L’AQUILA, 13ENNE VIOLENTATA E CONTAGIATA EPATITE: CONDANNATO A 10 ANNI OPERAIO RICOSTRUZIONE

23 Giugno 2022 17:08

L'Aquila: Cronaca

L’AQUILA – Avrebbe approfittato dell’assenza prolungata della mamma per abusare ripetutamente, sotto la minaccia di morte, di una 13enne che a seguito dei ripetuti rapporti non protetti ha contratto l’epatite Hbv con importanti ripercussioni sul fegato.

La raccapricciante vicenda, riportata dal Messaggero, si è consumata all’Aquila nell’aprile del 2015 e riguarda G.B. di 48 anni, originario di Cosenza ma residente in città, operaio edile impegnato nella ricostruzione post terremoto, e le violenze perpetrate ai danni di una ragazzina di 13 anni, oggi maggiorenne.

Due giorni fa il Tribunale dell’Aquila, riunito in sede collegiale, ha condannato l’uomo alla pena di 10 anni di reclusione per violenza sessuale su un minore mentre è stato assolto dalle lesioni gravi.

Per l’accusa l’imputato, che avrebbe consumato “rapporti sessuali plurimi e ripetuti non protetti”, era a conoscenza del proprio stato di salute, secondo la difesa no.

Il 48enne oltre a pagare una provvisionale di 30mila euro alla parte offesa, è stato condannato all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, in tutti i luoghi pubblici o privati che hanno a che fare con i minori, nell’ambito della curatela, del sostegno e tutela sui minori, e il divieto per un anno di avvicinarsi nei luoghi frequentati dai minori.

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