LANCIANO. “CAOS MOVIDA”, LOCALI SI ORGANIZZANO: “CHIUSURE ANTICIPATE NEL FINE SETTIMANA”

di Azzurra Caldi

17 Giugno 2021 08:00

LANCIANO – Bottiglie e rifiuti di ogni genere abbandonati in strada, schiamazzi, litigi che degenerano in risse: a Lanciano i locali del centro provano a correre ai ripari e, con un’ordinanza “fai da te” tentano di arginare la movida incontrollata, fenomeno esploso con le riaperture, alle porte dell’estate, dopo i lunghi mesi di restrizioni a causa dell’emergenza covid.

Una situazione degenerata con l’ingresso in zona bianca in buona parte dei centri abruzzesi con i ragazzi che sono tornati a riempire le strade cittadine senza limiti di orario e particolari restrizioni. Una semi-libertà a lungo auspicata che però crea non pochi problemi ai titolari delle attività, costretti a fare da vigili urbani.

E se in diverse città, come a Pescara, L’Aquila e Chieti sono state disposte diverse ordinanze, da quella anti-botellon a una sorta di coprifuoco per le zone della movida, a Lanciano i gestori dei locali su Corso Trento e Trieste sono stati costretti a fare tutto da soli visto che, nonostante le richieste, non è stato ancora possibile incontrare l’Amministrazione comunale.

Così, i titolari della Perla Nera, Pastore Abruzzese e Cati Caffè annunciano: “Abbiamo deciso di anticipare l’orario di chiusura alle 2, almeno il fine settimana. Una misura che abbiamo adottato tutti insieme, per evitare episodi spiacevoli, che pure sono già capitati. Inoltre, dall’anno scorso, siamo dovuti ricorrere al servizio di sicurezza, spese che vanno ad aggiungersi a quelle sosteniamo quotidianamente per il rispetto delle norme anti covid. Dal momento che purtroppo non basta, ci siamo auto-imposti il divieto di vendita di bevande in vetro e proviamo così a limitare i danni”.

“Non avremmo mai pensato di dover ricorrere da soli al ‘coprifuoco’ – dicono ad AbruzzoWeb -, soprattutto dopo un periodo così difficile, ma la situazione è ormai diventata ingestibile. Comprendiamo che i lunghi mesi chiusi in casa abbiano provato i giovani che, finalmente, possono uscire e divertirsi ma c’è un limite a tutto. Anche perché quando succede qualcosa si punta sempre il dito contro i locali che non hanno modo di affrontare ogni singolo caso”.

Tra le varie accuse, la vendita degli alcolici ai minorenni, come denunciato da Tonia Paolucci, capogruppo di Libertà in Azione al Consiglio comunale: “a Lanciano non esiste alcun tipo di controllo sugli esercizi pubblici, compresi i supermercati, che vendono illegalmente alcool ai minorenni, né tantomeno sugli stessi ragazzini che girano tranquillamente in centro fin dalle ore pomeridiane esibendo le bottiglie come fossero un trofeo”, le sue parole.

Di qualche giorno fa la notizia di una ragazzina soccorsa in piazza Plebiscito per le conseguenze provocate dall’eccesso del consumo di alcool.

Ma gli esercenti non ci stanno a passare per i colpevoli: “Qui i documenti si chiedono sempre ma basta un solo maggiorenne che compra anche per gli amici e si aggirano le regole. Questo però non lo scopriamo oggi”.

Responsabilità, secondo gli esercenti, troppo gravose: “Ci è stata praticamente affidata la gestione della sicurezza ma non possiamo rispondere delle azioni di ragazzi che, spesso, non sono neanche clienti e stazionano all’esterno dei locali. Oltre ad occuparci di ripulire gli spazi, sedare le puntuali risse e cercare, se possibile, di lavorare, passiamo anche per i colpevoli della situazione e questo è decisamente troppo”.

Quindi l’appello alle Istituzioni: “speriamo che presto si possa organizzare un tavolo per studiare insieme alle Istituzioni un piano adeguato, siamo disponibili ad offrire la nostra collaborazione per poter tornare a lavorare serenamente”.

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