L’ABRUZZO CELEBRA PEPPINO PRISCO, AVVOCATO E SPORTIVO, UN PREMIO ALLA SUA MEMORIA

di Alessandro Germano

10 Dicembre 2021 11:47

Pescara - Cronaca

L’AQUILA – L’Abruzzo è l’unica regione a ospitare un premio che porta il suo nome, e si celebra oggi Peppino Prisco, avvocato e dirigente sportivo, che nasceva a Milano esattamente un secolo fa il 10 dicembre 1921.

Grande amante dell’Inter e degli alpini, ha un legame speciale con l’Abruzzo nato grazie all’amicizia stretta con Ciccio Zaccagnini durante la guerra.

Per mantenere viva la sua memoria dopo la morte di Peppino Prisco, avvenuta quasi venti anni fa, il 12 dicembre 2001, il generale dell’Arma dei Carabinieri, Corinto Zocchi, e il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Luigi Federici crearono il Premio Prisco proprio in onore dell’ avvocato, per la correttezza e la lealtà sportiva.

Il premio, nato a Chieti è tutt’oggi dopo vent’anni ancora presente, e ha come presidente del Comitato organizzatore Marcello Zaccagnini, figlio di Ciccio Zaccagnini divenuto grande amico dell’avvocato Peppino durante la campagna di Russia.

Prisco da sempre legato allo sport, si innamorò infatti dell’Inter e viene ancora considerato come il più grande interista di sempre, divenne persino un membro stabile nella dirigenza nerazzurra ricoprendo il ruolo di vicepresidente.

La sua vita però non è da sempre stata legata al calcio, all’età di 18 anni si arruolò negli alpini e prese parte alla campagna italiana di Russia come tenente nel Battaglione “L’Aquila” della Divisone Julia.

Di 159 alpini rientrati, lui era uno solo dei tre ufficiali superstiti, questo gli fece guadagnare una medaglia d’argento al valor militare.

“L’amicizia tra Peppino Prisco e mio padre, Ciccio Zaccagnini, nacque durante la Seconda Guerra Mondiale.” Con queste parole Marcello Zaccagnini, ricorda con piacere l’amicizia tra il padre e l’avvocato Prisco, e continua: “Durante la ritirata della guerra di Russia tra mio padre e Peppino c’era un legame molto forte e indissolubile. Dopo 35 anni dalla fine della guerra Peppino venne a Bolognano per ritrovare mio padre, e da quel momento rinacque l’amicizia come se si fossero lasciati dal giorno prima.” Marcello Zaccagnini, ancora oggi presidente del Premio in seguito alla morte dell’ex presidente il generale Zocchi, insieme ai suoi amici si è impegnato a mantenere vivo il ricordo di Peppino grazie al Premio Prisco e si augura di poterlo far vivere ancora a lungo.

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