LANCIANO: DETENUTO POSITIVO COVID, UILPA, “DOV’E’ PREVENZIONE E TUTELA LAVORATORI?”

30 Settembre 2020 15:25

LANCIANO – “Dopo aver riscontrato un detenuto positivo al covid19 e vista l’assenza di interventi di prevenzione del contagio, la domanda sorge spontanea:  possibile che la Polizia Penitenziaria sia considerata immune al covid19?  I lavoratori della Polizia Penitenziaria non hanno forse gli stessi diritti degli altri lavoratori?

Ad affermarlo, è il Segretario Generale Uil PA Polizia Penitenziaria Abruzzo Ruggero Di Giovanni, in merito alla notizia di un detenuto al carcere di Lanciano risultato  positivo al covid-19, e che si è rivolto al Provveditore regionale amministrazione penitenziaria per Lazio, Abruzzo e Molise, Carmelo Cantone, all’assessore regionale con deleghe alla Salute e Pari opportunità, Nicoletta Verì, al presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio nonché al direttore dell’istituto dove si è verificata la positività.





“La cosa che più ci disorienta è che altri operatori, nel caso operatori sanitari, lavorando in carcere fianco a fianco della Polizia Penitenziaria vengono sottoposti regolarmente a tamponi, pare ogni 21 giorni, pur avendo contatti limitati con la popolazione detenuta rispetto alla Polizia Penitenziaria – si legge nella nota -. A questo punto ci chiediamo se il nostro datore di lavoro sia a conoscenza di una sorta di immunità naturale dei Poliziotti Penitenziari rispetto al covid19, nel qual caso ci permettiamo di suggerire all’amministrazione penitenziaria di segnalare la cosa al ministero della sanità per i dovuti accertamenti”.

“Invero è successo nelle scorse settimane che un detenuto in attesa di essere inserito nel normale circuito penitenziario, dopo diversi giorni di permanenza in carcere, sia risultato positivo e asintomatico al covid19, e per questo ammesso immediatamente alla detenzione domiciliare, questo fino a che un doppio tampone di riscontro non ne attesti la sopravvenuta negatività. Fin qui tutto regolare, non fosse che nessuno dei poliziotti penitenziari venuti in contatto con il soggetto è stato ancora sottoposto a tampone, questo nonostante siano ormai trascorsi 13 giorni dall’accaduto”, conclude la nota.

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