“LA MATEMATICA E’ POLITICA”: IL LIBRO DI CHIARA VALERIO NELLA RUBRICA DI MICHELE FINA

21 Dicembre 2020 13:54

L’AQUILA – L’importanza del linguaggio e i possibili contributi della scienza e della tecnica per la costruzione di uno sguardo più consapevole in una fase storica particolarmente delicata. Sono tra i temi affrontati nel corso del 38esimo incontro “Un libro, il dialogo, la politica”, la rubrica in diretta Facebook curata da Michela Fina. Ospite la scrittrice Chiara Valerio, il libro commentato il suo “La matematica è politica” (Einaudi).

In apertura ricordato Pietro Greco, scomparso improvvisamente nei giorni scorsi, due volte nei mesi scorsi ospite della rubrica. Per Fina “una perdita inaspettata, improvvisa, dolorosa. Gli devo molto. I suoi cinque libri sulla scienza e l’Europa, tra le tante cose a cui ha lavorato, hanno chiamato la politica a una maggiore consapevolezza”. Chiara Valerio lo ricorda anche “come lettore, sapeva immaginare. Ha dato tantissimo alla comunicazione scientifica”.

Sul libro di cui si è discusso oggi Fina si è chiesto se la fase pandemica non abbia stimolato di per sé un “rispolvero” della matematica e se, citando Harari, essa non costituisca il vero linguaggio universale.




Per l’autrice “Harari è nel solco tracciato da Galileo, la matematica riesce a mettere assieme concetti del mondo fisico e simbolico”. La visione di Chiara Valerio è quella di “comunità che si strutturano attraverso sistemi di regole, e anche quando questi portano a sistemi di potere la democrazia è l’unica che consente ai cittadini di cambiarli. Sono le regole che fanno la comunità, e sono esattamente il contrario dell’autorità: a esse si partecipa. La matematica per quell’insieme di regole è un esercizio”. La matematica innesca il relativismo ma, avverte Valerio, “esso ci dice che ci sono tutti i punti di vista, non che hanno il medesimo valore”.

Fina ritiene che il libro di Valerio sia molto utile “per registrare meglio il rapporto tra politica e scienza, maturare un rapporto più consapevole. Altrimenti o ci si fida dell’esperto, oppure si tende a valutare tutte le opinioni come valide”.

Per l’autrice “occorre riportare la cultura scientifica nelle scuole, deve diventare il corredo dei cittadini e di chi va al governo. La scienza consente di capire se una persona mente, è un linguaggio che permette di controllare ed essere controllato”.

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