORI

17 Gennaio 2020 13:05

FARINDOLA – Sarà un anniversario diverso, quest’anno, per Giampaolo Matrone e per la figlioletta Gaia, di otto anni. E non perché la sofferenza sia venuta meno, quella resterà per sempre, così come la delusione per una giustizia ancora lontana. Ma perché bisogna guardare avanti, anche e soprattutto per i bambini, e perché non si poteva rifiutare la “sorpresa” che ha voluto regalare la società della quale sono tifosissimi: la Lazio.

Domani, sabato, la catastrofe di Rigopiano, la più grave tragedia successa in Italia sulla neve, il 18 gennaio 2017 (le vittime del resort abruzzese travolto dalla valanga furono 29), sarà ricordata in modo forte e toccante anche durante la partita di calcio in programma all’Olimpico alle ore 15 tra gli uomini di Simone Inzaghi e la Sampdoria: la curva nord esporrà uno striscione, per essere ancora più vicina a Giampaolo, che sotto quell’hotel ha perso la moglie Valentina ed è uscito miracolosamente vivo ma con gravi postumi invalidanti dopo 62 lunghe e interminabili ore.

E il club ha invitato Gaia a “scendere in campo” assieme ai giocatori prima del fischio d’inizio: per la piccola, rimasta orfana della mamma, sarà una grande emozione al cospetto di decine di migliaia di spettatori, per non parlare delle centinaia di migliaia davanti alla Tv.

“Sabato io e Gaia trascorreremo una giornata diversa dalle altre volte, con il sorriso sulle labbra” spiega il pasticciere di Monterotondo, che ringrazia di cuore la “sua” SS Lazio per l’invito e tutti i tifosi.





“Non ci serve il 18 gennaio per avere giornate tristi, ne abbiamo già tante”, prosegue il superstite simbolo della tragedia, che è assistito da Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, unitamente all'avvocato Andrea Piccoli, del Foro di Treviso, i quali si stanno battendo con ogni mezzo perché si faccia piena luce su tutte le responsabilità per i ritardi nei soccorsi, le omissioni e i depistaggi di una “catastrofe di Stato” e per risarcire Giampaolo, che peraltro a causa delle lesioni riportate non può più continuare il suo lavoro, la figlia e gli altri familiari di Valentina Cicioni.

“Come il dolore, rimane anche l’amarezza per le risposte che non arrivano: noi familiari delle vittime continuiamo ad organizzare commemorazioni, ad avere momenti brutti, bui e difficili, ma all’orizzonte, dopo tre anni, non s’intravvede uno spiraglio di giustizia” prosegue Matrone, alludendo a un processo che in tribunale a Pescara procede molto a rilento.

“Fermo restando tutto questo, però, da qualche tempo ho cercato di invertire la rotta, di portare avanti il nostro dolore in modo “positivo”, facendo per quello che è possibile ciò che ci fa stare bene – conclude Giampaolo Matrone -: bisogna andare avanti e dobbiamo farlo soprattutto per i bambini. Io sono abbonato, vado regolarmente a vedere allo stadio le partite della Lazio e porto spesso Gaia con me. Ma quella di sabato sarà un’esperienza speciale”.

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