ASILO L’AQUILA: BIMBO MORTO, UDIENZA SLITTA A 7 FEBBRAIO, CAVILLO NOTIFICA, DELUSE PARTI CIVILI

di Gianpiero Giancarli

25 Ottobre 2023 14:15

L'Aquila - Cronaca

L’AQUILA –  L’udienza preliminare sulla morte del piccolo Tommaso D’Agostino, travolto da una macchina davanti all’asilo primo maggio di Pile, scivola su un difetto di notifica a un imputato, e allora il giudice per le udienze preliminari del tribunale dell’Aquila, Guendalina Buccella, non ha potuto far altro che rinviare tutto a mercoledì  7 febbraio del prossimo anno con delusione delle parti civili. Ma anche della difese visto che comunque le prime verità arriveranno solo in quella data lontana per quel fatto avvenuto il 18 maggio dello scorso anno.

L’intoppo è  una sorta di cavillo  della riforma Cartabia la quale prevede che  il difetto di notifica insanabile ci sia se, oltre che al suo legale, non viene comunicato l’atto anche all’imputato, nel caso specifico Antonello Giampaolini.

Nella udienza di oggi è arrivata comunque una richiesta di costituzione di parte civile da parte dell’associazione pescarese “Mamme coraggio vittime della strada”, che, secondo quanto si è appreso, troverà ferma opposizione da parte delle difese ma, come detto, sarà tema cui dovrà pronunciarsi il gup  il 7 febbraio.





In quella data il legale Francesco Valentini chiederà  di nuovo il rito abbreviato per la sua assistita, la 39enne bulgara Zhorova Radostina Balabanova che era alla guida della macchina: sarebbe accusata  di aver parcheggiato l’auto, una Passat, senza mettere il freno a mano e, scesa dal veicolo per riprendere da scuola i due figli gemelli, ha lasciato solo a bordo il terzo figlio di 11 anni; questi, secondo il Pm Stefano Gallo, avrebbe  manovrato la leva del cambio facendo muovere in discesa la macchina che poi ha ucciso il bimbo di 4 anni e ha ferito altri piccoli che erano a giocare con lui. Secondo i periti la macchina stava marciando a 27  chilometri orari.

La richiesta di rito abbreviato contempla  un processo solo sulla sorta degli atti con lo sconto di pena di un terzo in caso di condanna. I reati contestati sono omicidio stradale, lesioni con alcune aggravanti come aver commesso il delitto in danno di minorenni e nelle adiacenze di una scuola, oltre a violazioni del Codice della strada. La pena prevista va da due a sette anni.

Compariranno di nuovo anche  Monia Lai, aquilana di 48 anni, dirigente scolastica della struttura per l’Infanzia; Bruno Martini, aquilano di 60 anni, responsabile del servizio prevenzione dell’istituto comprensivo Mazzini di cui fa parte la scuola dell’infanzia di Pile, e Antonello Giampaolini, anche lui aquilano di 60 anni, responsabile del settore edilizia scolastica del Comune dell’Aquila e direttore dei lavori nell’appalto del complesso scolastico. Costoro seguiranno, invece, il rito ordinario. Sarà poi il gup a definire l’iter della udienza,





Questi ultimi  tre  imputati sono difesi dagli avvocati Mauro Ceci, Luisa Leopardi, Massimo Carosi, Antonella Pellegrini. Altri legali di parte civile sono Tommaso Colella, Katiuscia Romano, Cristiana Burgamazzi, Angelica Carnevale, Maria Leone, Guido Alfonsi, Fabiana Panitti.

Tutti sono accusati in concorso, pur nella differenza dei loro ruoli, di omicidio stradale  avendo omesso, con accuse tutte da provare, una valutazione dei rischi  e ignorando misure di  prevenzione, non disponendo una segnaletica con  divieti di circolazione o una rete di recinzione robusta o un muretto che resistessero a quel tipo di impatto. L’immobile della scuola dell’infanzia di Pile (istituto comprensivo Mazzini), è stato chiuso per essere ricostruito: è risalente a prima degli anni ’80 ed è di proprietà del Comune dell’Aquila.

 

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