L’AQUIA: LICENZIAMENTI BRICO ALEANDRI, SI VA AVANTI CON IL RICORSO

23 Gennaio 2015 17:18

L'Aquila:

L’AQUILA – Si è tenuta oggi all’Aquila la prima udienza del ricorso presentato da 3 dei 4 lavoratori e lavoratrici licenziati da Aleandri Bricolage Srl, l’azienda che motivò i licenziamenti dando colpa alla crisi economica.

La stessa azienda disse di no ai contratti di solidarietà.

“In realtà – si legge in una nota – si è trattato di un tentativo di conciliazione obbligatorio, davanti al giudice del lavoro, in cui l’avvocato D’Alfonso, in rappresentanza dell’azienda, ha ammesso che questa non aveva ancora proceduto a ridurre le superfici di vendita, ma che aveva cominciato a cercare economie terze interessate alla locazione, prima del deposito del ricorso e che l’azienda aveva proceduto ad assumere, dopo i licenziamenti, lavoratori interinali a tempo determinato, ma ‘per sopperire ai posti lasciati vuoti da personale in ferie, malattia, infortunio’”.

“La rappresentante dei licenziati ricorrenti, l’avvocato Francesca Ramicone – prosegue la nota – non ha contestato i bilanci dell’azienda, ma ha il modo in cui l’azienda cercava di risanare i bilanci e nella fattispecie ha sottolineato che, come si evince dalla lettera di licenziamento (All.1), la riduzione del personale semmai doveva essere una conseguenza della riduzione delle superfici di vendita e non il contrario, che l’azienda, prima di licenziare avrebbe dovuto mettere in conto ferie, malattia e infortuni del personale residuo, che, ‘cosa ancor più grave, l’azienda ha ri-assunto come interinale, l’unica lavoratrice licenziata che non aveva impugnato il licenziamento e che, per anzianità e famigliari a carico, era l’ultima a dover essere ripescata in caso di necessità’”.

Ramicone ha aggiunto inoltre che “la sottoscritta, avrebbe accettato  il demansionamento e il part-time, pur di essere reintegrata, ma l’azienda non ha voluto sentir parlare né di reintegra dei licenziati ricorrenti, né di indennizzi agli stessi, ricordando di ‘essere nota in città per aver operato sempre credendo e investendo nel capitale umano’, di ‘avere a cuore gli interessi dei lavoratori’. Ma non tutti i lavoratori sono uguali: si dà il caso che quelli licenziati e ripescati sono quelli che non hanno impugnato il licenziamento!”.

“Si dà il caso che quelli che lavoravano prima da Aleandri con contratto precario e quindi più vulnerabili e obbedienti, non sono stati stabilizzati, ma sono stati somministrati dopo i 4 – 1 licenziamenti – si legge ancora nella nota -. Si dà il caso che anche i ricorrenti abbiano fatto richiesta di lavorare alla stessa agenzia interinale, ma sono ancora disoccupati si dà il caso che a questi ultimi, che oramai avevano acquisito competenze e professionalità nell'Aleandri Bricolage Srl, siano stati preferiti 2 nuovi lavoratori che non avevano mai lavorato prima da Aleandri Bricolage Srl. Nessun accordo, quindi si va avanti con il processo”.

“Il giudice ha disposto l’acquisizione dei contratti di somministrazione stipulati da Aleandri dal mese di giugno 2014 (nei quali però non risulterà, per la riforma Fornero,  la motivazione per l’assunzione addotta da Aleandri, quindi bisognerà credergli sulla parola!) e ha fissato una nuova udienza per il 13 febbraio”, conclude la nota.

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