L’AQUILA: CALL CENTER, TREMANO CENTINAIA DI ADDETTI. CRETAROLA, “E’ TUTTA COLPA DELL’INPS”

22 Settembre 2021 17:11

Italia: Cronaca

L’AQUILA – “L’incontro di ieri con il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, ha confermato le nostre più negative previsioni per l’occupazione all’Aquila. Tridico ha confermato la decisione di procedere alla internalizzazione del servizio escludendo la clausola sociale di salvaguardia occupazionale e confermando una procedura selettiva simile a quella adottata dalle pubbliche amministrazioni aperta a tutti gli operatori di call center di ‘analoga complessità’”.

Lo afferma in una nota Venanzio Cretarola, Segretario Ugl Telecomunicazioni Abruzzo, che lancia “l’ennesimo allarme per i pesanti rischi di perdita di occupazione fra i 560 dell’Aquila e i 3.300 in tutta Italia”, in riferimento anche al call center Inps del capoluogo d’Abruzzo, dove, secondo Cretarola, “Entro il 30 novembre prossimo si rischia l’espulsione di 103 lavoratori addetti prevalentemente da anni al servizio Inps”.

“I ventilati e fantasiosi ‘criteri preferenziali’ da assegnare agli attuali addetti sono del tutto inutili ai fini della garanzia occupazionale prescritta dalle leggi, provocando una crisi occupazionale fra le peggiori degli ultimi anni – dice con rabbia Cretarola – Tutto questo è inspiegabile, illegittimo e paradossale, in quanto provocato dall’Ente pubblico più grande d’Italia! Il presidente, inoltre, cita non meglio specificati pareri informali o formali di Ministeri e Avvocatura dello Stato rifiutando di mostrarli e continua a tacere sull’applicazione delle sentenze di Cassazione a Sezioni Unite e del Tar del Lazio, che affermano il contrario, e ignorando del tutto l’Ordine del Giorno approvato dalla Camera dei Deputati a luglio scorso che impegna il Ministero del Lavoro a vigilare affinché Inps applichi la clausola sociale”.

IL RESTO DELLA NOTA

Il presidente nega pertanto l’applicazione della stessa legge istitutiva della internalizzazione del Contact Center che ha l’obiettivo dichiarato di “garantire la stabilità occupazionale degli attuali addetti”. Inps continua con una linea di totale chiusura nei confronti delle posizioni dei sindacati e del Parlamento e intende procedere disattendendo la legge e mettendo dichiaratamente a rischio centinaia di posti di lavoro e la stessa qualità del servizio garantito dagli attuali operatori da oltre dieci anni.

All’Aquila in particolare entro il 30 novembre prossimo si rischia l’espulsione di 103 lavoratori addetti prevalentemente da anni al servizio Inps e solo marginalmente al servizio per l’Agenzia delle Entrate, i quali hanno il pieno diritto di restare nella commessa che Tridico ha annunciato di voler rinnovare per un anno a causa dell’inspiegabile e colpevole ritardo nella procedura di internalizzazione che per legge deve partire dal 1° dicembre 2021.

Ugl Telecomunicazioni continua da febbraio scorso a chiedere il rispetto dei diritti di questi lavoratori ma il presidente Inps tira dritto per la sua strada illegittima senza dare alcuna spiegazione e rifiutando ogni confronto. È paradossale e scandaloso che in Italia riusciamo sempre a far rispettare la clausola sociale da tutti call center italiani tranne che dalla società pubblica di Inps che fra i propri compiti istituzionali ha anche quello di controllare il rispetto di leggi e contratti nelle aziende private.

Nei prossimi giorni avvieremo immediate e pesanti azioni di lotta, e non solo, sollecitando l’attenzione delle Istituzioni locali e di tutte le forze politiche abruzzesi per la difesa dell’occupazione e per il rispetto della legge che proprio Inps intende violare.

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