LABORATORI GRAN SASSO, CONTROLLO EMERGENZE E ANTINCENDIO: “LAVORATORI E SERVIZIO A RISCHIO”

11 Maggio 2021 15:54

Regione: Cronaca

L’AQUILA – “Dalla mezzanotte di ieri, 15 lavoratori rischiano di essere 15 nuovi disoccupati, nonostante l’egregio servizio che hanno prestato per la nostra comunità per oltre 20 anni. A mezzanotte, un sito come i Laboratori Nazionali di Fisica Nucleare sarà privato della competenza, della professionalità e dell’affidabilità di 15 lavoratori”.

A denunciare la situazione Luigi Antonetti e Andrea Frasca, della Filcams Cgil L’Aquila,  nel corso del presidio di protesta, questa mattina, nel laboratorio nazionale del Gran Sasso.

“A mezzanotte – spiegano – è scaduto l’appalto per il servizio di controllo, delle situazioni emergenziali, del servizio antincendio e del servizio di controllo continuativo degli impianti tecnologici presso i Laboratori nazionali del Gran Sasso”.

“I lavoratori addetti operano in regime di appalto da oltre 23 anni. Prestano servizio in uno dei luoghi più inaccessibili, delicati e sorvegliati del mondo. Tant’è che il luogo sottostà alle previsioni della Direttiva ‘Seveso III’ sul controllo del pericolo degli incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose. Ebbene, ad oggi ai lavoratori sono state proposte delle condizioni retributive e contrattuali assolutamente inaccettabili, in violazione della clausola di salvaguardia occupazionale, in violazione del codice degli appalti e in violazione del capitolato d’appalto. Addirittura leggiamo proposte relative a voci di retribuzione al di fuori del montante contributivo e fiscale”.

“A lavoratori con una indiscussa professionalità ed esperienza acquisita in anni di duro lavoro nel sottosuolo, vengono proposte retribuzioni da fame e condizioni capestro, con l’aggravante di essere un appalto di un committente pubblico, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Dalla mezzanotte di ieri non sappiamo chi sta gestendo il servizio, non avendo accolto delle semplici richieste sindacali: applicazione del CCNL di settore, un giusto inquadramento contrattuale e le giuste retribuzioni che riconoscano le mansioni e le professionalità dei lavoratori”, concludono.

Sulla questione è intervenuta anche la deputata dem Stefania Pezzopane: “Chi si occupa da stanotte della sicurezza ai Laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso? La domanda è legittima, perché a mezzanotte di ieri è scaduto l’appalto per il servizio di controllo, delle situazioni emergenziali, del servizio antincendio e del servizio di controllo continuativo degli impianti tecnologici. Agli addetti, i quali lavorano in regime di appalto da oltre 23 anni, prestando servizio in uno dei luoghi più inaccessibili, delicati e sorvegliati del mondo, sottostando alle stringenti previsioni della Direttiva ‘Seveso III’ sul controllo del pericolo degli incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose, sono state proposte delle condizioni retributive e contrattuali assolutamente inaccettabili. Condizioni in violazione della clausola di salvaguardia occupazionale, in violazione del codice degli appalti e in violazione del capitolato d’appalto”.

“Mi riferiscono di proposte relative a livelli di retribuzione – prosegue l’esponente dem – al di fuori del montante contributivo e fiscale. Lavoratori con una indiscussa professionalità ed esperienza acquisita in anni di duro lavoro nel sottosuolo, a cui vengono proposte retribuzioni bassissime e condizioni capestro, con l’aggravante di essere un appalto di un committente pubblico, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Dalla mezzanotte di ieri, 15 lavoratori rischiano di essere 15 nuovi disoccupati, nonostante l’egregio servizio che hanno prestato per oltre 20 anni”.

“Ma come si può sopportare che la ditta subentrante applichi la clausola sociale in maniera così distorta ai danni dei lavoratori? Ma ci rendiamo conto di cosa parliamo? Laddove esiste un polo di ricerca di eccellenza mondiale, con laboratori dove la sicurezza è fondamentale, c’è chi si esercita nell’opera di strozzinaggio sui lavoratori. Questo è un fatto estremamente grave, di una gravità inaudita. Non esiterò un solo istante a portare la questione sul tavolo della Prefettura dell’Aquila e del ministero del Lavoro. Esprimo tutta la mia solidarietà ai lavoratori. Ho parlato con loro, e ho assicurato il mio impegno su questa battaglia per la dignità salariale e per la sicurezza”, conclude Pezzopane.

Il consigliere regionale di centrosinistra, Americo Di Benedetto, esprime: “la mia piena solidarietà va ai 15 lavoratori che, pur in possesso di un’ineccepibile professionalità ed un’esperienza maturata da oltre 23 anni, vengono umiliati dalla nuova Società aggiudicataria della commessa con delle proposte contrattuali e di retribuzione inammissibili, quasi provocatorie, in palese inosservanza di qualsivoglia clausola di salvaguardia occupazionale e persino al di fuori del montante contributivo e fiscale, ritenendo gli emolumenti omnicomprensivi sia degli assegni al nucleo familiare che del bonus derivante dal taglio del cuneo fiscale”.

“Questi lavoratori meritano rispetto: da sempre prestano il loro servizio con grande dedizione e in luoghi delicati, garantendo la difesa della salute di chi opera all’interno dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Mi unisco, quindi, alle richieste delle rappresentanze sindacali affinché ci sia un corretto inquadramento contrattuale nel rispetto delle leggi ed una adeguata retribuzione che tenga realmente conto non solo delle competenze acquisite in tanti anni di lavoro ma anche e soprattutto della loro dignità personale”, conclude Di Benedetto.

 

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