LANCIANO: AL VIA QUINTA EDIZIONE DELLA RASSEGNA CINEMATOGRAFICA INCONTROCAMPO

1 Ottobre 2020 13:39

LANCIANO – Dal 5 ottobre al 24 novembre, ogni lunedì e martedì, gli schermi del CiakCity Cinema di Lanciano si riaccenderanno per ospitare la quinta edizione di Incontrocampo, la rassegna di cinema d’autore che si rivolge al pubblico più curioso, più esigente, più disposto a lasciarsi sorprendere dalle nuove e spesso imprevedibili traiettorie del cinema contemporaneo, al di là dei confini stilistici e geografici.

Una ripartenza che è anche un ritrovarsi, un riallacciare i legami con gli spettatori che, tra le tante privazioni che hanno segnato questi mesi difficili, hanno dovuto rinunciare anche al piacere insostituibile di ritrovarsi con altre persone per guardare un film sul grande schermo. Malgrado le innegabili difficoltà di questo momento storico, gli organizzatori continuano a credere nel cinema come esperienza collettiva, e nella sala come luogo privilegiato per generare stupori, dubbi, riflessioni, per aprirsi al confronto e per acquisire nuove e originali prospettive sul presente, andando incontro al pubblico non per blandirlo o istruirlo, ma al contrario per stimolarlo e, se necessario, sfidarlo a mettere in discussione le sue convinzioni.

Anche in questa edizione sono previsti tre spettacoli per ogni film, il lunedì alle 18:30 e alle 21:15 e il martedì alle 20:30: in quest’ultima proiezione il pubblico avrà la possibilità di vedere il film in lingua originale con sottotitoli in italiano, secondo una modalità di fruizione che soprattutto negli ultimi anni e tra gli spettatori più giovani si è diffusa al punto da diventare quasi abitudinaria, e che dai suoi inizi è una delle caratteristiche principali e uno dei punti di forza di Incontrocampo.





Non è un caso che la rassegna si apra e si chiuda con due film italiani, ma dal respiro internazionale: a dimostrazione della validità e della vitalità della nostra cinematografia, pur in mezzo a croniche difficoltà strutturali che l’emergenza degli ultimi mesi non ha fatto altro che acuire. E non è neppure un caso che a inaugurare questa edizione sia un’opera di animazione, a rivendicare l’importanza della fantasia e dell’immaginazione come strumenti fondamentali per leggere e affrontare le difficoltà del presente: il primo film sarà infatti La famosa invasione degli orsi in Sicilia, esordio cinematografico di Lorenzo Mattotti, una delle eccellenze italiane in campo artistico, disegnatore e illustratore di fama mondiale (ha lavorato, tra l’altro, per il New Yorker e Vanity Fair), che porta sullo schermo un romanzo di Dino Buzzati, con le voci di Toni Servillo, Corrado Guzzanti, e del compianto Andrea Camilleri. A chiudere la rassegna sarà invece Miss Marx di Susanna Nicchiarelli, appena passato in concorso al Festival di Venezia, biografia sui generis della più giovane, brillante, e ribelle figlia di Karl Marx. Entrambi i film saranno preceduti dalla proiezione di un cortometraggio, rispettivamente I Draw Inside a Sheep della regista hongkonghese Wong Ka Ki, e Oltre l’oscurità del giovane cineasta lancianese Davide Torriero Pompa.

Tra questi due titoli verrà presentata, come d’abitudine, una selezione delle migliori opere uscite negli ultimi mesi, nella quale hanno trovato posto alcuni tra i maggiori registi contemporanei. Tra questi troviamo i fratelli Dardenne, che in L’età giovane raccontano la storia intensa e difficile di un ragazzo affascinato dall’estremismo religioso; il cileno Pablo Larraín, che dopo la parentesi americana di Neruda e Jackie torna a girare in patria regalandoci l’incandescente ritratto femminile di Ema; e la francese Claire Denis, che in High Life si avvale di un cast internazionale, che comprende due star come Robert Pattinson e Juliette Binoche, per aggiornare a modo suo il filone fantascientifico filosofico degli anni ’60/’70, mescolando profonde questioni etiche a suggestioni horror.

Dalla Francia arriva anche Roubaix, una luce di Arnaud Desplechin, un poliziesco dolente e umanista, tra Simenon e Dostoevskij, ambientato nella provincia francese e recitato magnificamente; mentre il palestinese Elia Suleiman, nel suo Il paradiso probabilmente, evoca gli spiriti di due maestri della comicità come Buster Keaton e Jacques Tati per raccontare il surreale viaggio di un regista tra Parigi e New York alla ricerca di fondi per il suo nuovo film. Un altro viaggio, dai toni più drammatici e riflessivi, è infine al centro di Mai raramente a volte sempre di Eliza Hittman, storia di due ragazze della provincia americana e della gravidanza indesiderata di una di loro, vincitrice del Gran Premio della Giuria al Festival di Berlino.

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