SCALZATA DA SORTITA DI 4 CONSIGLIERI ERSILIA LANCIA; SINDACO ''GRUPPO NON SI E' MAI RIUNITO'', LA REPLICA ''FEDELI E LEALI, APERTI A CONFRONTO, MA SPETTA A NOI DECIDERE''; L'ADDIO DI PARKELLER, ''SCANDALOSO QUELLO CHE E' STATO FATTO''

L’AQUILA: CAOS IN FDI, SCIMIA CAPOGRUPPO, BIONDI SMENTISCE, D’ANGELO VA VIA

6 Agosto 2020 11:49

L'AQUILA – E’ caos nel gruppo di Fratelli d’Italia al Comune dell’Aquila: grazie al voto della maggioranza dei componenti del gruppo consiliare e non all'unanimità, Leonardo Scimia è il nuovo capogruppo prendendo il posto del consigliere Ersilia Lancia, vice presidente del Consiglio, vice coordinatrice provinciale del partito e moglie del coordinatore regionale di Fdi, Etel Sigismondi.   A decidere per l'atto di forza i consiglieri Vito Colonna, Ferdinando Colantoni Giancarlo Della Pelle, oltre ovviamente a  Scimia

Una circostanza insolita, emersa da fonti interne al centrodestra aquilano, e che viene però smentita dal sindaco del capoluogo, Pierluigi Biondi, dello stesso partito, nonostante sia stata protocollata già lunedì scorso.

Mentre il consigliere Daniele D’Angelo, detto Parkeller annuncia altrettanto clamorosamente l’addio al partito, giudicando “scandaloso quello che è stato fatto ad Ersilia Lancia”.

Il sindaco in una nota diramata stamattina però assicura che “Non c’è nessun nuovo capogruppo di Fratelli d’Italia – in Consiglio comunale. Il gruppo, di cui anch’io faccio parte, non si è mai riunito con questo argomento all’ordine del giorno. Fdi è un partito strutturato con una gerarchia e, soprattutto, delle regole che vanno rispettate. Per il momento l’attenzione del sottoscritto, che ricopre anche il ruolo di commissario provinciale del partito, è tutta concentrata sull’emergenza incendi che ha colpito la città”.

Il punto è che i quattro consiglieri si sono autodeterminati e c’è un documento da loro firmato protocollato lunedì Senza avvisare nessuno, a cominciare appunto dal sindaco e da Lancia.

A replicare a stretto giro a Biondi sono proprio i 4 consiglieri che lanciano segnali di pace, ma tengono a ribadire: la scelta del capogruppo spetta ai consiglieri. 

“Noi quattro consiglieri apostrofati come “ex insieme per L’Aquila” o “gruppo di Liris” siamo da sempre disponibili al confronto e al dialogo, in passato a più riprese abbiamo esortato un confronto maggiore, oggi non possiamo che raccogliere con piacere l’invito a una riunione tra gruppo e partito per confrontarci nuovamente sul discorso capogruppo che resta pur sempre una prerogativa del gruppo consiliare”.

“Ci sentiamo di farti presente che noi quattro consiglieri  rispettiamo e riconosciamo le gerarchie di partito a cui siamo legati e per il quale stiamo lavorando tutti i giorni e, ancora di più, ci teniamo a ribadire che mai è mancata e mai mancherà la vicinanza politica e personale nei confronti della tua persona”.






Bocche cucite dagli altri consiglieri di Fdi: AbruzzoWeb ha provato invano a contattare Ersilia Lancia. 

In realtà, già nel corso di incontri e riunioni tenuti nei mesi scorsi, i 4 consiglieri, “fedelissimi” dell'assessore regionale Guido Liris, ex vice sindaco del capoluogo abruzzese, avevano ripetutamente chiesto un rinnovamento all'interno del gruppo consiliare e dunque un passo indietro da parte di Ersilia Lancia.

L’atteggiamento ritenuto da “zarina” di Lancia, giudicata come la responsabile del ritardo nella notifica di accettazione nel gruppo dei meloniani dei 4 consiglieri e lo stallo amministrativo in capo all’Assessorato di Vittorio Fabrizi, nell’esecutivo in qualità di tecnico ma rivendicato da Fdi, “colpevole” secondo il gruppo dell’impasse in particolare nei settori Opere pubbliche e Sport, sono stati gli argomenti al centro dei vertici tenuti da Fdi nell'ultimo anno. A nulla, dunque, sono serviti gli interventi “moderatori” da parte del primo cittadino e di Sigismondi: Non ottenendo alcuna risposta, da quanto emerso, i 4 consiglieri hanno deciso di lasciare fuori la Lancia e nominare il nuovo capogruppo, forti anche del fatto di essere in maggioranza (quattro contro un solo consigliere, più il sindaco) e dell'appoggio di Liris, che da tempo aveva chiesto la “testa” della vice coordinatrice provinciale del partito. Resta da vedere, nei prossimi giorni, che tipo di conseguenze avrà la presa di posizione dei consiglieri ex “Insieme per L'Aquila” all'interno del partito dei meloniani e quale sarà la collocazione del sindaco Biondi in questa querelle.

Intanto l’atto di forza ha determinato l’uscita dal partito di D’Angelo.

“Lascio Fratelli d'Italia. Rinuncio alle mie posizioni all interno del partito – scrive in una nota – . Ciò che è stato fatto ad Ersilia Lancia è scandaloso. Ma auguro un buon lavoro Scimia. Abbiamo condiviso un percorso bello nel quale io prima dietro le quinte e poi in prima linea ho sempre combattuto per la causa. Il partito era piccolo ma aveva al suo interno gente che ci credeva. La mia idea di partito sono i progetti sul territorio legati alla visione di una città. Ora quello che è successo con l ingresso dei forzisti ha destabilizzato l orintamento politico del partito e degli ideali . Capisco che bisogna crescere ma ci sono modi e modi. Purtroppo mi ritengo un puro purtroppo ho ancora una fede e purtroppo ho ancora un ideale”.

“Ho ancora i messaggi di chi 2 anni fa parlava della Meloni come un esaltata e patetica “patriota” così è stata definita da chi ora compie scalate su una donna anche essa vera e pura come Ersilia Lancia senza interpellare chi da sempre ha fatto campagne elettorali per fratelli d'Italia per la fiamma tricolore – prosegue D'Angelo -. Ad Ersilia quindi va la mia vicinanza e rispetto. Premetto che nulla ho da rimproverare a nessuno al di la di tutto. Tra l altro dopo le scaramucce di inizio mandato con il consigliere Scimia ci siamo chiariti su molte cose ed è tornato il sereno e il rispetto trovando punti in comune su come lavorare ma ciò non significa che io uomo politico ed imprenditore fortemente legato alla della destra sociale possa continuare ad essere forza in campo di persone che poco hanno a che fare con i valori che anni fa hanno spinto uomini e donne a combattere per portare un partito dallo 0.5% ad essere quello che è ora”.

“Io non sono forzista io sono di destra io posso condividere pasti tempo libero passioni ed altro con chiunque ma non posso condividere la fede soprattutto con chi cambiando casacca si crede di essere cambiato lui e per cambiato mi riferisco al fervore e all’amore che scorre nel sangue di chi geneticamente è di destra. Avevamo bei progetti da realizzare ad esempio un circolo del partito sulla zona montana con l amico Marotta e lo avremmo denominato fdi Gran Sasso Dovevo essere nominato nel esecutivo del partito. Doveva soltanto essere formalizzata la mia nomina al dipartimento montagna del partito. Ma non mi interessa rinuncio ufficialmente a tutto ed esco”.

“Mando un saluto a Michele Malafoglia Antonella De Renzis Fabio Pace e a tutti i giovani del circolo 99. Siete dei grandi siete nel mio cuore anche se ora non siamo più sotto la stessa bandiera spero possiate continuare a lavorare sui progetti come è la nostra fede e non sugli interessi personali. Purtroppo la politica è così… si trama si agisce all oscuro si inciucia e poi chi viene scontentato o accoltellato o ferito verrà ripagato con incarichi professionali o amministrativi… A me non interessa né l uno né l altro a me interessa la mia terra e questo partito sta diventando come tutti. Detto questo rinnovo stima e fiducia al sindaco e continuerò a lavorare per la città secondo ciò che concordo con lui e in base alla mia visione e non a logiche scellerate e imposte con prepotenza da qualcuno”, conclude la nota.

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